DRC Big Foot il test dei cerchi Made in Italy per enduro

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DRC Big Foot - Cervinia Day

Le ruote sono un componente molto importante della MTB. È la parte che garantisce il corretto funzionamento degli pneumatici, quello che contribuisce a dare direzionalità alla ruota anteriore e a trasformare i nostri watt in velocità.

Il test di un set di ruote deve necessariamente essere lungo, per verificare non solo le caratteristiche tecniche, come la precisione di inserimento in curva e la trasmissione della forza, ma deve analizzare soprattutto la sua resistenza agli urti e la capacità di reggere anche a colpi molto intensi. Ecco perché serve tempo per comprendere questo elemento.

DRC Big Foot - cerchio
Il cerchio DRC Big Foot

DRC Big Foot: la scheda tecnica

Facciamo però un passo indietro e descriviamo tecnicamente il cerchio DRC Big Foot: la lega utilizzata è la 6000 T6, sono tubeless ready, con una foratura per 28 oppure 32 raggi, e un peso di 590 g per la versione da 29” (quella in esame). Il canale interno è da 30 mm mentre la larghezza esterna è da 34 mm. La tensionatura massima dei raggi è di 120 kg, mentre il cerchio Big Foot è consigliato per biker di peso inferiore ai 100 kg.

Sono molte le tecnologie utilizzate per realizzare questo prodotto, il cerchio DRC ha una giuntura raccordata attraverso un tubo di alluminio realizzato per dargli un perfetto allineamento; la saldatura delle due parti avviene chimicamente grazie all’utilizzo di una colla bi-componente epossidica appiccata con metodo Weip Dix, che garantisce la formazione di una struttura monolitica.

La progettazione del cerchio è disassata, questo per permettere un miglior allineamento della raggiatura e una tensionatura uniforme dei due lati. Infine l’interno ha una progettazione di derivazione motociclistica con un design hookless, che garantisce maggiore rotondità del copertone e una migliore distribuzione dei volumi d’aria.

La prova affidabilità

Come funzionano le ruote basate su cerchi DRC Big Foot? È questa la domanda più importante. Dopo quattro mesi di rock garden, fra giri alpini e bike park, possiamo affermare che la tenuta di questo componente è veramente eccellente. Nonostante gli urti e i sassi, l’anodizzazione esterna ha garantito una protezione del cerchio veramente efficace, sono presenti solo rare scalfitture, segno che il materiale utilizzato è di alta qualità. Ho dovuto verificare una sola volta la tensionatura dei raggi, mentre la centratura delle ruote è rimasta pressoché inalterata. Questa la verifica dal punto di vista della robustezza e affidabilità.

DRC Big Foot - mozzo ant
Mozzo anteriore di set di ruote basato su cerchi DRC Big Foot

Guida

Una ruota precisa, la direzionalità è ottima, permette un valido adattamento del copertone nei confronti del terreno. La rigidità dell’insieme garantisce un’adeguata conduzione delle curve, permettendo ai tasselli di deformarsi in modo ottimale. Anche nei tratti più ‘scassati’ la sua precisione lascia all’accoppiata copertone/forcella l’onere di assorbire gli urti.

La ruota montata al posteriore solitamente è quella che più di altri subisce i danni dell’usura, ma è anche quello da cui si chiede reattività e la capacità di trasmettere a terra i watt che abbiamo nelle gambe. La sensazione in pedalata è molto buona, per verificare al meglio queste situazioni ho montato un copertone da XC e il risultato mi ha pienamente convinto, una ruota che trasmette al meglio le forze parallele al senso di marcia.

Conclusioni

Le ruote sono un elemento importante della bici, se troppo morbide, tendono a perdere la campanatura facilmente e riducono la precisione di guida, al contrario, quando sono troppo rigide rendono la nostra due ruote un puledro imbizzarrito. Il giusto compromesso è difficile da trovare, ma in casa DRC sembra che ci siano riusciti. Questo Big Foot è un prodotto frutto di anni di studi, dove i feedback degli atleti hanno permesso di migliorarlo continuamente. Chi è alla ricerca di un upgrade per la propria bici può contare su di esso, a patto che si affidi a tecnici esperti per il montaggio. Poiché il successo di questo componente passa anche dalla bravura dell’assemblatore, la realizzazione di una ruota è un’arte, il valore aggiunto di chi la monta fa ancora la differenza fra un buon prodotto e uno ottimo.

DRC Big Foot - profilo

DRC un esempio del dinamismo italiano

Dopo il test del cerchio da enduro, aspettando di poter provare le ruote complete, abbiamo fatto due chiacchiere con Gabriele Marinari, patron del marchio DRC.

