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Fabio Wibmer, l’intervista al fenomeno globale della MTB

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Il rider austriaco Fabio Wibmer non ha bisogno di presentazioni, è diventato una star globale grazie ai suoi video mozzafiato che mostrano tutta la sua incredibile creatività e abilità nella guida.

Chi è Fabio Wibmer

Nato a Lienz – Tirolo Orientale – nel 1995, è uno dei biker in MTB più estrosi al mondo, con un canale YouTube seguitissimo anche al di fuori delle due ruote artigliate. Da ragazzino Fabio è stato un ambizioso pilota di motocross, nel tempo è cresciuta la sua passione per la bici dopo aver scoperto la star scozzese del trial Danny MacAskill con i suoi altrettanto incredibili e creativi video. Wibmer ha cominciato proprio con Danny a fare le cose in grande, quando a 19 anni (era il 2014) è diventato un membro del Drop and Roll Tour fondato dallo scozzese. Questo è stato solo l’inizio, perché l’austriaco ha continuato a produrre la sua serie di video in modo indipendente.

Video che a oggi hanno superato il miliardo di visualizzazioni sul suo canale Youtube, tra cui Wimber’s Law diventato virale quando è uscito due anni fa, trasformando le trafficate strade austriache nel suo parco giochi personale (solo questo è a 205 milioni di views al momento in cui scriviamo, NDA).

Ma Wibmer non è solo una videostar specializzata in trick di derivazione trialistica, è anche un freerider e un discesista di livello assoluto. È stato campione austriaco di DH nel 2016, oltre a vincere il Whip Off al Dirt Masters Festival di Winterberg lo stesso anno.

Fabio, qualsiasi cosa faccia, rimane un rider estremo dalla classe cristallina, che ama giocare con la sua bici e l’ambiente che lo circonda, trasmettendo sempre una grande positività e naturalezza. Un aspetto confermato durante la nostra lunga e profonda intervista realizzata allo stand Öhlins – uno dei suoi sponsor – di EICMA 2021.

Continuate a leggere qui sotto, o guardate l’intervista integrale in inglese – non sottotitolata – nel video in cima alla pagina.

Fabio Wibmer - EICMA 2021Come ti sei avvicinato alla mountain bike e come è nata la passione per questo sport?

Ho iniziato con il motocross già all’età di sei anni. Mio padre era ben introdotto nell’ambiente, così mio fratello e io abbiamo avuto l’opportunità di iniziare da giovanissimi.

Mi sono subito innamorato delle due ruote, specialmente delle moto. La bici per me è stata sempre molto vicina alla competizione, come il motocross. In ogni momento quando ero a casa volevo essere in sella, così ho iniziato a girare e costruire salti nei boschi. La mia carriera in bici è iniziata in questo modo.

Il motocross è stato sempre la mia grande passione, ma quando avevo 15 anni ho visto un video di Danny McAskill, il mito scozzese che mi ha spinto a girare video per la verità. Sono rimasto letteralmente sopraffatto da quanto riusciva a girare grosso sulla bici, così ho cercato di seguire il suo modo di fare sin dall’inizio.

Provavo 2-3 ore al giorno dopo la scuola in MTB, ma continuavo ancora a gareggiare in motocross. La connessione tra i due sport c’è ancora adesso ed è sempre buona. Mi diverto sempre un sacco, passare da un mezzo all’altro. È così che il mio approccio alla mountain bike è nato e si è evoluto.

Fabio Wibmer - Home Office
Classe cristallina e incredibile creatività sono le doti principali di Fabio Wibmer, qui durante le riprese del video Home Office, uno dei tanti che ha sancato YouTube – foto: Hannes Berger

Qual è il tuo stile di riding preferito?

