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DT Swiss F 535 One il nostro test

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DT Swiss F535 One - cover
DT Swiss F 535 One in action

La svizzera DT Swiss, conosciuta dai più per le ottime ruote prodotte per le diverse specialità della mountain bike, entra con F 535 One nell’agguerritissimo mondo delle forcelle a lunga escursione pensate per biker esigenti.

In questo mondo convivono prevalentemente due tipi di biker, quello che dal proprio mezzo e dalla propria forcella richiede il massimo delle prestazioni, vuoi perché gareggia in circuito enduro o vuoi perché la gara è ad ogni uscita contro Strava, e il biker che cerca nella sua bici un comportamento più equilibrato e giocoso tipico di un mezzo da trail-all mountain.

A quale biker strizzerà l’occhio l’oggetto del nostro test?

DT Swiss F 535 One: Unboxing

Già dalla prima occhiata si nota che siamo di fronte ad un prodotto ben rifinito e dal design ricercato e riconoscibilissimo. DT Swiss ha puntato molto sulla personalità di questa forcella, ha adottato soluzioni innovative come i carter di chiusura sulla piastra e sulla base dei foderi, rifiniti in maniera impeccabile, assicurati con bulloncini provvisti di fermi per evitare di perderli, o come l’attrezzo (Torx T10) nascosto nello sgancio rapido del perno passante, che serve per le regolazioni della compressione e del ritorno.

A qualcuno non piacerà dover utilizzare un tool per agire sui vari registri ma sinceramente non vedo l’esigenza di dover cambiare setting a ogni uscita. Grazie anche all’ottima guida presente sul manuale allegato o reperibile sul sito www.dtswiss.com, sarà facile trovare la messa a punto personale iniziale.

F 535 One - fender
Primo piano sul parafango integrato

Insieme al già citato manuale, inclusi nella confezione troviamo il comando remoto Two-in-One comprensivo di cavo e guaina (controllo che in ambito trail-enduro trovo superfluo se non abbinato alla possibilità di comandare anche l’ammortizzatore posteriore), tre morsetti per fissare il tubo del freno alla forcella, un token (due sono montati di serie come indicato sul tappo della camera d’aria, soluzione geniale quella di indicare quelli utilizzati!), due parapolvere, spugnette e guarnizioni per una revisione ordinaria della forcella, e un bellissimo e robusto parafango fissato con ben quattro viti alla struttura.

Il parafango è fatto bene e svolge egregiamente il suo lavoro, le alette coprono interamente gli steli e a differenza di altri montati dalla concorrenza ha anche un piccolo becco anteriore che aiuta a tener pulita tutta la sospensione.

Montata la forcella sulla bici e regolata come da manuale non ci resta che portarla sui trail e vedere come si comporta.

DT Swiss F 535 One - asse
Look “stealth” per la DT Swiss F 535 One

Come è fatta

La prima cosa che si apprezza appena saliti in sella a una mountain bike equipaggiata con la DT Swiss F 535 One è l’estrema sensibilità della prima parte d’escursione, il classico carico di stacco tipico delle forcelle ad aria è pressoché nullo. Questo è dovuto alla tecnologia adottata dalla casa elvetica per la realizzazione del suo elemento elastico, chiamata CoilPair/LineAir.

Oltre alle tradizionali camere d’aria, una positiva e l’altra negativa auto bilancianti (LineAir), troviamo una piccola molla, montata alla base del fodero sinistro, che agisce sui primi tre centimetri di corsa (CoilPair). La molla elicoidale richiede meno sforzo per “partire” e questo si traduce in una piacevole sensazione di sensibilità ai piccoli urti nella prima fase di travel.

Per quanto riguarda la parte idraulica, la casa svizzera ha puntato su un sistema denominato InControl/PlushPort, lo smorzamento delle compressioni alle basse velocità è direttamente proporzionale all’affondamento della forcella, passando da tutto aperto, per la prima fase, a tutto chiuso quando la forcella si trova a pacco.

