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Mizuno Neo Accera, il test

di - 07/05/2026

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Mizuno Neo Accera rappresenta un punto di svolta nella visione del trail del brand giapponese. Una scarpa che nasce dall’idea di trasferire nel fuoristrada la continuità di corsa e la protezione tipica delle loro supershoes da strada, ma senza irrigidire l’esperienza. L’obiettivo dichiarato è semplice e ambizioso: creare una scarpa capace di sostenere lunghe distanze, terreni variabili e ritmi diversi, mantenendo sempre una sensazione di fluidità.

Foto Claudio Bellosta Studio

Mizuno-Neo-Accera

DESIGN & FINITURE

La colorazione della versione ricevuta in test è decisamente particolare e fuori dalle righe, un punto di rottura rispetto alle colorazioni Mizuno alle quali siamo abituati nella strada, come per dire “Io sono diversa, io sono da trail!”. È una Mizuno nella sua espressione più matura: linee pulite, materiali scelti con criterio, una costruzione che comunica solidità senza pesantezza. L’intersuola alta colpisce per il suo volume, soprattutto trattandosi di una scarpa adatta all’offroad. La tomaia ha un aspetto tecnico ma non troppo rigido, con una trama che garantisce un buon compromesso tra contenimento e comfort. Le finiture sono curate come sempre, le cuciture ridotte al minimo, e tutto sembra pensato per durare.

Mizuno-Neo-Accera

CHIUSURA & ALLOGGIAMENTO

La calzata è uno dei primi elementi che colpiscono. Il piede entra senza resistenze, trova ampio spazio anche nella zona del toe box. La sensazione di comodità è immediata, ma…il primo pensiero è: “Non sarà troppo comoda per essere un modello da trail?” La chiusura lavora in modo progressivo: i lacci zigrinati sono favolosi e la linguetta minimale è posizionata correttamente. Scorrono molto facilmente nelle asole. La linguetta resta stabile, e non ci sono punti di pressione nemmeno quando si stringe un po’ di più per affrontare tratti più tecnici. È una scarpa che non richiede aggiustamenti continui. Una volta allacciata, resta lì, ferma, coerente, come se avesse già capito la forma del piede e soprattutto i lacci non si slacciano mai!

Mizuno-Neo-Accera

COMFORT

Il comfort della Neo Accera non è quello morbido e avvolgente di certe scarpe maximaliste, né quello rigido e protettivo delle scarpe da ultra più strutturate. È un comfort equilibrato, che nasce dall’incontro tra una tomaia che avvolge bene il piede, senza dare fastidio, e un’intersuola che assorbe senza cedere troppo. L’intersuola molto morbida è stato il grande dubbio iniziale in fase di calzata, ma devo dire che dopo il primo utilizzo ho subito capito che nella realtà la Accera risulta più stabile di quanto si possa pensare. Nelle cinque uscite fatte per il test, questa sensazione è rimasta costante. Nessun punto di attrito, scarpa comoda da subito e nessun dolore ai piedi a fine allenamento. Si tratta comunque di un modello che prevede una buobna teacnica di corsa e soprattutto un piede ben allenato. Non è la scarpa facile pere far correre bene tutti, ma una scarpa di assoluto livello che richeide comunque una buona padronananza dei piedi nell’utilizzo offroad, soprattutto quando ci si trova su terreni impegnativi e piuttosto sconnessi.

Mizuno-Neo-Accera

TRAZIONE

La suola è uno dei punti più convincenti della Neo Accera. Sul Monte Barro, con il suo terreno misto — tratti compatti, sezioni più smosse, qualche passaggio su roccia — la scarpa ha mostrato un grip solido e prevedibile. La mescola lavora bene anche quando il terreno cambia rapidamente, e la disposizione dei tasselli contecnologia Traction lug funziona a meraviglia e permette una transizione fluida tra appoggi diversi. . È indubbiamente una trazione che dà fiducia, soprattutto quando si aumenta leggermente il ritmo o quando si affrontano tratti laterali dove molte scarpe tendono a scivolare.

Mizuno-Neo-Accera

STABILITÀ

Nonostante l’intersuola alta, la Neo Accera sorprende per stabilità, ma ci si deve un po’ abituare. IL contatto con il terreno infatti è un po’ ovattato dallo spessore del foam e per chi ama il minimalismo non è la scarpa più adatta. Mentre se ci si fida, uscita dopo uscita il feeling migliora notevolmente, esattamente come nei modelli stradali più osannati come la Neo Zen 2. La piattaforma è larga, la geometria è ben bilanciata e la rullata accompagna il piede senza deviazioni. Ricoraimo ci sempre che trasnsizioni facili sono sinonimo di minor affatciamento muscolare e sfruttamento dei piedi alla continua ricerca di equilibri propriocettivi mancanti…Nei tratti più irregolari del Barro, la scarpa resta composta. Non c’è mai la sensazione di essere “in cima” a qualcosa di instabile. La stabilità non è ottenuta irrigidendo la scarpa, ma distribuendo bene i volumi e lavorando sulla continuità della rullata. Ricordatevi di avere fiducia e con un minimo di pazienza, rimarrete estremamente soddisfatti.

Mizuno-Neo-Accera

PROTEZIONE

La protezione è presente, ma non esasperata. L’avampiede è schermato quanto basta per filtrare le asperità, la tomaia protegge lateralmente e l’intersuola assorbe gli impatti senza restituire vibrazioni negative. Non è una scarpa pensata per terreni estremamente tecnici, ma per tutto ciò che sta prima: colline, sentieri misti, tratti rocciosi moderati, uscite fuori porta. In questo contesto, la protezione è esattamente quella che serve, mentre i terrenio troppo tecnici rappresentano un po’ il suo limite di utilizzo.

Mizuno-Neo-Accera

CAPACITÀ DI AMMORTIZZARE

L’ammortizzazione è il cuore della Neo Accera. La rullata è fluida e la transizione tallone‑avampiede avviene senza rotture. Anche aumentando il ritmo, la scarpa mantiene la stessa qualità di appoggio, senza irrigidirsi o perdere precisione. Sul Monte Barro, questa continuità si è tradotta in una corsa piacevole, anche nei tratti più lunghi in salita o nelle discese dove spesso le scarpe più morbide tendono a “scappare”. Qui no: la scarpa resta composta, prevedibile, coerente.

Mizuno-Neo-Accera

CONSIGLIATA PER…

La Mizuno Neo Accera è una scarpa per chi cerca una compagna affidabile, capace di adattarsi a terreni diversi senza mai diventare specialistica. Funziona bene nelle uscite fuori porta, nei trail collinari, nei percorsi misti dove serve una scarpa che sappia essere confortevole, stabile e dotata di un grip sicuro. È ideale per chi vuole una scarpa che non affatica. Non è una scarpa estrema, e proprio per questo è una scarpa che farà bene ai runner che apprezzzano la continuità nella rullata e l’ottimo grip. Unico limite i terreni molto tecnici dove visti i volumi complessivi abbondanti, perde un po’ in precisione.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”