Pubblicità
Home Outdoor Itinerari San Martino di Castrozza: il richiamo dell’alta quota
Pubblicità

San Martino di Castrozza: il richiamo dell’alta quota

0

C’è un luogo speciale dove il solo fatto di alzare lo sguardo al cielo regala emozioni senza eguali. Si tratta delle Pale di San Martino, cime incredibili da esplorare con casco e imbrago su celebri vie ferrate ma anche attraverso sentieri meno conosciuti, per scoprire il lato più selvaggio di questo angolo di Dolomiti

@Roberto De Pellegrin

Osservando le Pale di San Martino subito si nota una cosa: qui la natura ha dato il meglio. Difficile restare indifferenti di fronte a questo susseguirsi di guglie e pinnacoli, uno skyline che supera in bellezza e maestosità quello delle più grandi capitali mondiali, con quel pizzico di magia dato dai continui cambi di luce che durante il giorno regalano a questo gruppo montuoso, il più esteso delle Dolomiti, colori sempre nuovi, dal grigio chiaro al rosa, fino al rosso acceso dei tramonti.

 

San Martino di Castrozza, storica meta turistica

Nell’Ottocento queste vette furono meta esclusiva dei viaggiatori mitteleuropei, che ne restarono letteralmente stregati, mentre oggi sono tappa obbligata per gli amanti dell’outdoor, sempre a caccia di nuove avventure. Le attività praticabili in questa palestra a cielo aperto sono davvero molte, ma se si cercano emozioni forti la parola d’ordine è alta quota, e affrontare una ferrata è uno dei modi migliori per addentrarsi nell’anima di queste montagne. Lungo la via, mentre il sentiero si fa man mano più esposto e il corpo diventa un tutt’uno con la nuda roccia, il silenzio è interrotto solo dal proprio respiro, dal cuore che batte e dal rumore del moschettone che si aggancia e si sgancia dalle funi metalliche.

La ferrata diventa così metafora della vita, un momento in cui mettersi alla prova e trovare il giusto equilibrio tra paura e adrenalina, per superare le difficoltà e raggiungere la meta. L’emozione più grande arriva quando finalmente lo sguardo si posa sul 360 di cime dolomitiche che circonda ogni vetta, una visione che ripaga ogni fatica e che in questi casi ha un sapore speciale dato dal fatto di essersi guadagnati cotanta bellezza con impegno e tenacia, passo dopo passo.

@Park2Trek-Roberto De Pellegrin

Questo mix di emozioni dà quasi dipendenza e il desiderio, una volta tornati a casa, è quello di trovare al più presto l’occasione giusta per tornare in quota e raggiungere nuovi orizzonti. Sulle Pale di San Martino questa fame di avventura si placa facilmente: sono tantissime, infatti, le ferrate che si incontrano tra queste vette, tutte contraddistinte da panorami che lasciano il segno e che rendono ogni salita davvero memorabile.

Per avvicinarsi a questo mondo di roccia in modo soft è possibile affrontare il Palaronda Trek, un tour di più giorni di rifugio in rifugio che consente di esplorare in lungo e in largo l’Altopiano delle Pale, un tavoliere roccioso sospeso a oltre 2.500 metri di quota. Ma per chi desidera ripercorrere le orme dei pionieri dell’alpinismo e vivere un’esperienza a contatto con la montagna più vera, il must è il Palaronda Ferrata, un trekking avventuroso con percorsi che variano a seconda delle capacità dei partecipanti e del tempo a disposizione.

Si sa infatti che, ahi noi, il fattore tempo spesso detta legge e il Palaronda Ferrata, con le sue 6 differenti versioni, viene incontro ad ogni esigenza: si va dalle proposte Quick Tour, che prevedono due pernottamenti in rifugio, al Classic con 5 tappe, fino ad arrivare alla proposta più completa, il Palaronda Ferrata 360 Tour, per scoprire questo massiccio roccioso in otto giorni, alternando camminata e vie ferrate e trovando ristoro a fine giornata nella calda atmosfera dei rifugi delle Pale, luoghi magici da dove ammirare albe e tramonti spettacolari. Oltre al fattore tempo, quando si organizza un trekking di questo tipo un altro elemento essenziale è l’esperienza. Le vie ferrate richiedono un buon grado di allenamento e capacità di orientarsi in alta quota.