DT Swiss F 535 One - comando
Il comando remoto DT Swiss Two-in-One utilizzato per il nostro test

Il registro sull’estremità destra della piastra, gestisce la compressione alle basse velocità su tutto il travel, andando a modificare l’intensità dello smorzamento del PlushPort.
La gestione del ritorno avviene invece in maniera più tradizionale: è gestibile dal classico registro posto alla base del fodero destro.

Qui i puri dati tecnici: steli in alluminio da 35 mm, monolite in magnesio, asse passante Boost 15×110 mm, offset di 51 mm, attacco disco PM 180 mm, sterzo conificato. I pesi vanno da 2.020 g (versione 27,5″) sino a 2.090 g per la versione in prova (29″ da 160 mm con comando remoto Two-in-One). I prezzi partono da 1.150 euro.

Invito, chi volesse approfondire i dettagli tecnici, a visitare il sito: www.dtswiss.com/en/suspension/forks/f-535-one.

La prova

Già dalle prime pedalate si nota la graniticità del blocco della forcella che si ha agendo sul comando remoto Two-in-One: è un blocco vero, utilissimo nelle sezioni di pedalata in salita su asfalto, situazioni molto ricorrenti nei trasferimenti delle gare di enduro.

Devo segnalare che, nonostante aver serrato alla coppia consigliata con apposita chiave dinamometrica il piccolo nottolino filettato che blocca il cavo del comando remoto, per ben due volte ho dovuto registrare la tensione del cavo che allentandosi non riusciva più a portare il registro in posizione di blocco completo, operazione che non ha richiesto più di un paio di minuti e che è stato possibile eseguire direttamente sul campo.

Ho richiesto a DT Swiss un comando tradizionale in sostituzione del comando remoto per rendere la forcella più adatta alle mie esigenze, sostituzione prevista in after-market.
La posizione intermedia chiamata Drive non l’ho praticamente mai usata, facendo affidamento sul buon sostegno che la forcella offre ho sempre pedalato sui trail con il registro in posizione Open.

DT Swiss F535 One - azione 01Quando la gravità prende il sopravvento la forcella si rivela una buona incassatrice, i piccoli e veloci urti vengono assorbiti bene dalla combo molla-aria e anche gli ostacoli più grossi non hanno problemi a essere “mangiati” dall’escursione sempre sostenuta dall’ottimo lavoro svolto dal sistema PlushPort.

Quando il gioco si fa duro, tipico l’esempio di pietraie o radici in sequenza affrontate a velocità sostenuta, ho dovuto aumentare la velocità del ritorno, rispetto a quella dettata dal manuale, di due click per ovviare alla tendenza della forcella di rimanere a pacco in queste situazioni non riuscendo a ristendersi per l’impatto successivo e quindi a trasmettere colpi a mani e braccia e a scomporre l’assetto della mia bici. Aprendo il registro del rebound la situazione è migliorata.

Ottimo il comportamento sui ripidi e sui drop dove la forcella si mantiene bella alta dando alla bici un’ottima direzionalità. In curva si apprezza la solidità della struttura e l’ottimo lavoro fatto dalla gestione delle compressioni. Insomma questa forcella mi è piaciuta.

DT Swiss F 535 One - azione 02
Foto: Cristiano Guarco

Conclusioni

DT Swiss F 535 One è un’ottima scelta per chi cerca un prodotto altamente ricercato sotto il profilo dell’ingegneria e avrà intenzione di usarla in ambito trail o all-mountain, situazione dove darà il meglio di sé e riuscirà a stupirvi per il comportamento solido ed equilibrato in ogni situazione.

Se cercate una forcella per allestire una mountain bike enduro race sicuramente non vi deluderà ma devo ammettere che sul mercato ci sono prodotti più votati a questa disciplina.

[testo: Luca Ghigliani | Foto: Ilaria Norese]

DT Swiss, nuova generazione di ruote MTB

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