Quattro tappe, un nuovo corso e un messaggio chiaro: il Superenduro 2026 vuole ricostruire comunità, accessibilità e rapporto con le località ospitanti
La ripartenza del Superenduro nel 2026, con i fondatori Enrico Guala e Franco Monchiero di nuovo insieme, non è solo un calendario di quattro tappe: è un messaggio politico e culturale per tutta la scena italiana dell’Enduro.
La diretta YouTube di venerdì 27 febbraio ha sottolineato alcuni aspetti chiave. Le località tornano protagoniste, l’accessibilità diventa un valore dichiarato e la comunità dei biker torna al centro del progetto. Le informazioni ufficiali confermano un circuito snello, aperto sia a MTB sia eMTB, con tappe che vogliono essere laboratorio, vetrina e punto di incontro per territori e rider.
Aspetto importante, nell’anno in cui l’Italia ospiterà i Mondiali UCI MTB in Val di Sole e quelli Enduro a Finale Ligure, il fatto che le tappe di Castino e Sauze d’Oulx assegneranno punti per il ranking UCI di Coppa del Mondo, un dettaglio che potrebbe riportare in Italia rider stranieri e team strutturati. La gara eMTB di Castino entrerà inoltre nel circuito europeo dedicato European E-MTB Enduro Tour.
– leggi anche: Finale Ligure ospiterà i Mondiali UCI MTB Enduro ed eMTB Enduro 2026

Il calendario Superenduro 2026
- Pogno (NO), 25-26 aprile
- Castino (CN), 9-10 maggio
- Sauze d’Oulx (TO), 6-7 giugno
- Santo Stefano d’Aveto (GE), 12-13 settembre
Qui potete rivedere la diretta YouTube
Il vero rilancio nel 2027
Durante la presentazione, Enrico Guala ha chiarito che il 2026 è l’anno in cui “si rimette in moto la macchina organizzativa”, mentre il formato pieno del Superenduro tornerà nel 2027. L’obiettivo è ricostruire connessioni con media, enti turistici, organizzatori e industria, ma soprattutto con gli appassionati.
Il messaggio è chiaro: il Superenduro vuole tornare a essere un ecosistema, non solo un campionato.
Un Superenduro che torna a sperimentare
Guala ha anticipato che ci saranno novità tra una tappa e l’altra: format, attività collaterali, interazioni con media e pubblico. L’obiettivo è riportare il Superenduro a essere un laboratorio, non un prodotto statico.

Perché questa ripartenza conta davvero
Il ritorno del Superenduro arriva in un momento in cui:
- l’Enduro internazionale è sempre più professionale e costoso
- i rider cercano eventi più vicini, più umani, più sostenibili
- i territori italiani vogliono valorizzare il turismo outdoor
- la comunità chiede un circuito che rappresenti davvero la cultura del riding nazionale
Il 2026 è un ponte. Il 2027 sarà il vero banco di prova per capire quanto forte potrà tornare a battere il cuore dell’Enduro italiano.
Maggiori info saranno pubblicate sul nuovo sito del Superenduro