Penso che sia un mix tra discipline differenti. Ho iniziato con il trial, su ostacoli davvero tecnici. Ovviamente sono poi passato al downhill, dove conta soprattutto la velocità, e ho sfruttato il mio background nel motocross. Poi ho iniziato a mixare insieme tutto, inserendo anche il freeride. Ma facendo ogni cosa con il mio stile personale. Non so come definire questo insieme, perché c’è la velocità della DH, la tecnica del trial, e lo stile – e l’andare grosso – del freeride. Potrei chiamarlo “Wibmer Style”!

Da dove arriva la tua motivazione principale?

Penso che un sacco di motivazione arrivi in realtà dalle sensazioni che percepisci quando stai provando un trick, che hai programmato o sognato da tanto tempo. Il feeling che provi dopo che hai chiuso un trick al tuo meglio. Per me si tratta di una ricerca continua di questa sensazione. Mi motiva tantissimo di andare avanti e spingere i miei limiti.

Arriva anche da altri sport, mi ispiro molto ad atleti che eccellono nelle loro discipline. Guardo quello che cercano di fare ad esempio nel parkour o nel free running – disciplina che parte dalla corsa a piedi e si ispira al parkour, NDA – e replicare i loro trick con la mia mountain bike e con il mio stile di riding.

Canyon Torque CF Fabio Wibmer
La Canyon Torque CF signature di Fabio Wibmer, che monta componenti esclusivi tra cui le sospensioni Ohlins – foto: Canyon

Quanto sono importanti i tuoi sponsor?

I miei sponsor hanno rivestito e rivestono un ruolo importantissimo nella mia carriera e nel mio essere un atleta. Rendono davvero possibile vivere i miei sogni e realizzare tutte le mie idee più pazze. Senza di loro molte cose non sarebbero realizzabili. Lavorare insieme da vicino, proprio per trovare un buon setup per la bici, è importante come allenarsi e provare i trick. Ti danno molte più possibilità e opportunità, per portare essenzialmente il tuo riding a un livello superiore

Come scegli il tuo equipaggiamento per le tue imprese e i tuoi video? Qual è l’aspetto più critico?

Penso che l’aspetto tecnico sia davvero importante in quello che faccio, perché metto in pratica diversi stili di riding. Per esempio quando affronto salti enormi ho una messa a punto diversa rispetto a quando giro su percorsi più tecnici. Bisogna sempre pensare a cosa può funzionare bene, provare, e trovare il giusto feeling.

Le sospensioni della mountain bike sono fondamentali per il feeling nella guida e per le prestazioni. Qual è il tuo setup preferito e perché?

Le sospensioni giocano un grosso ruolo nella maggior parte delle discipline che pratico. Ad esempio quando cerco la massima velocità nel downhill, o quando le cose si fanno più tecniche nel freeride. Cerco il miglior setup per ogni cosa e per ogni stile di riding. In definitiva è un aspetto davvero critico e gioca ruolo importantissimo in quello che faccio.

Ohlins - EICMA 2021
Un’istantanea dello stand Ohlins a EICMA 2021, qui la zona dedicata a un’altra superstar della MTB, il 5 volte campione del mondo DH Loic Bruni – foto: Cristiano Guarco

Quanto sei impegnato nello sviluppo delle sospensioni Öhlins per MTB?

Mi capita di prendere del tempo per valutare se un setup è buono o se non è quello che voglio per un determinato stile di guida. Cerco di capire se funziona per me, e poi provo a lungo per vedere se soddisfa le mie necessità. Facciamo tutte le modifiche lavorando insieme a stretto contatto per perfezionare il setup delle sospensioni. Per essere in grado di fare quello che faccio.

Preferisci le sospensioni ad aria o a molla?

Dico aria perché hai più libertà nella messa a punto, che è anche più rapida. Ad esempio, quando provo un trick ho bisogno di una pressione più elevata, per un altro invece è il contrario. Ha più opportunità e libertà per cambiare in modo più naturale.

Hai qualche segreto nella messa a punto?

