Collé arrivava da quattro successi al TOR330 – TorX, ma qui il contesto era diverso. Lo aveva detto alla vigilia, che oltre i 330 sarebbe stato “un Franco un po’ bambino”, da scoprire.

Il viaggio di un bambino…
Quel bambino ha trovato la sua traiettoria dopo una prima notte complicata, segnata da problemi di stomaco e agli occhi, e un passaggio al Rifugio Bezzi che lo vedeva alle spalle di Peter Kienzl. La gara si è ribaltata sulla salita al Col Bassac Deré, dove ha ripreso l’altoatesino, e nella discesa successiva, che ha aperto un margine diventato poi definitivo. Da Benevolo in avanti Collé ha corso da solo, costruendo una distanza che non ha più ceduto.



Un “Collè” diverso e inedito
Courmayeur ha ritrovato Franco Collé in una versione che non aveva ancora visto. Alle 22.01 di mercoledì il gressonaro ha chiuso il TOR450 – Tor des Glaciers in 122h01’57″, firmando la sua prima vittoria nella gara più lunga e più isolata del circuito TORX®. Un risultato che non aggiunge semplicemente un titolo alla sua collezione, ma apre una dimensione nuova: quella dei 450 chilometri e dei 32.000 metri di dislivello su un terreno che non concede tregua, dove la navigazione è affidata a GPS e roadbook e la continuità mentale pesa quanto quella del fisico, anzi di più.

Il ritiro di Peter Kienzl
La seconda notte ha tolto dalla scena Kienzl, fermato da un’infiammazione al ginocchio, e ha messo Collé davanti a un ritmo che non si aspettava.
Le parole di Collé traguardo
“Pensavo che i ritmi sarebbero stati più tranquilli rispetto al TOR330, invece non c’è modo di rilassarsi. Il TOR450 mi ha segnato”. Restare sul pezzo per cinque giorni è dura, dura”. Il terreno, fatto di pietraie, ghiacciai e passaggi esposti, ha imposto una gestione diversa, più prudente, più lucida. Collé ha iniziato a fermarsi prima dei tratti più impegnativi, a mangiare, a ritrovare energia: una strategia che ha trasformato la gara in una lunga tenuta mentale, più che fisica.

L’arrivo a Gressoney, casa sua
L’ingresso a Gressoney, lunedì alle 17, è stato il punto di contatto con la sua storia. Il caldo ha rallentato il ritmo, ma non ha cambiato la direzione. Martedì mattina, all’Hotel Stambecco, Collé ha superato la soglia dei 330 chilometri, entrando in un territorio che non aveva mai esplorato. Alle sue spalle intanto si ritirava François Devaux, lasciando ad Alessandro Roncato la seconda posizione. Nell’ultima notte, tra Crête-Sèche, il Gran San Bernardo e il Col Malatrà, ha dimostrato di essere davvero un grande interprete delle distanze estreme. Nessuna accelerazione, nessuna crisi, fino a Courmayeur.



Secondo di sempre, ma…
Il tempo finale è il secondo di sempre sul TOR450, dietro al record di Sébastien Raichon del 2023, su un percorso però leggermente modificato. Ma il dato non è il punto. Con questa vittoria entra in un club di due: prima di lui soltanto Jules-Henri Gabioud era riuscito a vincere sia il Tor des Géants® sia il Tor des Glaciers.






