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UCI stacca la spina alla Coppa del Mondo Enduro 

di - 20/08/2026

La Thuile MTB World Cup Enduro 2025 - gara
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La fine dell’EDR segna un passaggio storico per l’Enduro internazionale: dalle origini EWS al declino sotto la gestione UCI-WBD, tra identità smarrite e prospettive di rinascita

La notizia era nell’aria già da un paio d’anni, e il comunicato congiunto Warner Bros. Discovery e UCI arrivato a ciel sereno, ha confermato i timori di molti: quella del 2026 è stata l’ultima edizione della Coppa del Mondo Enduro (EDR). 

Il tutto è iniziato con l’eliminazione della versione a pedalata assistita, con le maglie iridate assegnate comunque ai Mondiali UCI, e continuato con un calo costante di atleti e team iscritti. 

Qui potete trovare il post sulla pagina ufficiale delle UCI MTB World Series. Ora riavvolgiamo il nastro della storia per qualche considerazione su passato, presente e (possibile) futuro delle competizioni Enduro di classe mondiale. 

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Gare Enduro MTB quale futuro - approfondimento - premiazione EWS 2013
Un momento storico dell’Enduro agonistico: la festa sul palco dell’ultima tappa della prima stagione Enduro World Series 2013, chiusa a Finale Ligure – foto: Matteo Cappè/Superenduro

Dall’EWS alla Coppa del Mondo: l’ascesa e il declino di un sogno chiamato Enduro 

Nei primi anni 2010 l’Enduro è stato la scintilla che ha riacceso l’immaginario della mountain bike a livello globale. Con la nascita della Enduro World Series (EWS) nel 2013, il formato ha conquistato rapidamente pubblico e territori: gare lunghe, sentieri spettacolari, spirito d’avventura e condivisione. Era la MTB vissuta nella sua forma più autentica – fatica, tecnica e paesaggio intrecciati in un’unica esperienza. 

Per diverse stagioni il circuito EWS ha prosperato, generando un ecosistema di eventi locali e amatoriali che ne hanno amplificato la popolarità. Poi, nel momento di massimo riconoscimento, l’ingresso nel calendario UCI ha sancito la legittimazione ufficiale, mantenendo inizialmente una certa indipendenza. Ma nel 2023, con la trasformazione in Enduro World Cup (EDR), qualcosa si è incrinato. La disciplina è entrata nel sistema UCI‑Warner Bros. Discovery e, da quel momento, ha iniziato un lento declino. La complessità del format, la difficoltà di seguirne le gare e la perdita di identità hanno disorientato pubblico e appassionati. 

Un paradosso: proprio ciò che rendeva l’Enduro affascinante – la sua imprevedibilità, la sua natura diffusa e selvaggia – è diventato il suo punto debole nel mondo della comunicazione globale. 

– Leggi anche: Finale Ligure ospiterà i Mondiali UCI MTB Enduro ed eMTB Enduro 2026

EWS Zermatt 2020 - action
La tappa di Zermatt della EWS 2020… sistava meglio quando si stava peggio?

Un declino inaspettato? 

Come accade spesso quando un sistema si incrina, si cerca subito un colpevole. In molti hanno puntato il dito contro la partnership di UCI con Warner Bros. Discovery, accusandola di una copertura mediatica insufficiente e di un supporto poco incisivo. Ma la verità è più complessa: l’Enduro, per sua natura, è difficile da raccontare. Non si svolge su un circuito chiuso come DH o XC, ma su più prove speciali, spesso disseminate su versanti diversi, tra boschi e vallate. È uno sport che vive di frammenti, di tempi parziali, di fatica distribuita su più giorni – e tutto questo rende la narrazione live quasi impossibile. Il risultato? Una disciplina che fatica a trovare spazio nel racconto televisivo e digitale, e che a volte scompare persino nel post‑gara. 

Un altro nodo – spesso imputato a WBD e UCI – è la scelta di località sempre più “addomesticate”, dove gli impianti di risalita sostituiscono la fatica e la scoperta. Le gare si spostano verso destinazioni turistiche, perdendo quel carattere wild che aveva reso l’Enduro una disciplina autentica, sporca, viva. 

Col tempo, anche gli atleti e le squadre ufficiali si sono diradati. L’edizione 2023, la prima sotto la regia congiunta di WBD e UCI, ha segnato uno spartiacque: nel 2024 erano venti le squadre iscritte all’EDR, quest’anno appena cinque. Un dato che racconta più di mille parole. 

A questo si aggiunge la fuga dei top rider. Alcuni hanno scelto di ritirarsi, altri di cambiare disciplina. Il caso emblematico è quello di Richie Rude, pluricampione EWS ed EDR, passato alla DH con una stabilità ormai quasi definitiva. Un segnale chiaro: l’enduro non è più il terreno fertile di un tempo. 

Al di là dei numeri, resta l’amarezza di vedere l’Enduro scomparire dal calendario internazionale UCI. L’unico spiraglio è la conferma dei Campionati del Mondo fino al 2027. Dopo quella data, il futuro è tutto da scrivere – e da capire se la disciplina saprà ritrovare la propria anima, o se resterà solo un ricordo di ciò che era.

Quello che è certo, è che l’Enduro non è morto, e probabilmente – a livello internazionale – risorgerà dalle proprie ceneri, in modo indipendente dal massimo organo internazionale che controlla in ciclismo. Quella gestione indipendente che lo portò al massimo splendore…

[foto: UCI MTB World Series]

4bicycle - ritratto Cristiano Guarco

La bici è il mio modo di leggere il mondo. Dalla mountain bike al ciclismo in tutte le sue forme, da oltre 20 anni trasformo la passione in professione, raccontando avventure, tecnologia e sport outdoor. Tra sentieri e parole condivido storie che uniscono adrenalina, innovazione e libertà.