TEST – ALTRA TORIN 4.5 PLUSH

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Le ALTRA Torin 4.5 Plush da noi testate
Le ALTRA Torin 4.5 Plush da noi testate

La nuova ALTRA TORIN 4.5 PLUSH, dopo il successo della versione precedente è stata testata in maniera approfondita, dando risultati davvero soddisfacenti, che tutti gli amanti del drop zero non potranno che apprezzare.

Test di Daniele Milano Pession

CARATTERISTICHE

  • PESO: 260 G (US10 UOMO)
  • DROP: 0 MM
  • HIGHTSTACK: 28 MM

DESIGN

Uno shape che le rende uniche e difficilmente replicabili. In perfetta sintonia con la filosofia di ALTRA, le Torin 4.5 Plush sono tra i modelli del brand americano che si caratterizzano per un design decisamente pulito e lineare.

Il Toe Box molto abbondante conferisce alla Torin la classica silhouette un po’ a banana, enfatizzata dal rocker accentuato di tutto l’avampiede.

Una nota di merito va indubbiamente alla lavorazione particolare del knit della tomaia, che è di assoluto pregio e che accentua il design complessivamente molto piacevole. Disponibili in differenti colorazioni, la Dark Red testata, con intersuola grigio/nera, è secondo noi la più bella.

FINITURE

Ottime! Le finiture della ALTRA TORIN 4.5 PLUSH mi hanno lasciato decisamente stupito la lavorazione e la finitura di tutta la tomaia, che risulta veramente molto curata.

Gli intarsi della suola sono inseriti con grande precisione nell’intersuola e, facendo un rapido confronto tra scarpa sinistra e destra, non si vede la minima imprecisione nella lavorazione.

CHIUSURA

Buona. Se vi state chiedendo come possa chiudere bene una calzatura come la ALTRA TORIN 4.5 PLUSH, con uno toe box shape così ampio e abbondante, è giunto per voi il momento di provare in diretta la sensazione unica di un modello di ALTRA ai piedi.

Le asole sono longitudinali e i lacci piatti si inseriscono alla perfezione, facilitando un serraggio anche molto stretto.

Sul collo del piede la Torin risulta comunque particolarmente confortevole, e il collarino all’altezza dei malleoli ospita “dolcemente” il piede.

Pure la zona tallonare è particolarmente morbida e confortevole, dando sin dalla prima uscita una sensazione di estrema naturalezza del passo.

IMPATTO INIZIALE

Piacevolmente sorpreso. Utilizzo i modelli di ALTRA Running da diversi anni, alternandoli regolarmente con quelli tradizionali.

Mi piace indossarli soprattutto nelle uscite di mattina, senza aver calzato nelle ore precedenti altre scarpe. Questo per rendere più naturale il passaggio dalla camminata a piedi nudi in casa alla corsa vera e propria.

Il motivo è semplice: tutte le ALTRA hanno drop zero quindi permettono una corsa unica, molto istintiva e, soprattutto quelle non eccessivamente ammortizzate come la Torin 4.5, naturale. A me sono piaciute subito, permettendomi di lavorare molto bene con l’avampiede in fase di spinta e soprattutto di utilizzare molto le dita dei piedi che si muovono con estrema naturalezza anche dentro alle scarpe, proprio come se fossimo a piedi nudi.

COMFORT

Decisamente buono. Sin dai primi metri di corsa si percepisce l’ottima ammortizzazione garantita da un hightstack, o altezza dal suolo, di soli 28 mm che però, grazie all’ottimo lavoro del Quantic, il materiale innovativo nell’intersuola che assicura un’ottima morbidezza degli appoggi, si associa a una buona reattività complessiva.

Indubbiamente si tratta di un’esperienza di corsa diversa da ogni altra calzatura sul mercato, davvero unica e, al di là di slogan promozionali, io personalmente la adoro.

TRASPIRABILITÀ

Ottima per una tomaia in knit. Infatti la traspirabilità di questo materiale nella Torin risulta molto elevata.

La 4.5 ha ridotto il peso complessivo rispetto al modello precedente di ben 30 grammi, grazie anche alla nuova lavorazione della tomaia che risulta molto morbida, a trama più larga, pur mantenendo un buon sostegno, ma con meno tessuto, per una traspirabilità superiore a ciò a cui ero abituato.

GRIP

Provate a immaginare le ossa delle dita dei nostri piedi allungate sin sotto l’arco plantare. La suola della Torin 4.5 è proprio così, 5 strisce sottili di battistrada partono dall’avampiede, in corrispondenza di ogni dito, per arrivare sino a metà suola e conferire alla rullata grande naturalezza e soprattutto rotondità.

Il grip ne guadagna, e la sensazione a ogni passo è quella di sapere sempre, esattamente, cosa stanno facendo i nostri piedi, quasi come se fossero nudi e sentissimo il terreno particolarmente vicino, ma comunque con un ottimo ammortizzamento complessivo e sempre con la massima protezione.

STABILITÀ

Tra i modelli di Altra, la Torin 4.5 non è certamente la più stabile, rispetto ad altri più strutturati come la Paradigm 5, che testeremo a breve.

Chi decide di utilizzare la Torin, sa però di avere ai piedi una scarpa decisamente molto morbida che limita al minimo l’interfaccia piede/calzatura/ suolo, pur essendo piuttosto protettiva e meno secca di altri prodotti ancora più minimalisti come la Escalante 2.5, già pronta in redazione per il prossimo test.

PROTEZIONE

  • Le linee longitudinali del battistrada, perfettamente integrate al Quantic dell’intersuola, garantiscono comunque una buona protezione complessiva della pianta del piede.
  • La zona tallonare è ben preservata, grazie agli intarsi del battistrada più ampi.
  • La tomaia, in base alle zone di maggior pressione, è rinforzata grazie a una trama più fitta e strutturata, frutto del sapiente utilizzo della lavorazione Knit.

CAPACITÀ DI AMMORTIZZAZIONE

Decisamente buona. Tra i modelli provati in questi anni di ALTRA, ritengo la Torin 4.5 come un grande punto di arrivo per il brand. Garantisce buona ammortizzazione, buona reattività, senza per questo compromettere il feeling con il terreno, che risulta essere ottimo.

La ALTRA TORIN 4.5 PLUSH è CONSIGLIATA PER…

Per quanto non abbia fatto uscite superiori ai 12 chilometri, mi sento di suggerire la Torin 4.5 per qualunque distanza. Meno reattiva e veloce della Escalante 2.5 o della velocissima Escalante Racer, può essere tranquillamente considerata come il perfetto anello di congiunzione tra chi vuole alternare a modelli di calzature tradizionali una “drop zero”.

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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