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Bryton Rider 750 il nostro test

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Bryton Rider 750 - cover

Il Bryton Rider 750 fa praticamente tutto quello che si può chiedere a un ciclocomputer GPS, solo l’interfaccia utente è migliorabile, unico difetto di un prodotto che costa anche meno dei suoi concorrenti più diretti.

Il piccolo marchio Bryton si sta lentamente facendo strada con ciclocomputer GPS dal buon rapporto qualità/prezzo, una batteria dalla lunga durata, e un sacco di funzioni. Il modello Rider 750 si inserisce ai vertici del catalogo (qui la nostra preview), riempendo il vuoto lasciato dal precedente top di gamma 850.

Con uno schermo touch a colori, una connettività completa (Bluetooth, Ant+ e Wi-Fi), mappe OSM (Open Street Maps) precaricate, e tanto altro, è un computerino completo. Riuscirà Bryton Rider 750 a distinguersi dalla massa?

Bryton Rider 750 - 01Design e funzioni

Il Rider 750 non si discosta molto dal fratello minore Rider 420 a livello estetico (qui il nostro test), anche se vanta uno schermo più grande e una disposizione dei comandi fisici più ergonomica. Il display da 2,8” è a colori e supporta una nuova interfaccia utente, utilizzando diverse tinte per comunicare in modo rapido la frequenza cardiaca e le zone di potenza – ad esempio – sulle metriche grafiche, oltre a rendere più facile la lettura delle mappe.

Lo schermo sensibile al tocco è accompagnato da due pulsanti su entrambi i lati, che consentono di agire sull’alimentazione, sullo start/stop dell’attività, i giri, e il passaggio tra le pagine dei dati. Ovviamente questo ultimo comando può essere replicato anche attraverso il classico “swipe” sul touchscreen. Nel complesso la grafica è chiara e di facile lettura, anche sotto l’intensa luce solare. Solo la finitura lucida del display raccoglie inevitabilmente qualche riflesso.

L’interfaccia utente mostra un po’ di ritardo nella risposta, sia agendo sullo schermo sia sui pulsanti fisici. Non è necessariamente una cosa negativa, solo un qualcosa che richiede un po’ di tempo per abituarsi soprattutto durante i primi giri di prova.

Bryton Rider 750 - 06Bryton Rider 750 accede a un ampio ventaglio di reti satellitari – tra cui le diffuse Glonass e Galileo – oltre a supportare la connettività per sensori Bluetooth e Ant+, tra cui misuratori di potenza, trasmissioni elettroniche, e fasce cardio. Ma non solo, infatti il supporto della modalità Ant+ FE-C consente di connettersi direttamente a uno smart trainer (rullo intelligente) per eseguire le routine di allenamento dall’unità principale. Ma non finisce qui: Rider 750 aggiunge la compatibilità con i sistemi Shimano Steps e Ant+ Lev per la visualizzazione dei dati e-bike.

Ovviamente è possibile portare il vostro allenamento all’aperto, con il ciclocomputer che vi guiderà durante il vostro programma, creato nell’app o sincronizzato dal popolare servizio Training Peaks.

Questa connettività wireless permette inoltre di caricare itinerari e allenamenti o aggiornare l’unità senza un collegamento via cavo al computer, funzionando egregiamente anche con app di terze parti come Strava e il già citato Training Peaks.

Con una durata dichiarata della batteria di 20 ore, Bryton Rider 750 tiene traccia di ben 85 parametri, compresi campi avanzati come la potenza normalizzata, e ogni schermata può mostrare sino a 12 campi.

Sui pedali

Come ogni ciclocomputer GPS che si rispetti, prima di utilizzare il Rider 750 per la prima volta in bici è necessario impostare il tutto, utilizzando la app Bryton Active Companion per smartphone (Android e iOS). È possibile personalizzare praticamente tutto, comprese le schermate dei dati, le reti satellitari, e l’accoppiamento con i sensori (cardio, velocità e cadenza per la versione Rider 750T in prova.

Peccato solo che quando si aggiunge o si sottrae un campo dati, tutti tornano alle impostazioni predefinite, quindi è necessario tornare indietro e selezionare nuovamente ognuno di essi. È un piccolo inconveniente, relativamente fastidioso, considerando il fatto che via app è molto più facile e rapido impostare i campi di ogni schermata che sul dispositivo stesso.

Bryton Rider 750 - 09Nel corso degli anni, l’interfaccia utente Bryton si è fatta più intuitiva, migliorando man mano che il marchio è maturato, anche se rimangono alcune piccole stranezze e lacune. Ad esempio, invece di usare il classico pulsante di riproduzione (Play) per il pulsante che avvia la pedalata, viene impiegato il simbolo circolare associato alla registrazione (Record), anche se la prima icona compare sullo schermo.

Una cosa simile accade per la configurazione delle schermate – metriche e campi dati – tramite la app. Questo aspetto rallenta la curva di apprendimento, avendo adottato Bryton un approccio diverso dalla norma.

Il dispositivo viene fornito con i tradizionali supporti in plastica e gomma da fissare tramite elastici di diverse lunghezze, oltre a un robusto e ben fatto supporto in alluminio da sfruttare su bici da strada o gravel. Una volta fissato sul manubrio, l’avvio dell’unità è veloce, rilevando il segnale GPS in modo più rapido di alcuni tra i protagonisti del settore.

Bryton Rider 750 - 08Una delle caratteristiche più interessanti di Rider 750 è la navigazione, non tanto per le mappe precaricate, quanto per la ricerca vocale di luoghi e punti di interesse. Ovviamente è necessario avere l’app aperta sullo smartphone per utilizzare questa funzione, davvero utile e ben fatta. Se non state cercando un luogo specifico, i percorsi possono essere tranquillamente sincronizzati in modo automatico da Strava, Komoot o Ride With GPS, altrimenti creati direttamente sull’app.

Quando si lascia la ricerca del percorso all’app o al computer, la preferenza va a quelli più diretti che seguono le strade principali, a volte saltando ed evitando opzioni sicure e molto popolari – come trade secondarie meno trafficate – che allungano il tragitto di qualche centinaio di metri.

Capitolo batteria: con fascia cardio, e sensori di velocità e cadenza collegati, l’autonomia reale supera tranquillamente le 15 ore, un traguardo del tutto soddisfacente.

Bryton Rider 750 - 07Verdetto

L’esperienza personale con dispositivi GPS per il ciclismo di Bryton è pluriennale. Nel tempo le unità sono migliorate in modo costante per usabilità, funzionalità e affidabilità. La sincronizzazione degli allenamenti e delle pedalate ludiche è molto più rapida che in passato, oltre a godere della compatibilità con servizi popolari come Strava e Komoot.

L’interfaccia utente è ancora migliorabile, presentando qualche aspetto poco intuitivo nella visualizzazione e nella gestione dei dati, soprattutto per chi arriva da dispositivi molto chiari nella lettura e interpretazione come quelli Garmin. Una volta presa confidenza con il Rider 750, il periodo di test è filato via liscio come l’olio: nessun problema di accoppiamento con i sensori, perdita di dati, o sincronizzazioni non riuscite. Cosa che non è affatto scontata in un settore sempre più affollato e competitivo.

Al prezzo di 249,95 € per il modello base (il bundle in prova costa 319,95 € e include una fascia cardio, e sensori di velocità e cadenza in più) è più economico di prodotti comparabili. Anche se non è così facile imparare a usare il Bryton Rider 750 rispetto a prodotti come Garmin Edge o Wahoo Elemt, la differenza di prezzo e le funzionalità complete compensano alla grande questa lacuna.

Info: ciclopromo.com

 

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