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Van Aert fa il pieno di challenge

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Dopo il campionato belga, il campionato del mondo e le classifiche finali della Coppa del mondo e del Trofeo Bpost Bank Trofee, il giovane belga Wout Van Aert (Crelan-Vastgoedservice) si é aggiudicato anche la classifica finale del 34° Trofeo Superprestige, giungendo terzo nell’ottava ed ultima prova che si è disputata a Middelkerke.

Con questo grande slam il neo iridato ha eguagliato la collana di successi che era già riuscita a Sven Nys nella stagione 2004-2005.

La vittoria di giornata, su un circuito decisamente pesante, è andata al ventunenne olandese Mathieu Van der Poel (già vittorioso nelle precedenti prove del Superprestige di Diegem ed Hoogstraten), il quale ha contenuto la rincorsa di Tom Meeusen, giunto a 22”, mentre Van Aert, rimasto attardato per incidente meccanico nel corso del secondo giro, ha recuperato una trentina di posizioni fino ad arrivare al terzo gradino del podio (a 43”), saltando nei pressi dell’arrivo, senza alcun riguardo, l’esausto Nys, che per una ventina di minuti è stato il virtuale vincitore della classifica finale e sarebbe stata la quattordicesima volta!

L'arrivo vittorioso di Van Der Poel, ma la challenge va a Van Aert (foto organizzatori) L’arrivo vittorioso di Van Der Poel, ma la challenge va a Van Aert (foto organizzatori)

Ma Van Aert, dopo aver percorso una estenuante corsa a piedi con la specialissima bici Colnago in spalla, ha operato una graduale e poderosa rimonta (miglior tempo ad ogni giro da metà gara in poi) dimostrando di avere potenza ed un equilibrio psico-fisico veramente straordinario.

L’unico risultato importante che gli è sfuggito, in questa stagione, è stato il campionato europeo (vinto da Lars Van der Haar) che è stato assegnato per la prima volta alla categoria Elite uomini.

Nella categoria Elite donne la campionessa europea Sanne Cant (Enertherm-BKCP) ha confermato la sua leadership finale riportando la diciottesima vittoria della stagione, comprese le sei vittorie nelle sette prove del Superprestige disputate. La Cant, alla quale è sfuggito solo il titolo mondiale, ha avuto la meglio senza troppi problemi sull’olandese Sophie De Boer, sull’inglese Nikki Harris (seconda nella classifica finale) e sulla belga Jolien Verschueren (terza nella classifica finale).

Tra gli Under 23 e gli Juniores en plein degli iridati delle due categorie, il belga Eli Iserbyt e l’olandese Jens Dekker che hanno sigillato con la vittoria di tappa il loro successo nella classifica finale.

Tre campioni del mondo (Van Aert, Iserbyt e Dekker) ed una campionessa europea (Sanne Cant) arricchiscono l’albo d’oro di questo prestigioso trofeo che ha il solo difetto di aver scelto di limitare geograficamente il suo calendario (una sola prova in Olanda, le altre sette in Belgio), per evidenti e comprensibili motivi commerciali (sponsor, tv, pubblico numeroso e pagante).

Nei primi due decenni ben diciannove prove si disputarono in Italia (nove a Roma (Gp Spallanzani), cinque a Silvelle (Gp Selle Italia) e cinque a Milano (Gp Guerciotti) e tante altre ebbero luogo anche in Spagna, Repubblica Ceca, Svizzera e Francia.

Le prove italiane contribuirono a lanciare, in quel contesto internazionale, gli azzurri Daniele Pontoni (una vittoria nella classifica finale e ben diciotto successi parziali) e Luca Bramati (una vittoria nella classifica finale e quattro successi parziali).

Nel tempo è stata la Coppa del mondo ad offrire una valida alternativa, con spazi agonistici ben selezionati ed assortiti anche dal punto di vista geografico e, non a caso, i nostri azzurri hanno ben figurato, nella recente edizione, in tutte le categorie.

La prossima edizione della Coppa del mondo, per esempio, propone le prime due prove negli Usa e il ritorno in Italia con la prova di Fiuggi, la cittadina termale in provincia di Frosinone già sede di prove del Giro d’Italia ciclocross.

Ufficio stampa Fci