Zegama-Aizkorri non regala nulla, e quest’anno – nel 25° anniversario – ancora meno. Fango, pioggia, temperature basse e un parterre che sembrava una finale mondiale. In mezzo a tutto questo, Daniel Pattis firma una delle migliori prove della sua carriera, chiudendo secondo in 3h45’27”, a soli 20 secondi dal vincitore Elhousine Elazzaoui. Un risultato che vale più di un podio: è la conferma di un atleta ormai stabilmente nell’élite mondiale del trail.

La gara: ritmo altissimo, selezione naturale
La partenza è stata violenta, con Rémi Bonnet a incendiare la gara già nei primi chilometri. Pattis non si lascia trascinare: corre “di testa”, come ha raccontato nel post-gara, mantenendo il proprio ritmo e lasciando che la gara si costruisca da sola. A Sancti Spiritu (km 19,6) la corsa cambia volto: Pattis e Elazzaoui rientrano su Bonnet, il pubblico basco crea il solito muro di suoni e la gara si riduce a un duello a tre.

Il sorpasso…
Da Sancti Spiritu in avanti, la selezione è progressiva. Pattis passa forte, supera Bonnet e si porta in coppia con Elazzaoui. I due condividono la salita verso Andraitz (km 30), poi resta la discesa finale: tecnica, scivolosa, una roulette di fango e traiettorie.
Il duello finale
Elazzaoui, già vincitore nel 2025, sfrutta la sua abilità in discesa e apre un piccolo margine. Pattis non molla, resta sempre a vista, ma il gap si stabilizza sui venti secondi. Il marocchino chiude in 3h45’07”, Pattis arriva venti secondi dopo, migliorando di oltre sei minuti il tempo che l’anno scorso gli era valso il terzo posto.
Lucidità e gestione da campione!
Un progresso in gara netto, costruito su gestione, lucidità e una condizione che oggi lo colloca tra i più completi interpreti della distanza. Per chi ha avuto la fortuna di poter seguire la gara, Daniel ci ha fatto vivere una grande emozione sportiva. Sappiamo bene di che pasta è fatto e se la vittoria quest’anno gli è sfuggita per una manciata di secondi, l’anno prossimo lo ritroveremo tra i protagonisti.
Un risultato che conferma una crescita costante
Il secondo posto di Zegama non è un episodio isolato: è la continuità di un percorso. Pattis aveva chiuso terzo nel 2025, e quest’anno ha mostrato una maturità agonistica evidente. Nell’intervista post-gara ha parlato di sorpresa, di un risultato “oltre le aspettative”, ma la realtà è che la sua corsa è stata solida dall’inizio alla fine, senza sbavature, sempre dentro la gara.
Il podio maschile
- 1° Elhousine Elazzaoui – 3h45’07”
- 2° Daniel Pattis – 3h45’27”
- 3° Taylor Stack – 3h52’17”

Zegama resta Zegama
Il pubblico, la meteo, la densità del campo partenti: tutto ha contribuito a un’edizione che resterà nella memoria. E dentro questa cornice, la prova di Daniel Pattis è una delle immagini più nitide della giornata: un atleta nel pieno della sua crescita, capace di stare davanti quando la gara si accende davvero. Appuntamento a Zegama, quindi…ci rivediamo nel 2027!







