La ripresa vista dagli operatori: Val di Fassa

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Sellaronda Tour - Val di Fassa

Il lockdown, il distanziamento, il divieto ad uscire dalla regione di appartenenza sono aspetti che contribuiscono ad aumentare l’incertezza. Noi tutti siamo sicuramente felici dell’aver potuto tornare in sella, ma come viene vista questo momento dagli operatori del settore? Abbiamo ascoltato le opinioni di alcuni personaggi noti all’interno del panorama bike, partendo dalla Val di Fassa, per cercare di comprendere meglio quali sono le dinamiche dal punto di vista commerciale e da quello turistico.

Cominciamo dal comparto che in questa crisi ha subito i danni più ingenti e che nei prossimi mesi potrebbe continuare a subirne di gravi, ovvero quello turistico. Tutti noi interpretiamo la bici come una passione, un mezzo per evadere dalla routine quotidiana e per scoprire angoli nascosti e mete capaci di arci quel brivido lungo la schiena che solo le grandi passioni sono in grado di regalare. Ma per molti la bici è anche una professione e per ogni biker che gioisce di una discesa in bike park o di un panorama mozzafiato ci sono guide, trai builder e operatori che ci hanno permesso di godere di quelle emozioni.
Iniziamo questo viaggio da Wiliam Basilico, mente organizzativa della Val di Fassa, che quest’anno ha dovuto a malincuore annullare la tappa italiana dell’Enduro World Series.

EWS Val di Fassa 2019 - Richie Rude
Richie Rude in gara alla tappa EWS 2019 in Val di Fassa

Ciao William, come stai?
Ciao Marco, direi abbastanza bene, penso come tutti un po’ esausti da tutta questa situazione, ma adesso con filo più di libertà molto meglio!

Quanto è stata sofferta la decisione di annullare la tappa dell’EWS?
Da organizzatore la decisione di annullare l’EWS penso sia stata una delle più difficili. Dopo la fine dell’evento 2019 (sempre la tappa italiana dell’Enduro World Series) abbiamo iniziato a lavorare all’edizione 2020 e ci sarebbero state molte novità da far vedere all’Italia e al mondo. Nei due mesi passati abbiamo avuto molte riunioni in videoconferenza, sia con i membri del comitato sia con lo staff di EWS per capire quale sarebbe stata l’evoluzione della situazione. In un primo momento abbiamo avuto un atteggiamento attendista, per comprendere meglio cosa stava accadendo e per immaginare come avrebbe potuto evolvere questa pandemia, ma già verso la fine di marzo il comitato aveva presa la decisione di annullare l’evento. Non ritenevamo che ci fossero le condizioni generali di sicurezza per organizzare, eravamo molto preoccupati per gli atleti, perché per noi sono uno degli aspetti principali da tutelare sempre a prescindere da Covid-19.

EWS Val di Fassa 2019 - urban
Passaggio urbano durante la EWS Val di Fassa 2019

Altro aspetto che ci preoccupava molto era quello del pubblico, in un evento così importante su di un percorso molto lungo, era impossibile garantire standard di sicurezza e controllo lungo tutto il tracciato. Ultimo aspetto che abbiamo dovuto verificare era quello economico, le conseguenze occupazionali del dopo lockdown impongono scelte che vanno in una direzione diversa, molte attività faticheranno a riprendersi e quindi il sostegno va data alla ripresa delle attività. Devo dire che il confronto continuo con EWS è stato molto costruttivo e allo stesso tempo comprensivo, ci ha aiutato a prendere quella che riteniamo sia stata la decisione più giusta sia la decisione più giusta.

