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Shimano e i suoi primi cento anni di storia

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Shimano e i suoi primi cento anni di storia
Shimano 600 shifters

Il mondo della bicicletta è un’industria globale che non ha confini. La bicicletta ha “sfruttato” il suo veicolo principale, ovvero il ciclismo, per varcare i confini e diventare un’ambizione e una prospettiva per il futuro. La bicicletta è perpetua. Shimano è una di quelle aziende che hanno il merito di aver fatto grande l’universo della bici e di aver reso il mezzo meccanico moderno e fruibile dalle diverse tipologie di utenza. Osaka, Giappone, Febbraio 1921 la nascita di un mito dell’industria ciclistica.

Shimano e i suoi primi cento anni di storia
Il pignone con la ruota libera, la prima produzione di Shimano

I 100 anni di Shimano

Shimano Iron Works, questo è il nome originale dell’azienda. Shimano Iron Works nasce nel 1921 nella cittadina di Sakai, per mano di Shozaburo Shimano. La produzione dei componenti per la bicicletta ha inizio nel 1922.

Le origini

Shimano nasce nella nella zona industriale Higashi Minato, quartiere della cittadina di Sakai e grazie a Shozaburo Shimano (all’epoca ventisei anni di età). Una piccola fabbrica di 40 metri per la lavorazione del ferro. La produzione dei primi componenti specifici per la bicicletta risale al 1922, con un sistema per il pignone singolo e la ruota libera dentata. L’azienda si espande in fretta, nonostante i venti di guerra e il lungo conflitto mondiale, ma non cambia mai il nome, quasi a sancire un percorso e un progetto di crescita con le origini ben radicate nel DNA. Shozaburo Shimano mantiene la carica di presidente e nel 1951 l’azienda inizia ad avere i contorni del colosso industriale. Shimano Iron Works diventa Shimano Industrial Co. Ltd. Del gruppo fa parte anche la branchia Shimano Bicycle Company.

100 anni shimano
Un cambio Shimano 600, prima versione

Un’azienda con un capofamiglia e la nascita della divisione Shimano Fishing

Nel 1958, il figlio, Shozo Shimano assume la carica di presidente. Nel 1965 la visione di Shimano, quella di sconfinare fuori dal territorio giapponese, prende forma e nasce la Shimano American Corporation, con sede a New York. L’ampliamento è inarrestabile e vede una differenziazione dei siti produttivi e di gestione del mercato. L’azienda, oltre al Giappone, mette le radici nel continente asiatico, in America e anche in Europa, con la nascita di Shimano Europe nella Germania ovest (1972).

Prima ancora però, nel 1970, nasce la divisione Fishing, quella che vede come simbolo i sistemi per le canne da pesca, parte di un progetto che vuole le attività outdoor e sportive come uno dei beni primari a favore dell’umanità. Torniamo a scrivere di biciclette e con un salto temporale andiamo al 1973, quando fa il suo ingresso la prima versione del Dura-Ace (nel 1976 arriva la versione a 10 track).

Si inizia a parlare di aerodinamica applicata alla bicicletta

Nel 1980 si parla per la prima volta di concetti aerodinamici applicati ai componenti che fatto parte della bicicletta. Prende forma la versione AX7300 del Dura-Ace, presentata alla fiera di Colonia (Germania). Si parla e si scrive di “efficienza” e di come ogni piccolo dettaglio, unito ad altri, possa fare una grande differenza. Un concetto più che mai moderno e ripreso anche in epoca molto recente. Siamo di fronte ad un cambiamento radicale: l’azienda non solo un sito produttivo, ma uno strumento di ricerca ed evoluzione per il settore.

