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La notte in cui la Lavaredo 120K ha cambiato pelle

di - 28/06/2026

LUT 2026 Camilla Pizzini
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Mentre la magia della Lavaredo Ultra Trail di quest’anno si spegne lentamente, per noi è impossibile non rivivere le fasi salienti della distanza regina, la 120 chilometri, che abbiamo seguito in diretta con Claudio Bellosta. Claudio, dopo aver portato a termine la 50k partita alle 8 di venerdì, ha pensato bene di seguire interamente la gara di Andreas Reiterer, suio beniamino e amico, affiancando per tutta la notte il team di supporto de La Sportiva. Un’espirenza che va oltre la gara in sè e che ci ha permesso di respirare in diretta ogni singolo centimentro sterrato della gara.

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La notte di Cortina

Senza nulla togliere alle altre distanze di gara, la 120k della Lavaredo Ultra Trail si conferma anche quest’anno il fiore all’occhiello della kermesse veneta. Cortina d’Ampezzio ha vissuto una di quelle notti che restano. Non perché si voglia raccontare qualcosa di epico a tutti i costi, ma perché l’energia xegli atleti al traguardo, con ancora la gara in peino svolgimento, la sentiamo ancora adesso.

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Lavaredo Ultra Trail, oltre 1500 atleti

La partenza della Lavaredo 120K by UTMB ha regalato come sempre a tutti i presenti, tifosi e atleti, una carica indescrivibile di adrenalina e pelle d’oca. A partire dalle 21:30 la via centrale è stata lettteralmente presa d’assalto dal pubblico di tifosi. In gara oltre 1.500 runner che hanno chiassosamente invaso Corso Italia, un fiume di scarpette, zaini e bastoni, che sembrava non finire mai, e poi la musica…QUELLA MUSICA!

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Come da tradizione a pochi minuti dalla partenza le noti de L’estasi dell’Oro hanno coperto le voci di ognuno di noi e Ennio Morricone si è appropriato di ogni centimentro di strada. Da brividi vceri fino ad arrivare alla voce delgi speaker che scandivano i pochi secondi prima della partenza vera. Alle 23:00 in punto il fiume ha iniziato a muioveris freneticamtne, prima gli atleti elite, poi tutti gli altri. Oltre 1500 atleti pronti a riscrivere ancora una volta la storia trail di Cortina d’Ampezzo. Una cornice di emozioni che per essre capita va vissuta veramente. Cortina non te la racconta nessuno, devi esserci e basta.

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Namberger, Reiterer e Geiser, il podio maschile

Bando ai preamboli, quindi e spazio a chi ha vinto… Hannes ha vinto ancora. Ovvero Hannes Namberger, atleta tedesco di Dynafit, alla sua quarta partecipazione, ha ottenuto la quarta vittoria e il nuovo record: 11:45:31. Ma ridurre tutto a una cavalcata solitaria sarebbe un errore e la storia di questa edizione non è proprio andata così. La prima parte di gara è stata un equilibrio raro, quasi una coreografia: Namberger, Andreas Reiterer e Tobias Geiser, trenino di testa ha condiviso oltre 100 chilometri di gara.

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Fino a Misurina, nessuno ha davvero ceduto un metro. Poi Namberger ha cambiato passo, come fa chi sente che è il momento. Da lì in avanti la gara maschile ha preso una direzione chiara, ma alle sue spalle è successo qualcosa che resterà.

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Reiterer e Geiser hanno deciso di arrivare insieme. Mano nella mano, dentro un gesto che non ha bisogno di spiegazioni. Hanno chiuso in 11:55:26, dividendo il secondo posto e consegnando alla Lavaredo una delle immagini più potenti della sua storia recente. Non è retorica: è trail running nella sua forma più pura.

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La rimonta di Sunmaya Budha e il nuovo record femminile

La gara femminile ha avuto un copione diverso, ma la stessa intensità. Lucy Bartholomew ha guidato per ore, con quella corsa pulita che sembra sempre trattenere qualcosa. Poi, dopo Passo Giau, la Lavaredo ha cambiato volto.

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Sunmaya Budha ha iniziato una rimonta che non sembrava possibile. Prima qualche secondo, poi qualche minuto, poi il ricongiungimento nei pressi del Rifugio Croda da Lago. Da lì, la nepalese ha trovato un’energia che sembrava arrivare da un altro luogo. Ha sorpassato, ha allungato, ha chiuso in 13:33:18.

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Record. Battuto il tempo di Caroline Chaverot, che resisteva dal 2015. Bartholomew è arrivata con meno di tre minuti di ritardo, mentre Emma Stuart ha completato un podio solido, regolare, da atleta che conosce la gara e la interpreta senza sbavature.

Una Lavaredo che cresce ancora

La notte della 120K ha confermato una cosa che chi vive questo sport sente da tempo: la Lavaredo non è più solo una gara iconica, è diventata un luogo di pellegrinaggio sportivo. Unisce prestazioni eccezionali, emozioni autentiche, un pubblico che non si vede altrove.

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E mentre oggi si chiude con gli arrivi della 80K, partita da Val Marzon, resta la sensazione che questa diciannovesima edizione abbia segnato un passaggio. Non solo per i record, non solo per le immagini, ma per la consapevolezza che il trail running mondiale continua a trovare qui una delle sue case più vive.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”