Intervista a Gabriele Marinari

Abbiamo fatto una lunga telefonata con Gabriele, responsabile del marchio DRC, in cui è emerso lo spirto imprenditoriale e il dinamismo tipico di questo comparto. DRC nasce come azienda produttrice di cerchi conto terzi, che negli anni ha saputo reinventarsi passando dalla realizzazione dai prodotti di media gamma a quelli sempre più performanti e di altissima qualità. A questo proposito le parole di Gabriele spiegano molto bene la situazione: “Realizzavamo cerchi per diverse aziende che facevano grandi numeri, con l’avvento delle ruote pre assemblate anche di fascia medio bassa, abbiamo necessariamente dovuto reinventare la nostra attività cercando nuove opportunità di sviluppo. In quegli anni erano poche le ditte che proponevano cerchi di alta gamma per realizzare ruote personalizzate. Nasce così la collaborazione con un noto marchio italiano, con cui abbiamo avuto modo di crescere, sperimentare e costruirci una nostra competenza riguardo a prodotti di alta gamma. Abbiamo così sviluppato i primi cerchi da XC dove il peso era un elemento molto importante e ci siamo avvicinati anche al mondo dell’enduro. Eravamo agli albori di questa disciplina e mancavano ancora delle linee guida chiare e di riferimento. Ricordo che inizialmente la scelta di molti rider era orientata verso la leggerezza, con cerchi che si attestavano attorno ai 400 g, ora siamo invece ad anelli da 600 g circa, che hanno permesso di aumentare le prestazioni in modo considerevole.”

Parlare con Gabriele è come aprire un manuale di tecnica, lo stato dell’arte della realizzazione dei cerchi. Dove i micron fanno la differenza fra un ottimo prodotto e uno di fascia premium. Si percepisce la passione e lo studio che vi è dietro ad un elemento che spesso viene un po’ trascurato. Spostare l’alloggiamento della sede dei nippli di mezzo millimetro può permettere una migliore campanatura della ruota, che si traduce in efficienza e solidità, piccoli dettagli che spesso nessuno di noi osserva.

DRC Big Hit
DRC Big Hit, cerchio tubeless ready con design hookless e canale interno da 27 mm

Ora la nuova sfida è quella di realizzare una ruota interamente made in DRC, che riesca ad avere la qualità del cerchio anche nel mozzo. In questa direzione Gabriele ci ha spiegato la genesi di questo progetto: “anche in questo caso è stato il mercato a portarci a questa decisione, erano i rider e i nostri distributori a chiederci un prodotto completo, accanto al singolo cerchio che ognuno può personalizzare a suo piacere, è cresciuto il numero di persone che voleva un prodotto che fosse completamente pensato da noi. Nasce da qui la nuova sfida, quella di realizzare una ruota competa che avesse le caratteristiche di affidabilità e qualità dei nostri anelli. Un progetto durato alcuni anni e che non è ancora arrivato al termine. Confrontarci con la realizzazione di tutta la ruota è eccitante; in questo modo possiamo realizzare ogni singolo componente partendo da un’idea unica, non è più necessario adattare il nostro cerchio a mozzi standard, ora possiamo immaginare le dimensioni del cerchio, l’alloggiamento dei raggi, le flange e i raggi stessi partendo da un idea unica, costruendo un prodotto che sia espressione della nostra filosofia costruttiva.”

Ma il ragionamento continua: “per una realtà famigliare come la nostra questa è una sfida difficile, inoltre la ricerca dei materiali è molto complessa; ultimamente siamo riusciti a entrare in contatto con un produttore di alluminio che realizza elementi con una lega fantastica, che ci permette di avere dei prodotti più leggeri e robusti, con caratteristiche che si avvicinano a quelle dei cerchi in carbonio, ma senza le problematiche che spesso si hanno con questo materiale.”

DRC cerchi profili
I diversi profili dei cerchi DRC

La nostra chiacchierata termina con il mondo elettrico. Qui Gabriele ha le idee chiare: “le eBike hanno dato una spinta incredibile a tutto il comparto, mettendo i produttori davanti a sfide nuove. Spesso ci siamo tutti trovati impreparati davanti a questo rapido sviluppo. Noi crediamo che l’eBike debba essere un mondo a sé, mentre molto spesso vediamo allestimenti che sono solo la riproduzione un po’ più robusta di elementi dedicati al mondo della bici. Quando pensiamo all’eBike dobbiamo immaginare un mezzo più pesante che spesso è guidato da biker senza un grado di allenamento e di guida molto alto. Per cui la robustezza deve essere il primo obiettivo, quindi raggi più spessi, ma anche mozzi con flange in acciaio e non in alluminio e ogni dettaglio pensato per durare nel tempo.”

Un colloquio che si è dimostrato molto interessante, che ci ha permesso di entrare un po’ di più in questo mondo dove i dettagli fanno la differenza. Come già accaduto durante le giornate di tuning con Andreani (qui il nostro approfondimento) ci si rende sempre più conto della complessità che c’è dietro ad un prodotto solo apparentemente semplice come la bici. Le prestazioni che i mezzi moderni permettono, sono frutto di passione e studio, come quella che ci mettono in casa DRC.

[testo: Marco Tagliaferri | foto: Marco Tagliaferri e DRC]

Info: DRC

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