Dalla nascita in un loft del Connecticut alle innovazioni che hanno riscritto il linguaggio tecnico del ciclismo moderno
Joe Montgomery, fondatore di Cannondale e una delle menti più visionarie del ciclismo moderno, è scomparso il 2 gennaio 2026, all’età di 86 anni. La sua morte chiude un capitolo fondamentale della storia della bici, ma apre lo spazio per rileggere un’eredità che ha ridefinito il modo di progettare e vivere questo sport.
Dalla nascita del marchio in un loft del Connecticut alle innovazioni che hanno riscritto il linguaggio tecnico del settore, la storia di Montgomery è quella di un inventore capace di vedere oltre ciò che esisteva.
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55 anni di storia
Cannondale nasce nel 1971, in un loft sopra una fabbrica di sottaceti nel Connecticut. All’inizio non c’erano telai né sospensioni rivoluzionarie: solo prodotti industriali e accessori per il campeggio. Il primo passo nel mondo bike arriva quasi per caso, con il trailer “Bugger”, nato dopo un viaggio in bici con il figlio.
È il primo indizio di ciò che Montgomery farà per tutta la vita: osservare un bisogno reale, immaginare una soluzione nuova, costruirla senza compromessi.

Da quel momento Cannondale diventa un laboratorio di idee. L’alluminio oversize rompe gli schemi di un settore ancora legato all’acciaio; i telai CAAD anticipano il futuro; soluzioni come HeadShok, Lefty e BB30 riscrivono il linguaggio tecnico della bici. Non si tratta solo di innovazioni: è un modo diverso di pensare la progettazione, più vicino all’ingegneria avanzata che all’artigianato tradizionale.

La cultura interna è altrettanto rivoluzionaria. Montgomery crede nel “hire your customer”: assumere persone che vivono la bici, che la capiscono dall’interno, che non hanno paura di osare. Da questa filosofia nasce una generazione di designer e ingegneri che oggi guida lo sviluppo in molti marchi internazionali.
Cannondale diventa così una scuola, un luogo dove l’innovazione non è un reparto ma un istinto collettivo.

Non tutte le scommesse vanno a buon fine. Il progetto motociclistico MX400 porta l’azienda sull’orlo del collasso e sfocia nella bancarotta del 2003. Ma anche questo episodio racconta la stessa attitudine: innovare, rischiare, avanzare.
Per Montgomery, il cambiamento era una costante, un valore, un suono familiare: “You hear that? That’s change. Change is good. We like change”.

Oggi Cannondale è parte di Pon Holdings, dopo i passaggi sotto Pegasus e Dorel. Non è più l’azienda che saldava telai in Pennsylvania, ma resta un marchio che continua a spingere in avanti: dalle concept bike futuristiche viste a Eurobike alle soluzioni per e-bike e mobilità urbana.
L’eredità di Joe Montgomery non si misura solo nei prodotti iconici, ma nel modo in cui ha insegnato a pensare la bici: come oggetto tecnico, culturale e visionario.
Un’eredità che continua a vivere in ogni Cannondale e in ogni ingegnere che ha imparato da lui a non accontentarsi mai.