Shimano Dura Ace AX 7200

Performance per tutti e la MTB

  • Nel 1982 viene prodotto il primo sistema Shimano 105, con un approccio visionario (per l’epoca): ovvero, rendere alla portata di tutti una trasmissione con prestazioni tecniche di alto livello e ad un prezzo contenuto. Il core concept che porta con se ancora oggi la trasmissione 105.
  • Contemporaneamente nasce la trasmissione Deore XT, specifica per l’off road.
  • Nel 1987 prende forma la piattaforma Shimano Ultegra 600, son sistema SIS a sette velocità e l’anno dopo,
  • nel 1988, Andy Hampsten vince il Giro d’Italia con la trasmissione Dura-Ace.

 

L’integrazione della componentistica ha inizio nel 1989

Al pari dell’aerodinamica troviamo l’integrazione. La identifichiamo nello scorrimento dei cavi e delle guaine all’interno delle tubazioni, oppure in un manubrio che è unito in maniera indissolubile allo stem. Per noi è normale cambiare il rapporto della catena sul plateau anteriore, oppure sui pignoni posteriori e frenare al tempo stesso. Eppure, questa soluzione tecnica ha dato il via ad un enorme cambiamento. Nel 1989 nasce il primo sistema integrato STI (Shimano Total Integration): il blocco della leva del freno integra il meccanismo che aziona la trasmissione. L’utente cambia e frena senza togliere le mani dal manubrio. E per gli amanti dell’off road racing, nel 1991 nasce lo Shimano XTR. È un’evoluzione della piattaforma XT, è specifica per le competizioni e per un utilizzo professionale.

storia 100 anni shimano
Le leve con sistema STI

Oltre la catena

Nel 1990 vengono prodotte le prime scarpe che portano il logo Shimano. Si va oltre la meccanica delle bicicletta e attraverso l’equipaggiamento del ciclista si affronta una sorta di macro-tema, complicato e davvero ampio, che vede l’efficienza della pedalata al centro dell’intero sistema e del binomio bici/atleta. Tra il 1999 e il 2000 vengono prodotte le ruote Shimano, road e MTB. Il colosso Shimano assume dei contorni globali, con sedi in tutti i continenti e una capacità produttiva impressionante in termini di numeri e che tocca tutte le categorie e fasce di mercato. Manca ancora un tassello, quello del segmento tessile. Arriva nel 2008, con l’ingresso di Pearl Izumi nella sfera di Shimano Corporation.

100 anni shimano
Questo è un’estratto dello studio che ha riguardato il sistema Biopace con le corone “ovali”.

L’elettronica

Nel 2009 viene introdotto nel mercato il cambio elettronico Dura-Ace 9700 Di2 (Digital Integrated Intelligence) e l’anno successivo l’elettronica da vita a Steps, i primi componenti che si riferiscono ad un mondo tutto nuovo: quello delle biciclette con supporto alla pedalata. L’era delle e-bike ha ufficialmente inizio.

Passato, presente e futuro

In epoca moderna spesso, troppo spesso, ci dimentichiamo le nostre origini, la storia e quelle radici che dovrebbero sempre avere una sorta di VIP ticket e di corsia preferenziale. I ricordi sono i mattoni delle fondamenta e di tanto in tanto, uno sguardo ai quei mattoni ci permette di dare forma alle nuove idee per il futuro. È così anche per le grandi aziende che hanno tracciato il percorso di crescita dell’industria e che, con il passare del tempo sono diventate un punto di riferimento ed icone, non solo nei settori merceologici dove concentrano il loro business.

Un nome accostato a una categoria

Così come lo vediamo oggi, il marchio Shimano va oltre i confini di quello che è l’universo ciclistico. Se provate a chiedere ad una qualsiasi persona, che non ha minimamente idea di cosa sia una bicicletta e cosa è il ciclismo, facendo il nome di Shimano, questa stessa persona saprà rispondere, accostando Shimano alla bicicletta.

