PUMA Showtime Collection, ovvero…il brand iconico prova a spostare l’attenzione su un territorio che negli ultimi anni è diventato sempre più competitivo: quello delle supershoes da gara.

Fast-R NITRO™ Elite 3 e la Deviate NITRO™ Elite 4
PUMA un approccio diretto, quasi teatrale, puntando su una palette neon che non passa inosservata e su due modelli che rappresentano il vertice della sua ricerca tecnica, la Fast-R NITRO™ Elite 3 e la Deviate NITRO™ Elite 4. L’estetica è volutamente audace, ma il messaggio è chiaro: PUMA vuole essere riconosciuta non solo per il design, ma per la capacità di incidere realmente sulle prestazioni.
Boston e Londra…e che maratone!
La scelta di lanciare la collezione in concomitanza con Boston e Londra non è casuale. Sono due maratone che definiscono lo stato dell’arte del running su strada, e inserirsi in quel contesto significa dichiarare apertamente le proprie ambizioni. La Showtime Collection nasce per questo: portare PUMA nel gruppo ristretto dei brand che oggi influenzano il dibattito sulle scarpe da gara.
Fast-R NITRO™ Elite 3
La Fast-R NITRO™ Elite 3 è il modello più discusso degli ultimi mesi, e non solo per la sua estetica. È una scarpa che ha attirato l’attenzione per la struttura radicale, per la geometria aggressiva e per un comportamento che punta a massimizzare l’efficienza meccanica. Il brand cita uno studio dell’Università del Massachusetts Amherst che evidenzierebbe un miglioramento dei tempi di gara. Un riferimento che va preso con cautela ma che indica la direzione del progetto: ridurre la dispersione energetica e rendere più economico ogni chilometro. Il peso contenuto e l’altezza massima consentita dal regolamento World Athletics collocano la Fast-R nel segmento più competitivo del mercato, quello dove ogni dettaglio può fare la differenza.
• Prezzo: €300
• Peso: 170 g (UK8)
• Altezza suola (stack): 40 mm / 32 mm
• Drop: 8 mm



Deviate NITRO™ Elite 4
Accanto alla Fast-R, la Deviate NITRO™ Elite 4 rappresenta un’evoluzione più controllata, meno estrema ma altrettanto orientata alla velocità. È una scarpa pensata per i runner ad alta cadenza, con una piattaforma che privilegia la fluidità. E una combinazione di NITROFOAM™ ELITE a doppio strato e piastra in carbonio ridisegnata. Rispetto alla versione precedente, la Deviate Elite 4 sembra voler trovare un equilibrio più maturo tra stabilità e propulsione. Mantenendo un comportamento esplosivo ma più prevedibile. È un modello che potrebbe parlare a un pubblico più ampio rispetto alla Fast-R. Soprattutto a chi cerca una supershoe meno estrema ma comunque orientata alla performance.
• Prezzo: €250
• Peso: 170 g (UK8)
• Altezza suola (stack): 40 mm / 32 mm
• Drop: 8 mm



Showtime Collection
La Showtime Collection utilizza la stessa palette neon per entrambe le scarpe, un linguaggio visivo che richiama volutamente l’estetica delle competizioni e dei momenti iconici della storia PUMA. È una scelta che funziona soprattutto in chiave narrativa: il colore diventa un segno distintivo, un modo per rendere immediatamente riconoscibili i modelli nelle immagini delle grandi maratone. Ma al di là dell’impatto estetico, ciò che conta è la direzione tecnica che PUMA sta prendendo. Negli ultimi due anni il brand ha accelerato in modo evidente, passando da un ruolo marginale nel segmento delle supershoes a un posizionamento più credibile, sostenuto da atleti, test e un lavoro di sviluppo più strutturato.
Molto più di due scarpe da gara
La Showtime Collection è quindi un tassello di un percorso più ampio. Non è solo una capsule colorata, ma un modo per ribadire che PUMA vuole essere parte della conversazione sulle scarpe da gara. La Fast-R NITRO™ Elite 3 e la Deviate NITRO™ Elite 4 non sono prodotti perfetti, e non cercano di esserlo: sono scarpe che puntano a interpretare la velocità con un linguaggio proprio, con soluzioni tecniche che non imitano quelle degli altri brand ma cercano una strada autonoma.
Estetica in primo piano
Il risultato è una collezione che non passa inosservata e che, al di là dell’estetica, conferma un dato: PUMA non vuole più essere un outsider nel giorno della gara. Vuole essere vista, riconosciuta e considerata. Showtime, in questo senso, non è solo un nome: è un’intenzione.