No, per nulla. Sono davvero tranquillo nella messa a punto, non ho grossi segreti anche se il livello è davvero alto, a parte quando provo trick complessi o percorsi davvero tecnici. Mi piace sentire la bici in ogni singolo movimento, con un setup molto rigido e stabile. Anche quando faccio downhill la mia preferenza è per una messa a punto molto sostenuta. E se anche avessi un segreto non potrei rivelarlo!

Qual è il progetto che ti ha dato più soddisfazione in termini di impegno e risultato?

Un sacco di progetti che ho realizzato sono differenti e unici a modo loro. Se dovessi sceglierne uno, quando ho filmato sulla neve (Fabiolous Escape 2 vince su tutti, NDA). È stato super interessante per me perché non avevo mai davvero girato in queste condizioni. Realizzare un progetto così enorme sulla neve è stata una sfida realmente impegnativa. Probabilmente è stato uno dei più grandi risultati raggiunti. È stato anche figo progettare e realizzare qualcosa sulla neve, non avevo mai fatto nulla del genere prima, è stato realmente emozionante.

Anche quando abbiamo filmato in Francia, a Parigi e Lione (Urban Freeride Lives 3), è stato unico. Ci siamo mossi con tutta la nostra crew Sick di fotografi e filmer, e abbiamo provato a girare, confrontandoci con tutto quello che aveva a che fare con la sicurezza (polizia compresa). È stato un viaggio proprio figo, anche se ci sono state molte cose che mi hanno spaventato. Non è come cadere quando fai dirt jump, sei tra le strade e le scalinate – a Lione si è superato chiudendo un enorme gap, NDA – e puoi farti veramente male. Ma anche questa volta è stata davvero emozionante.

Danny MacAskill - The Game of BIke
Danny MacAskill, una continua fonte d’ispirazione per Fabio Wibmer – foto: Dave Mackison/Crank Brothers

Ci sono atleti e rider a cui ti ispiri, o ti fanno pensare “avrei voluto fare prima io quel trick”?

Danny MacAskill continua a essere una grande fonte di ispirazione per me, è una delle ragioni per cui ho iniziato a girare in questo modo. Ma penso anche a Travis Pastrana, una leggenda del motocross a cui guardo sempre. Anche per una questione di mentalità, ha avuto così tanti infortuni, le cose non sono sempre andate bene per lui, ma è sempre rimasto al top, continuando a fare cose folli. Credo che sia incredibile.

È più difficile raggiungere il top nella mountain bike o nel motocross?

È davvero dura rispondere. Ma in realtà dipende… per me è stato impossibile allenarmi durante la settimana quando gareggiavo in motocross. Riuscivo a girare solo il weekend perché negli altri giorni le piste erano chiuse. Ma ne approfittavo per andare in bici ogni giorno. È stato semplicissimo per me, sono cresciuto in un paese di fronte alle montagne – Fabio è nato a Lienz, NDA – e proprio per questo penso che dipenda da dove abiti e da cosa hai a disposizione. Alla fine è sempre importantissimo dare il meglio con quello che hai.

Fabio Wibmer - Crankworx World Tour Innsbruck 2020
Fabio Wibmer durante l’evento downhill del Crankworx World Tour a Innsbruck, Austria, nel 2020 – foto: Samantha Saskia Dugon / Red Bull Content Pool

È più facile essere un ottimo downhiller o un ottimo freestyler come te?

Anche in questo caso non è semplice rispondere. Penso che andare veloce sia realmente sfidante, devi allenarti duramente per arrivare anche solo vicino al top. Penso che la DH sia una disciplina tostissima.

In generale credo sia una questione personale, dove sono cresciuto ho fatto motocross e parkour, tutte cose connesse al freestyle, anche le gare MX. Ma è solo una questione di libertà, fare sulla tua bici tutto qualsiasi cosa tu hai in mente. È una cosa che mi viene più naturale che andare velocissimo in downhill. Anche se mi piace un sacco, non credo riuscirei a gestire la pressione di una gara, farei troppi errori. Sicuramente preferisco il freestyle.

 

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Ti vedremo un giorno alla Red Bull Rampage? Cosa pensi dei freerider che partecipano?