Ai partecipanti prima della partenza vengono date tutte le informazioni necessarie e la mappa completa del percorso, ma esiste anche la possibilità di essere affiancati in ogni passo dalle Aquile di San Martino, le storiche guide alpine di Primiero. Questa opzione è prevista per le uscite da 4, 6 e 8 giorni, per piccoli gruppi da un minimo di 2 fino ad un massimo di 4 persone (palarondatrek.com).

@Park2Trek-Roberto De Pellegrin

Il Palaronda Ferrata non è l’unica delle tante esperienze wild che possono essere organizzate su questo territorio. Un’altra chicca è il Park2Trek Dolomites. Non si tratta di una toccata e fuga, di un weekend e via: questo trekking rappresenta una vera e propria full immersion, 8 giorni nelle atmosfere di due parchi naturali, quello di Paneveggio Pale di San Martino e quello delle Dolomiti bellunesi, due aree conosciute tutto il mondo per la flora, la geologia e la maestosità delle foreste.

Siamo lungo la mitica Alta Via n.2 delle Dolomiti, nel tratto che corre lungo il confine tra Trentino e Veneto, quasi 80 km che da Feltre arrivano a collegare il Passo Valles con oltre 7.800 metri di dislivello positivo e 6.100 metri di dislivello negativo, interamente da vivere respirando l’aria sottile d’alta quota. Un’avventura unica da affrontare vivendo la magica atmosfera della sera nei rifugi alpini, densa di storie da ascoltare e di esperienze da condividere. Un viaggio attraverso due anime distinte, ma parte dello stesso magnifico scenario (sanmartino.com).

 

Palaronda Ferrata Classic

 

6 GIORNI – 5 NOTTI | 3.780 m. D+ | 3.595 m. D-

ll Palaronda Ferrata Classic è un’esperienza emozionante e divertente per scoprire il massiccio delle Pale di San Martino attraverso una rete di Ferrate e Sentieri attrezzati ben segnalati e in ottime condizioni.

@Salewa Get Vertical – Anton Brey

Questo trekking è rivolto agli amanti delle ferrate, persone quindi allenate e abituate a muoversi su sentieri attrezzati e percorsi esposti di media difficoltà. Il percorso è stato studiato in modo tale da coprire l’intera catena delle Pale di San Martino da nord a sud, con appoggio per il pernottamento presso i cinque Rifugi delle Pale.

 

GIORNO 1 | San Martino di Castrozza – Rifugio Pradidali

3 h | +1000 m | -165 m

Da San Martino di Castrozza si sale in quota nella suggestiva zona dell’Altopiano delle Pale servendosi degli impianti di risalita Colverde – Rosetta da dove, lungo i sentieri 702 e 715, si raggiunge il Rifugio Pradidali attraverso la bellissima Val di Roda in circa 2.30 ore.

Le Pale in un tramonto estivo – @Alessandro Gruzza

GIORNO 2 | Rifugio Pradidali – Rifugio Velo della Madonna

5 h | +430 m | -350 m

Dal Rifugio Pradidali due sono le strade alternative per raggiungere il Rifugio Velo della Madonna. La prima prevede di percorrere la via ferrata del Porton e del Velo, vie ferrate molto attrezzate e piuttosto esposte che attraversano ripide pareti e profonde valli (4.30 ore circa). La seconda alternativa è quella di percorrere il più semplice sentiero attrezzato Nico Gusela, con la possibilità di salire sulla Cima Val di Roda e raggiungere quindi il Rifugio Velo della Madonna attraverso la ferrata del Velo di difficoltà media (3.30 ore).

