Il 17 e 18 ottobre la corsa in montagna è tornata protagonista in Valchiavenna, con un fine settimana che ha riunito atleti e appassionati attorno a due appuntamenti: il KV Kilometro Verticale Chiavenna-Lagunc, giunto alla sua 27ª edizione, e il Val Bregaglia Trail, affiancato dai Campionati italiani di corsa in montagna a staffetta.
testo e foto di Simone Bertelli

Il weekend di 4running
Il weekend, per noi, è cominciato il venerdì con la presentazione degli atleti favoriti e una cena in un tipico Crotto della Valchiavenna: un anfratto naturale che presenta un “soffio” di aria fresca che mantiene una temperatura costante, usato all’epoca, e non solo, come un frigorifero naturale.

1 sabato – 3.298 metri di sviluppo – 1.000 metri D+
Sabato, la giornata si è aperta con il KV Chiavenna-Lagunc, chilometro verticale tra i più duri e conosciuti nel mondo, una follia solo a pensarla, ancora più folle correrci dentro… 3.298 metri e 1.000 metri di dislivello positivo, da Chiavenna a Lagùnc, lungo una storica mulattiera.

1 domenica – 25 chilometri – 1.050 metri D+
Domenica, invece, il Val Bregaglia Trail ha proposto un percorso di 25 chilometri, con 1.050 metri di salita, da Promontogno, in Svizzera, fino a Chiavenna, attraversando sentieri un tempo frequentati anche dai contrabbandieri. Due prove che richiedono caratteristiche differenti, ma che condividono un forte legame con un territorio in cui la memoria storica convive con la vita quotidiana.

Chiavenna-Lagunc, una storia lunga quarant’anni
La storia della corsa risale al 1986, mentre il format attuale del kilometro verticale si è affermato negli anni successivi. Oggi la competizione è una delle prove più iconiche della corsa in montagna, in Italia e nel Mondo.

Il chilometro della FIDAL
Lungo 3.298 metri e con 1.000 m di dislivello positivo, è stato il primo in Italia ad ottenere l’omologazione ufficiale della FIDAL, nel 2008. In poco più di 3 km si concentra una salita durissima virgola che lascia poco spazio alla gestione tattica: ritmo, resistenza e tenuta mentale diventano elementi determinanti per ottenere un risultato.

Henri Aymonod, l’oro è ancora suo
A vincere l’edizione 2026 è stato Henri Aymonod, che ha conquistato il suo sesto successo sul tracciato con il tempo di 31’19”. Alle sue spalle Andrea Elia, secondo in 31’51”.

Andrea Mayr, sempre la più forte
Tra le donne si è imposta l’austriaca Andrea Mayr, già detentrice del record femminile, che ha chiuso in 38’08”, Conquistando la sua quinta vittoria a Lagùnc. Risultati che si aggiungono a una storia sportiva lunga decenni, fatta di sfide e di alcuni tra i nomi più importanti della disciplina.

Lagunc, un luogo unico al mondo
Lagùnc, però, non è soltanto il punto d’arrivo di una competizione. La piccola località montana, con le sue abitazioni in pietra e un’atmosfera che conserva il ritmo di un tempo, rappresenta un riferimento stabile per una manifestazione che, ogni anno, rimette in movimento atleti, organizzatori e soprattutto la comunità di una valle che partecipa attivamente ad essa.

Un borgo autentico
Mentre i concorrenti affrontano la salita cercando il miglior tempo possibile, il borgo mantiene la propria identità e i propri ritmi. È proprio questo contrasto a rendere interessante il rapporto tra una gara che ha il cronometro come punto di partenza e in cui ogni secondo conta e il territorio che attraversa, fermo immobile a custodire le memorie di una manifestazione storica.
Dal Vertical al Trail, il territorio cambia prospettiva
La domenica il racconto si è spostato lungo il percorso del Val Bregaglia Trail. Partendo da Promontogno, i partecipanti hanno attraversato sentieri e località a cavallo tra Svizzera e Italia, Fino all’arrivo a Chiavenna. I 25 km di percorso, con 1.050 metri di dislivello positivo, offrono una sfida impegnativa ma non proibitiva.
Campionati italiani di staffetta, un successo
Nella stessa giornata, il Trail ha condiviso la scena con i campionati italiani di corsa in montagna a staffetta virgola che hanno portato in valle alcuni dei migliori specialisti della disciplina.
La suggestione della Valchiavenna
Il percorso attraversa paesaggi suggestivi, resi ancora più evocativi dalla nebbia di quel giorno. Le mulattiere, i borghi, i boschi e i piccoli centri abitati non sono semplici elementi da osservare durante la corsa: fanno parte della conformazione del territorio, della sua storia e dei collegamenti che per generazioni hanno unito queste località e continuano a farlo oggi, con significati diversi.
Correre per scoprire
Attraversarli di corsa significa fruirli a una velocità diversa, ma senza perderne il significato. Sono luoghi vissuti prima dell’evento e continueranno a esserlo una volta conclusa la manifestazione.
Prospettive in movimento
In Valchiavenna il Vertical conduce verso un punto preciso, Lagùnc, diventato negli anni un riferimento sportivo e territoriale; il Trail permette di allargare lo sguardo, mostrando la continuità dei sentieri della Val Bregaglia. Cambiano le distanze, gli atleti e le classifiche, mentre il territorio rimane il punto di partenza e di arrivo di un’esperienza che coinvolge anche chi vive questi luoghi.
Il valore delle radici è qui!
Sono proprio le persone che questi luoghi li vivono nella loro quotidianità a rendere speciale questa manifestazione. Nei giorni di gara, ognuno di loro ha un ruolo: chi percorre i sentieri per posizionare le balise, chi si occupa della promozione dell’evento, chi trasporta atleti e spettatori, o semplicemente chi si prende due giorni diversi dalla propria routine per supportare chi si mette in gioco.
Il fine settimana che ospita il KV Chiavenna-Lagùnc e il Val Bregaglia trail racconta così due dimensioni che non si escludono: la ricerca della prestazione e la conoscenza del territorio. Le gare portano movimento, competizione e voglia di fare la differenza o portare a casa una soddisfazione; i sentieri, i borghi e i luoghi danno loro un’identità precisa.
Una gara diventa il pretesto per conoscere un territorio
È anche grazie a questo legame che la corsa in montagna è diventata un’istituzione in Valchiavenna: un’occasione per conoscere la valle attraverso lo sport, ma anche un invito a scoprirla al di fuori di questo contesto, seguendo i sentieri e incontrando i luoghi e le persone che la rendono unica.






