Dalla piattaforma Extra alla sospensione Dual Pivot: Arc8 firma una Enduro moderna, veloce e sorprendentemente capace sui trail alpini
Extra Coil di Arc8 è una bici da Enduro con telaio in carbonio, escursione posteriore di 165 mm e anteriore di 170 mm, formato ruote 29er o Mullet, e con un ammortizzatore a molla di serie come lascia intuire il nome.
Ho avuto il piacere di provarla per due giorni grazie al supporto del negozio Saasia Bike Shop di Saas-Grund, nel cantone svizzero del Vallese, che sarà protagonista di un articolo dedicato.
In attesa di leggere come è andata la nostra visita tra Aletsch Arena, Saas-Tal e Leukerbad, godetevi questo test in breve della bella e capace Arc8 Extra Coil.
– Leggi anche: [SHORT TEST] Mondraker Scree RR: la nuova eMTB Trail che sorprende

Come è fatta
La base della bici in prova è la piattaforma Extra, declinata anche in una più leggera e reattiva versione Air equipaggiata con ammortizzatore ad aria. Il telaio, dalle linee snelle e filanti, è caratterizzato dall’esclusivo sistema di sospensione chiamato Dual Pivot Suspension System, lo stesso alla base della leggerissima e super performance Evolve FS dedicata al Cross Country.
Arc8 descrive così il proprio sistema: “Nella nostra sospensione a doppio perno, uno slider sostituisce il tradizionale sistema di leveraggi e simula un braccio di leva praticamente infinito. Il sistema massimizza ulteriormente i propri vantaggi sulle bici a corsa lunga. Grazie al doppio cursoer, otteniamo una sospensione altamente controllabile che inizialmente risponde in modo molto sensibile e poi libera la corsa in modo uniforme, garantendo una sensazione di controllo per tutto il travel. L’elevata progressività rende il sistema perfettamente adatto agli ammortizzatori a molla elicoidale.”

Il marchio artigianale svizzero, con base a Basilea, dichiara che il suo schema Dual Pivot Suspension System si avvicina molto alla curva di leva ideale oltre a permettere di regolare in modo indipendente elementi chiave della cinematica come progressività e anti-squat. Per i più tecnici, il valore di anti-squat è di 104-102% con un Sag del 30-35%.

Un altro elemento in comune con Evolve FS è il carro posteriore monolitico che sfrutta la flessione dei foderi alti al posto del classico snodo in prossimità dell’asse ruota posteriore. Questa è una soluzione molto rara per una bici da Enduro, ottenuta da Arc8 calibrando con precisione la parte superiore del triangolo posteriore, molto sottile.

Sempre in tema di retrotreno, la geometria è progressiva con una lunghezza ottimizzata dei foderi bassi per ogni taglia per avere un’esperienza di guida bilanciata
Tra i dettagli degni di nota, il vano portaoggetti ricavato nel tubo obliquo, il cablaggio esterno che passa ai lati del tubo sterzo, la protezione integrata nella parte inferiore del tubo obliquo, il guida-catena minimale di serie.
– Leggi anche: Alla scoperta del Vallese in mountain bike: Aletsch Arena, Saastal e Leukerbad




Geometria
Il flip sullo snodo principale del carro permette di passare da una configurazione pura 29er a una mista 29/27,5”, senza alterare la geometria e cambiare l’altezza del movimento centrale.

L’unica cosa che cambia è la lunghezza del carro (436/448 mm per High/Low): nella posizione High (27,5”) la bici acquisisce un carattere più giocoso, in quella Low (29”) diventa un’efficienza macchina da performance e da gara.
Ovviamente chi vuole una guida ancora più stabile sul dritto e diretta in curva può impostare il flip chip su Low in configurazione Mullet, mettendo in conto di usare pedivelle più corte (Arc8 consiglia una lunghezza di 155 mm).
La geometria è caratterizzata da un piantone sella molto verticale da 78°, un angolo sterzo molto aperto da 63°, un BB Drop di 38 mm, e quote di reach e stack rispettivamente da 440 a 500 mm e da 632 a 664 mm sul range delle tre taglie disponibili (S, M, L). L’interasse spazia invece da 1.221/1.233 a 1.291/1.314 mm (27,5” High/29” Low).