Quali sono le ripercussioni turistiche di questa decisione per Canazei?
Ovviamente ci saranno ripercussioni di immagine, perché con questo evento saremmo partiti con il botto. Portando molti biker sia per le gare sia soprattutto fra il pubblico, che avrebbero potuto vedere i nostri trail e tornare durante la stagione. La nostra decisione è stata condivisa con APT, impianti a fune, comune e associazione albergatori, che l’hanno capita e accettata. Va sottolineato il fatto che saremo sede della tappa italiana dell’Enduro Word Series anche la prossima stagione, quindi questo ci ha permesso di prendere una decisione così sofferta con una prospettiva futura comunque positiva, e siamo già pronti con un super piano per il rilancio della stagione estiva. Come dicevo prima le ripercussioni ci saranno, ma siamo tutti pronti a rimboccarci le maniche e cercare di fare il meglio per quest’estate

Val di Fassa cabinovia

Come immaginate l’estate turistica per il settore bike? Sia strada sia MTB?
Al momento è molto difficile immaginare come potrà essere, sicuramente uno degli aspetti positivi è che le attività in bici da strada e MTB portano già in sé un distanziamento nella pratica, quindi potrebbe essere una buona alternativa rispetto ad altre attività, sicuramente avremo un calo di affluenza di utenti stranieri, che sono sempre molto importanti, ma ci auspichiamo che gli italiani, chi potrà, abbiano voglia di scoprire l’incantevole Bel Paese e, per che no, avvicinarsi alle due ruote.

La MTB utilizza anche gli impianti a fune, pensate di attivarli nel periodo estivo?
Nei giorni scorsi abbiamo avuto confronti con la società impianti, che ci ha confermato la volontà di aprire tutti gli impianti come da progetto, ovviamente si è in attesa del via libera del Governo e delle linee guida.

Isabeau Courdurier, prima in campo femminile, in azione sulla PS1 Voltron
Isabeau Courdurier in azione sulla PS1 dell’ediione 2019 della EWS in Val di Fassa

Se sì, avete già pensato a come organizzare il distanziamento?
Al momento stiamo aspettando le linee guida per capire come poter gestire l’affluenza, dal punto di vista del trasporto a fune siamo avvantaggiati perché utilizzando quasi esclusivamente seggiovie e cabinovie si crea già un distanziamento, come le specifiche odierne chiedono, mentre per le funivia al momento le notizie che ci hanno fornito, è che diminuirà il numero di persone trasportate, ma si aumenterà il numero delle corse, gli impiantisti stanno ragionando su come igienizzare le cabinovie e quali sistemi di protezione personale si dovranno usare.

Pensi che le guide riusciranno a lavorare in sicurezza?
Penso e spero di sì, svolgiamo un’attività all’aria aperta, probabilmente diminuiremo il numero delle persone accompagnate e dovremmo capire come mantenere le distanze, anche se penso che con la bici sia più facile tenerle, ultimamente mi è anche venuto in mente di proporre al direttivo delle guide di usarle come rider, per aiutare quelle attività che quest’estate decideranno di fare take away, in una località piccola come la nostra non abbiamo le grandi società che fanno questo lavoro e, perché no, in questi momenti dobbiamo inventarci qualsiasi cosa, potrebbe essere una buona cosa e una novità. Penso che quest’estate dobbiamo usarla per sperimentare cose nuove e osare di più.

Qual è il sentimento più diffuso fra gli albergatori e le attività legate al turismo?
Ovviamente al momento c’è molto scetticismo, ne abbiamo parlato proprio la settimana scorsa in consiglio di amministrazione APT, di cui sono membro, ci sono stati presentati i risultati di un sondaggio fatto internamente e anche tramite newsletter dell’APT. Come dicevo c’è molto scetticismo soprattutto perché alla data odierna non sappiamo ancora quali sono i protocolli che bisognerà attuare e soprattutto quando si potrà partire. Detto questo, gli albergatori hanno la voglia di ripartire e ricominciare offrendo il meglio della nostra ospitalità, sono siamo consapevoli che ci sarà un calo, ma come abbiamo sempre fatto ci si rimboccherà le maniche e cercheremo di prendere tutto il meglio che arriverà.

[intervista di Marco Tagliaferri | foto: Val di Fassa, Enduro World Series]

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