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EYOB FANIEL, 3° alla NYCM, si racconta al PRODECO DAY

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EYOB FANIEL, dopo l’incredibile terzo posto alla maratona di New York, racconta la fantastica impresa durante il PRODECO DAY per lo sport: “NEW YORK LA MIA RIVINCITA, SUL PODIO GRAZIE ALLA FORZA DEL TEAM”

Prodeco Pharma a Castelfranco Veneto il 13 novembre

Il campione azzurro, reduce dal terzo posto nella maratona più famosa del mondo, ha incontrato sportivi e appassionati nella sede di Prodeco Pharma a Castelfranco Veneto. Presenti anche la fisioterapista Mara Mezzalira, il nutrizionista Luca Simoni e, in collegamento dal Kenya, il nuovo allenatore Claudio Berardelli:

Le parole di Eyob: “Hanno la mia stessa determinazione, insieme faremo grandi cose”

Un ragazzo semplice, che corre lontano!

“Da ragazzo sognavo già in italiano”. Ora però è lui che fa sognare l’Italia che corre. Eyob Faniel, l’atleta che dopo 24 anni ha riportato il tricolore sul podio della maratona di New York, è stato il protagonista del Prodeco Day per lo sport, l’evento che ieri – sabato 13 novembre – a Castelfranco Veneto (Treviso) ha riunito una platea di sportivi e appassionati, arrivati nella sede di Prodeco Pharma per conoscere da vicino l’atleta italiano del momento.

Dall’infanzia a New York

Eyob ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita. L’infanzia ad Asmara (“Abitavamo a 2400 metri di quota, a volte la gente del quartiere si spostava a piedi verso il mare. Il ritorno era sempre una gara, tutti a correre in salita, spesso vincevo io”). L’ammirazione per i genitori che hanno combattuto come partigiani nella guerra per l’indipendenza dell’Eritrea. L’arrivo in Italia, nel Bassanese, a 12 anni. Il primo, svogliato approccio con la corsa.

Le parole di Eyob

“Un appassionato, Vittorio Fasolo, mi notò in una gara scolastica: non vinsi, ma lui rimase colpito dal mio stile di corsa. Giocavo a calcio, difensore centrale: non mi interessava altro. Un giorno mi feci male alle caviglie, provai l’atletica e ringrazio ancora quella scelta perché come calciatore non avrei avuto un futuro”

Record italiano di maratona

Un momento da ricordare? Il record italiano della maratona, sottratto all’olimpionico Stefano Baldini nell’ultima gara prima dell’arrivo della pandemia.

“Dovevo gareggiare a Lake Biwa, in Giappone, ma decisi di anticipare l’impegno e andare a Siviglia. Sono stato fortunato. A Lake Biwa non si è mai corso e io mi sono goduto la prima parte del lockdown da fresco primatista italiano. Il difficile è stato dopo, quando l’attività non riprendeva e anche a me sono mancati gli obiettivi”.

Eyob Faniel…New York VS Tokio – 1:0

Alla delusione dell’Olimpiade è seguito il terzo posto a New York, dove Faniel si è reso protagonista di una gara d’attacco.

“Coraggio o incoscienza? Coraggio. Volevo vincere e quello era l’unico modo per farlo. Avessi corso per arrivare terzo, avrei trovato altre soluzioni. Ma sapevo di stare bene, gli allenamenti erano ottimi: ho provato a raggiungere il massimo: sono contento di averlo fatto, non ho recriminazioni”.

Verso NYCM…56 ore di viaggio

New York, per Eyob, è stato anche un viaggio di 56 ore per un errore sul cognome che l’ha bloccato in aeroporto (“E’ stato quasi più faticoso il viaggio della maratona”) e una bandiera tricolore tirata giù da un pennone perché gli organizzatori non avevano previsto che un italiano potesse salire sul podio. “E’ stata la mia rivincita. Dal risultato negativo della gara olimpica, è nato il terzo posto di New York. E chissà cosa sarebbe successo se al 26° km non fosse comparso quel dolorino al piede che mi ha consigliato prudenza. Sono sempre lo stesso Eyob, ma con più determinazione. Per questo, dico a tutti: credete sempre in voi stessi”.

La forza di una squadra per Eyob Faniel

Faniel ha sottolineato la forza della squadra che l’accompagna “Hanno la mia stessa fame, forse anche di più: se mollo un attimo, ci pensano loro: insieme faremo grandi cose”.

“Io penso alle tabelle d’allenamento, ma non basta – ha aggiunto Berardelli -. Per atleti di questo livello serve un approccio più ampio. Da qui il coinvolgimento di Mara Mezzalira e Luca Simoni. Siamo una bella squadra. Anche se chi guida la macchina è sempre Eyob, noi siamo soltanto seduti al suo fianco”.

L’incontro di Eyob Faniel con Prodeco Pharma

“Ci siamo conosciuti qualche mese prima dell’Olimpiade e in azienda mi sono subito sentito come a casa. Ho pensato che questa collaborazione avrebbe potuto aiutarmi, e così è stato. Ho capito l’importanza di una corretta integrazione per favorire il recupero dalla fatica, un aspetto che spesso noi atleti trascuriamo”.

L’importanza della famiglia accanto

C’è poi un altro elemento fondamentale nella vita del numero uno della maratona italiana: risponde al nome di Ilaria, Wintana e Liya, la compagna e le figliolette. “Con loro è cambiato tutto”, ha detto Faniel, accarezzando la medaglia vinta a New York. Scommettiamo? La corsa di Eyob è appena iniziata.

 

 

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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