I sentieri di prova
Abbiamo “assaggiato” la Arc8 Extra Coil su una serie di sentieri in Saas-Tal, la rinomata vallata del cantone svizzero del Vallese. Nel dettaglio, abbiamo iniziato a prendere confidenza con la bici sul nuovo sentiero Biketrail Hannig di Saas-Fee, raggiunto con l’impianto di risalita da cui prende il nome: 3,9 km, 519 m D-, un mix tra facili singletrack e strade forestali all’inizio, e una bella traccia nel bosco – tra curve strette, letti di radici, e rocce affioranti – nella seconda.

Abbiamo proseguito il giorno dopo su una magnifica connessione di tre sentieri, dall’arrivo della cabinovia di Hohsaas a 3.142 m di quota fino al fondovalle di Saas-Grund a 1.553 metri, passando per la stazione intermedia di Kreuzboden. Un lunga e appagante cavalcata di 14 km e oltre 1.600 m D- (circa 100 m D+)

L’area è un paradiso del mountain biking, per i percorsi variegati e di grande impatto paesaggistico grazie alla sua topografia dal carattere tipicamente alpino. Si parte con il singletrail di alta quota Hohsaas Bike, su fondo roccioso, si passa al veloce e adrenalinico Trift Flow Trail, per poi chiudere con il sentiero naturale nel bosco Furwald Singletrail, ricchissimo di tornanti, dopo un breve tratto pedalato di collegamento su strada forestale.

On The Trail
Ho usato la Extra Coil in taglia L e configurazione 29er per le ruote, con gli pneumatici in configurazione tubeless.
Nei brevi trasferimenti pedalati – un totale di 400 m di dislivello, photo/video-shooting incluso – ho apprezzato l’angolo sella ripido e i foderi bassi abbastanza lunghi, oltre alla stabilità assicurata dalla configurazione Low con ruota da 29” al posteriore. Il retrotreno è molto stabile, anche con un ammortizzatore a molla non bloccabile come il Fox DHX2 Factory di serie.

Questa Arc8 Extra Coil è una Enduro fuori dai canoni nella guida. Mi spiego, nonostante il setup a molla al posteriore il feeling è molto reattivo e stabile nella fase centrale del travel, ricordando più una capace Trail Bike.
La presenza di foderi alti flessibili è una scelta mirata che dona questo carattere, e che piacerà sicuramente a chi cerca una bici molto svelta e reattiva, facile da pompare sugli ostacoli e tra le sequenze di curve, e capace di ottime performance in ambito competitivo.

La posizione in sella è ben centrata, con il biker che si trova ben caricato in avanti nella guida. La sensazione è di una grande sicurezza sul ripido e sul tecnico, rendendo più facile la scelta della linea, anche e soprattutto sui terreni tecnici dove la precisione è di casa.

Solo sui tornanti più stretti si percepisce l’interasse lungo, rendendo necessaria una guida più attiva, nose-press compreso quando il gioco si fa veramente duro. Una caratteristica che, complice anche il movimento centrale relativamente basso e l’angolo sterzo aperto, regala grande stabilità in velocità sui tratti scassati.


Specifiche in sintesi
L’allestimento è all’altezza delle attese. Il comparto sospensioni è di livello assoluto, con forcella 38 Float GripX2 e ammo DHX2 di classe Factory, i freni a quattro pistoni e la trasmissione sono degli affidabili Shimano XT, mentre le solide ruote DT Swiss EX 1700 in alluminio sono “vestite” con pneumatici Maxxis Assegati Exo+ MaxxGrip e Minion DHR II DD MaxxTerra.
Il cockpit è Race Face Turbine R con attacco lungo 40 mm e manubrio Turbine R largo 800 mm e con rise di 20 mm, il telescopico è Fox Transfer Factory da 200 mm con una sella Ergon SMC10.
Il modello in prova ha un prezzo di 7.499 €, collocando la bici nella fascia alta del mercato. Il peso dichiarato è di 14,7 kg in configurazione tubeless e senza pedali (taglia M, ruote Mullet), una “bomba” per una Enduro di questa classe.

Cosa ci piace
- Esclusivo sistema di leveraggio a slitta per un rapporto di leva controllato
- Eccellenti doti di arrampicata ed efficienza di pedalata
- Posizione di guida confortevole
- Geometria regolabile per una personalizzazione ottimale
Cosa migliorare
- La sospensione posteriore molto stabile e reattiva potrebbe risultare troppo esigente per alcuni ciclisti
- Il passo lungo può compromettere la manovrabilità sui sentieri stretti
[foto: Carlo Rigoni]








