Leatt DBX 5.0 Clip, il test delle scarpe da gravity

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Le scarpe in test fanno parte della nuova collezione Leatt DBX, frutto di test condotti nelle situazioni più estreme. Il risultato sono calzature MTB che promettono di unire comfort elevato, grande resistenza, grip ottimale e design attuale (qui la nostra anteprima). Il trait d’union tra i vari modelli è la mescola speciale RideGrip, resistente a lacerazioni e abrasioni.

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Come sono fatte

Lo shank – il rinforzo integrato nella suola – consente invece di assorbire gli impatti oltre a ottimizzare l’efficienza del carico sul pedale, per il massimo controllo di flessibilità e torsione. Nel nostro caso, lo shank è di durezza elevata, per assicurare la massima efficienza in pedalata.

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Altre caratteristiche degne di nota sono i canali di drenaggio per il fango incisi sul battistrada, portando a un’aderenza elevata tra scarpa e pedale, migliorando così presa e controllo in ogni condizione. Troviamo anche punte traspiranti per lasciare i piedi freschi e asciutti anche nelle giornate più calde, senza dimenticare il rivestimento interno anti-batterico, anti-odore e ad asciugatura rapida.

Ma quello che caratterizza le nostre DBX 5.0 Clip – così come le sorelle minori DBX 4.0 Clip – è l’ampia regolazione della tacchetta: ben 25 mm di cui 15 mm verso la parte posteriore della scarpa. Una taratura così estesa verso il retro contribuisce a ridurre la tensione sul tendine d’Achille, oltre a rendere pressoché perfette queste calzature per l’utilizzo enduro ma soprattutto gravity. Il modello in prova, rispetto a quello immediatamente inferiore, si distingue per la punta costruita in una speciale membrana traspirante e impermeabile 10K/10K, per un impiego nelle condizioni climatiche più estreme. Condividono invece il design, compreso il sistema Speed Lace e Cross Strap per un’allacciatura rapida e una calzata impeccabile.

Sono disponibili in misure comprese tra 38,5 e 47 (6-12 US, 5,5-11,5 UK, 24-30 cm), in colorazione Black, con un prezzo di 129,99 €.

First Ride

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Foto: Ivan Goller

A prima vista queste scarpe appaiono super robuste, in grado di offrire grande protezione e supporto ai biker anche nelle condizioni più estreme. Una volta indossate e regolata la calzata, si intuisce anche un’altra caratteristica fondamentale delle DBX 5.0 Clip: il comfort molto elevato per la categoria. La chicca, come anticipato, è l’ampissima gamma di regolazione delle tacchette, da primato (non mettiamo la mano sul fuoco…) nella categoria delle scarpe MTB per il mondo gravity/enduro. L’impostazione può non apparire semplice, ma la grafica stampata aiuta – non poco – nel trovare la collocazione ideale delle tacchette al di sotto delle scarpe, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla bella placchetta di supporto in metallo.

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Il nostro consiglio, soprattutto per chi piedi magri, è di usare calze di spessore medio, per evitare i fastidiosi adattamenti all’inizio: le ciocche, soprattutto sul tallone, sono in agguato! Niente di eclatante, perché la fase di rodaggio è realmente ridotta e si trova rapidamente il giusto serraggio sia del laccetto principale sia della fascia in velcro supplementare. Questo doppio sistema assicura saldamente le scarpe sui piedi del biker, senza compromettere il comfort della calzata, anche in lunghe giornate di riding.

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Abbiamo subito messo alla frusta le scarpe Leatt DBX 5.0 Clip in un evento di quattro giorni sulle Dolomiti – ne leggerete più avanti – su sentieri di ogni tipo, in salita ma soprattutto in discesa. Si sono comportate molto bene nella fase a pendenza negativa, offrendo tutto quello che serve al biker, a partire dalla protezione, anche e soprattutto su quelli tecnici, costellati di radici, sassi e rocce. In pedalata hanno mostrato un buon supporto, con un peso più che discreto per la categoria (562 g per singola scarpa, in misura 44, con tacchetta Time e spessore metallico montati).

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Per molti biker, sarà difficile trovare un modello capace di offrire supporto, protezione e ampia regolazione delle tacchette come queste DBX 5.0 Clip. Perché in discesa rilasciano tutto il loro potenziale, mettendo il rider completamente a suo agio, e quindi nella migliore condizione possibile per aggredire i trail più sfidanti.

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Foto: Ivan Goller

Conclusioni

Non siamo ancora in grado di pronunciarci sulla resistenza agli usi e abusi in ambito enduro e gravity, ma possiamo tranquillamente affermare che hanno mostrato una sorprendente robustezza oltre alla capacità di tenere realmente lontani sporco e umidità, con un buon equilibrio con la traspirazione.

Quello che non ci ha convinto è l’eccessiva lunghezza del sistema Speed Lace: il laccetto non è così semplice da riporre nell’apposita taschina elasticizzata in rete sulla linguetta imbottita. Il sistema Cross Strap ha invece bisogno di qualche giornata d’utilizzo per “sbloccarsi” e permettere così una chiusura rapida e facile.

Info: leatt.com

Leatt MTB 3.0 in versione firmata da Aaron Chase

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