Permetteteci una considerazione che nasce dalla nostra smisurata passione per il ciclismo, per la bicicletta e per la sua tecnica, ma anche per la tecnologia che proprio la bici porta con sé. È vero, Shimano non è un’azienda italiana ed è pur vero che i popoli latini (italiani e spagnoli su tutti) hanno sempre dimostrato una sorta di esterofilia. Questa “volontà” di promuovere i prodotti che arrivano dall’estero, non di rado, collima con la richiesta di affidabilità da parte dell’utente.

Shimano è un brand che è entrato a far parte della nostra cultura ciclistica, simbolo di precisione, di ordine, di affidabilità e di sostanza, qualità spesso sacrificate (troppo) a favore del design e della gratificazione estetica. Shimano ha messo “tutti” sulla bicicletta, ha avuto il merito (e l’onere) e lo ha tutt’ora, di aver reso “la bicicletta con il cambio” uno strumento alla portata di tutti, dai bambini, fino ad arrivare agli adulti”.

1991, la prima trasmissione XTR
Essere un competitor di riferimento è uno stimolo anche per gli altri

Un global brand come Shimano non ha bisogno dei nostri scritti e delle nostre parole per sancire una posizione che è già ben chiara a tutti i livelli, per le aziende con le quali collabora e per il praticante/cliente. Però, un anniversario come questo, merita di essere ricordato, riportato e in qualche modo approfondito.

Il marchio giapponese ha il grosso merito di essere un marchio leader. Nel corso di tanti anni di storia del ciclismo (e della tecnica del mezzo meccanico) ha portato a migliorare ed evolvere le stesse aziende che si propongono come competitors. Questo fattore è evidente a tutti.

Shimano Dura Ace EX 7200
Behind the scenes

Eppure dietro le quinte c’è molto di più. In terra nipponica l’azienda sviluppa e collabora con il supporto delle università e degli universitari, che spesso fanno un passaggio diretto dagli studi ad un impiego effettivo. Un modus operandi che è stato ripreso anche per la filiale europea, che nel 2017 ha trasferito la sede all’interno dell’High Tech Campus di Eindhoven, ovvero dentro il polo universitario.

Just In Time e l’universo lavorativo

I giapponesi in genere hanno introdotto un modo diverso di organizzare il lavoro e la produzione. In alcune pubblicazioni accademiche prende il nome di Toyotismo (lo trovate anche su Wikipedia) ed ha ottimizzato (e migliorato) la concept della produzione su vasta scala (Henry Ford). Si chiama Just-in-Time. La produzione non si basa sull’offerta, ma sulla domanda. (e questa potrebbe “anche” essere interpretata come una risposta ai recenti problemi di approvvigionamento di biciclette e componenti).

Organizzazione e programmazione, nel lavoro e nello sport, anche questo è un tema di attualità. È complicato dare un numero preciso di quanti posti di lavoro ha generato e genera questa azienda. Non dobbiamo dimenticare l’indotto: Shimano è presente ovunque (non ufficialmente in Africa con un distaccamento proprio, ma è presente in Turchia). E ora il “green business”, in fermento grazie ai concetti della “nuova mobilità” non fanno altro che creare ulteriori opportunità.

Una parte del team di assistenza neutrale Shimano in Italia. Da quest’anno il marchio nipponico sarà Official Technical Support anche del TDF.

Andare oltre

Se ci limitiamo ad osservare Shimano con gli occhi dell’appassionato di ciclismo, vediamo un’azienda che “è sempre sul pezzo”. Il suo obiettivo principale non è arrivare prima degli altri, ma arrivarci senza se e senza ma, con margini di errore molto ridotti. Non dobbiamo mai dimenticare che viviamo in una società “fondata sulla mass production non è cosa semplice da gestire”. Se osserviamo questa azienda con un occhio imprenditoriale, vediamo un marchio che ha “differenziato il proprio business” senza mai perdere di vista il “core business”, dando la possibilità a tutti di essere partecipi di un processo evolutivo generalizzato.

A cura della redazione tecnica, immagini courtesy Shimano

shimano.com

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