Rifugio Pradidali Palaronda trek – @Cristofoletti

GIORNO 3 | Rifugio Velo della Madonna – Rifugio Canali “Treviso”

5h | +300 m | -1100 m

Dal Rifugio Velo, attraverso il bellissimo sentiero attrezzato del Cacciatore che corre alla base della suggestiva parete del Sass Maor, attraversando ripidi pendii erbosi si scende in Val Pradidali da dove su facile sentiero immerso nel bosco si raggiunge il Rifugio Canali “Treviso” (5 ore).

@Salewa get vertical – Anton Brey

GIORNO 4 | Rifugio Canali “Treviso” – Rifugio Rosetta (SAT)

7 h | +1100 m | -100 m

Dal Rifugio Canali “Treviso”, lungo il sentiero 707, si raggiunge il Passo Canali e quindi l’orlo orientale dell’altopiano. Sempre lungo il sentiero 707 si arriva in prossimità del ghiacciaio Fradusta con la possibilità di salire alla Cima Fradusta (2939 m s.l.m.) in 1.30 ore e si giunge quindi al Rifugio Rosetta (SAT) in 6 ore circa. In serata dal Rifugio Rosetta (SAT) è possibile salire sulla Cima Rosetta per ammirare il tramonto.

Palaronda, Rifugio Rosetta – @Cristofoletti

GIORNO 5 | Rifugio Rosetta (SAT) – Rifugio Mulaz (CAI Venezia)

5h | +750 m | – 760 m

Dal rifugio Rosetta si segue il sentiero 703 “delle Farangole” fino al “pian dei Cantoni” (2300 m s.l.m.) passando a est del massiccio del Cimon della Pala (3184 m s.l.m.) e della cima Vezzana (3.192 m s.l.m.). Con alcuni tratti attrezzati si passa la Val delle Galline per proseguire, sempre in attraversata, sovrastando la val delle Comelle. Si incontra, quindi, la traccia che risale sulla sinistra la val Strutt fino al bivacco Brunner (2.750 m s.l.m.). Lasciata questa traccia si prosegue entrando nel circo della cima di Valgrande (3038 m s.l.m.) e passando sotto alla torcia di Valgrande si risale un ripido canale attrezzato che porta al passo delle Farangole (2.814 m s.l.m.) sovrastato a destra dal campanile del Focobon (2.969 m s.l.m.) e a sinistra dalla torre Viennese (2900 m s.l.m.). Dal passo si scende quindi lungo un sentiero attrezzato verso destra alla forcella Margherita (2.655 m s.l.m.) e da qui, in breve, si giunge al rifugio Mulaz (2.571 m s.l.m.).

@Salewa get vertical – Anton Brey

GIORNO 6 | Rifugio Mulaz (CAI Venezia) – San Martino di Castrozza

Dal rifugio Mulaz si risale al passo del Mulaz (2610 m s.l.m.). Poco prima del passo, con una facile salita di circa 45 minuti, è possibile raggiungere la cima del Mulaz (2.906 m s.l.m.), ottimo punto panoramico. Ritornati al passo, si scende verso la val Venegia lungo il sentiero 710 “Quinto Scalet”, sovrastato dal campanile di Valgrande (2.995 m s.l.m.), dalla cima di Valgrande (3.038 m s.l.m.) e dalla cima dei Bureloni (3.130 m s.l.m.), e si arriva al campigol della Vezzana, sotto all’omonima cima e alle sorgenti del Travignolo. Da qui si risale verso la baita Segantini (2.170 m s.l.m.) dove è possibile scendere al passo Rolle con il servizio navetta e a San Martino di Castrozza con servizio pubblico.

(Quote a partire da 330,00 euro)

Salewa get vertical by Anton Brey

Il nostro: Palaronda Ferrata 2021

Vie Ferrate Trentino? Dolomiti Palaronda Ferrata

 

Il nostro Park2Trek 2020

Park2Trek Dolomites Trekking. CAP 1

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Pubblicità