Sono andato alla Rampage due anni fa, per essere onesto sono rimasto davvero impressionato da quanto sia folle e assurda. Specialmente per quanto è ripida, non riesci a capirlo quando la guardi in televisione da casa. Sempre per essere onesto, vorrei realmente partecipare, ma solo quando sarà in forma al 100%, quando avrò la preparazione giusta per la Rampage, perché rimane uno stile di riding differente rispetto a quello a cui sono abituato. È anche una forma di competizione, è diverso dal girare video. Ci sarò un giorno, è un evento davvero figo.

My worst injury | LIFE OF FABS Ep 02 - cover
L’ultimo anno non è stato facile per Fabio, con due gravi infortuni, il secondo a spalla e caviglia, mentre stava recuperando dal primo al piede – foto: Fabio Wibmer/YouTube

Come stai vivendo il recupero dai tuoi ultimi infortuni? È difficile riacquistare la confidenza nella guida?

Sì, sto recuperando da un infortunio al piede che mi sono procurato con la moto da cross giusto un anno fa, ma sfortunatamente mi sono fatto di nuovo male l’estate scorsa, alla spalla e alla caviglia. Quindi è ricominciata la fase di recupero, ovviamente dovrò prendermi il tempo necessario. Può essere dura, dopo che ti sei fatto male una volta dopo l’altra, e rimanere continuamente motivati. In particolare per un ragazzo come me che è abituato a essere sempre sulla moto o sulla bici, e comunque essere sempre attivo.

È difficile per me stare lontano dalla bici per così tanto tempo, facendo così tanta fisioterapia, e aspettare. Ma sono nel giusto stato mentale in questo momento, concentrato sui nuovi progetti video, che penso di programmare nei prossimi due mesi. È andata bene fino adesso, può essere dura per la confidenza, ma se procedi passo dopo passo, puoi tornare come prima. Non penso al passato, ma a quello che arriverà in futuro, guardando avanti. Al riding, al godermelo il più possibile. Ci vorrà tempo, ma la fiducia in me stesso tornerà.

Fabio Wibmer - Formula 1 Austria 2021
Fabio Wibmer è un grande appassionato di motorsport, qui è all’autodromo di Spielberg in occasione del round austriaco di Formula 1 – foto: Philipp Carl Riedl / Red Bull Content Pool

Quali sono le tue passioni oltre alla mountain bike?

Oltre alla mountain bike, ho passato la mia adolescenza a gareggiare in motocross, è ancora una grande passione adesso, seguo tutte le gare. Mi appassiona il mondo del motorsport in generale. Ma il motocross mi regala un feeling simile alla bici: hai il manubrio largo, e le due ruote artigliate. Ovviamente c’è il motore, ma alla fine ti fa imparare tante cose che puoi trasportare poi nella guida in MTB.

Ogni tanto scio, e ho giocato a hockey su ghiaccio quando ero più giovane. Le due ruote sono sostanzialmente imbattibili, ci passo davvero la maggior parte del mio tempo.

Come affronterai la off-season?

L’off-season per me adesso significa giusto fisioterapia e stare bene. Sinceramente non ho mai avuto un vero periodo di stacco in passato, ho sempre filmato anche in inverno sulla neve, e comunque mi sono sempre tenuto impegnato. Ora penso a guarire e allenarmi per tornare in bici in forma perfetta.

Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo anno?

Sicuramente tornare in salute, al mio livello di prima, spero anche meglio. E ricominciare a girare video, ho idee molto buone. Mi sento bene adesso, non vedo l’ora di tornare in sella, fare quello che amo e filmare.

Fabio Wibmer intervista - autografi
Fabio Wibmer firma autografi allo stand Ohlins di EICMA 2021 – foto: Cristiano Guarco

Grazie a Shift Active Media e Ohlins per il supporto nell’intervista. Potete seguire Fabio Wibmer sui suoi canali YouTube e Instagram.

Video: Fabio Wibmer in Israele

 

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