Correre in Lombardia durante la fase 2: cosa devi sapere

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RunningZen è l'ospite di oggi nella 4Running Living Room, ovvero il nostro salotto in cui si chiacchiera liberamente di #running a 360°. Con il prof. Antonacci, collaboratore di lunga data di 4ActionSport, affrontiamo l'ingresso verso la Fase 2. Dal 4 maggio tutto tornerà un po' di più alla normalità, ma si dovrà essere cauti, nel rispetto della nostra salute e di quella altrui. Si potrà tornare a correre, con i giusti criteri e Ignazio, consulente sportivo, preparatore atletico, professore alle scuole medie superiori, laureato in Scienze Motorie, ci suggerisce come ripartire nel migliore dei modi. Dalle sue stesse parole: "Pensiamo al primo mese di attività sportiva outdoor come ad un periodo di circa 4 settimane di START UP..." Buona visione Daniele Milano Pession

Posted by 4Running on Friday, May 1, 2020

Correre in Lombardia nella Fase 2, si può. Dopo tanta attesa, da lunedì 4 maggio si potrà nuovamente tornare a correre all’aria aperta.

Lo si potrà fare senza dover rispettare gli oramai famosi 200 metri di distanza massima dalla propria dimora.

Una lunga attesa che ci ha visti direttamente protagonisti

Siamo stati più volte additati come Popolo di Untori e il mondo dei runner ha dovuto subire in modo secondo me assolutamente ingiustificato critiche molto pesanti.

Del resto è facile, no? Sei obbligato a stare chiuso in casa per oltre due mesi, guardi dal balcone e vedi il vicino di casa che sta impazzendo, mentre corre lungo un “bastone” di 200 metri risicati di asfalto, avanti e indietro come un criceto. E tu cosa fai? Lo denunci? Sicuramente non ce n’è bisogno, però sicuramente rosichi. E quanto rosichi!

E tra un rosicare e l’altro, sicuramente i tafferugli verbali tra portali sportivi, siti internet e blog personali sono stati un bel po’.

Runner untori da una parte, gente poco informata dall’altra e, purtroppo, qualche runner incosciente che ha sicuramente dato manforte, con atteggiamenti poco ortodossi alle numerose critiche di cui sopra. Chi ha trasgredito ha arrecato a tutti noi un bel danno, ma adesso è ora di non pensarci più, indossare calzoncini e scarpette e tornare a correre.

Ignorante = Chi non conosce

Critiche mosse nella maggior parte dei casi da chi, forse anche in buona fede, non sa, e ancor meno conosce l’ambiente di noi runner, hanno cercato di screditare il nostro movimento, ma noi, e di ciò ne sono convinto, abbiamo testa e cuore, come ho già scritto, per dimostrare di saper fare bene, con tutte le limitazioni del caso, entro i parametri di legge e soprattutto del buonsenso che ci contraddistingue.

Non mi permetto assolutamente di definire IGNORANTE chi ha accusato NOI RUNNER DI ESSERE UNTORI, riflettendo semplicemente sull’etimologia dell’aggettivo o sostantivo chessia, ovvero…

IGNORANTE = ignorante agg. e s. m. e f. [dal lat. ignorans –antis, part. pres. di ignorare «ignorare»]. – 1. a. Che non conosce una determinata materia, che è in tutto o in parte digiuno di un determinato complesso di nozioni.

Questa è la definizione prestigiosa, nonché attenta e precisa del vocabolario Treccani su internet. Ma non credo che per fare bene si debba scomodare la Treccani, un po’ di sano buonsenso e tutto si risolve!

Corriamo! Ma siamo tutti uguali?

Per chi vive non proprio in città o comunque in aree urbane poco trafficate, per non parlare di campagna e montagna, lontano comunque dai grandi centri urbani come Milano, correre sarà sicuramente più agevole.

Per chi invece abita in centri urbani ad alta densità abitativa può essere un po’ più problematico.

Cercando di distinguere è comunque giusto ammetterlo, senza fare polemica, c’è chi di correre non ha mai smesso. Andando sulle varie piattaforme social in cui è possibile condividere percorsi, allenamenti e itinerari, di furbetti se ne trovano, anche se la stragrande maggioranza ha rispettato in modo impeccabile quanto stabilito dai precedenti Dpcm.

Il nuovo decreto, in vigore dalla Mezzanotte e 1 minuto di domenica 3 maggio è abbastanza chiaro, non sarà più necessario rispettare i 200 metri di distanza oltre la propria abitazione!

Si potrà andare a correre più lontano, non si prevede una distanza o una durata temporale, ma mai come in questo caso, sarà il nostro buonsenso a fare la differenza.

In proposito il suggerimento che noi ci sentiamo di dare, come nella video intervista proposta dal nostro esperto, il prof.Ignazio Antonacci, si dovrà riprendere con tutte le dovute cautele e soprattutto con la massima gradualità.

Naviglio Pavese, Grande, Martesana, il running a Milano

I Navigli milanesi sono tra le mete favorite dei runner milanesi

Certo che per i milanesi che amano correre lungo i chilometri quasi tutti diritti dei Navigli non sarà proprio cosa agevole. Nel rispetto delle distanze minime richieste, ovvero due metri tra un runner e l’altro, si richiede anche in questo caso un minimo di sale in zucca. Bisognerà capire un po’ quali saranno gli orari meno trafficati, per non ritrovarsi davvero in metà di mille a correre su di un fazzoletto di asfalto.

Se penso alla Martesana, ci sono alcuni tratti che sono anche più stretti dei due metri minimi di distanza previsti, ma qui, e lo ribadisco, il sale in zucca farà la differenza rispetto a cardiofrequenzimetri e GPS evoluti!

Chi vorrà correre in tranquillità dovrà essere rispettoso tanto dei propri diritti quanto di quelli di tutti gli altri.

Mascherina? Non è obbligatoria, ma necessaria!

Nel rispetto della distanza minima di due metri tra runner, si potrà anche fare a meno della mascherina, che fra l’altro rende la respirazione non troppo agevole.

Fondamentale però averla con sè e, nel momento del bisogno, quando si incontreranno per esempio runner in senso opposto, sarà buona regola indossarla. Io personalmente cercherò di mantenerla per tutto il mio allenamento, obbligatorio o meno che sia, pur sapendo che all’inerno della mascherina stessa, come spiega il dott.Luca Speciani si crea un’aria più satura di anidride carbonica.

La parola al dott. Luca Speciani

“Ci sono studi che documentano come all’interno della mascherina si crei un’aria più satura di anidride carbonica e meno di ossigeno. La respirazione viene ovviamente rallentata e l’apporto di ossigeno nei polmoni ridotto. Oggi che dal 4 maggio si riapre la possibilità di fare movimento è giusto che lo si faccia in qualunque modo, in qualunque luogo nel rispetto assoluto delle distanze di sicurezza, acquisendo un bagaglio o vantaggio di salute, che non si può acquisire in nessun altro modo”.

La parola al campione Stefano Baldini

Lascio la conclusione di questo breve articolo al campione olimpico Stefano Baldini, che durante una video call organizzata dal negozio sportivo Affari & Sport di Villasanta e Lecco ha dichiarato:

“Le prime due o tre settimane devono essere di rigenerazione, non bisogna avere fretta di raggiungere il livello massimale. Lavorare sull’attività di muscolazione, cosa che già in molti stanno facendo a casa, è un buon inizio. Riabituarsi al gesto della corsa è fondamentale. Non dobbiamo avere nessuna fretta, le gare sono lontane”.

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