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TOR330 – Tor des Géants, Zhao e Hartmuth sono da record

di - 16/09/2026

Tor330 photo credits Stefano Coletta - Zzam Agency
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TOR330 – Tor des Géants riscrive la sua storia con due nuovi record pazzeschi. Courmayeur ha accolto il vincitore Jiaju Zhao nel silenzio delle 3.55, quando il cinese ha chiuso il TOR330 in 65h55’22″, cancellando il record di Victor Richard e aprendo una pagina nuova nella storia della gara.

Con Zhao primo podio alla Cina!

Non era mai successo che un atleta cinese salisse sul podio, e tantomeno che vincesse: Zhao è il primo non europeo a prendersi il Tor, e lo fa con una corsa che non ha mai perso direzione, né ritmo, né intenzione.

La gara di Zhao: una progressione senza esitazioni

Partito sabato alle 10, Zhao ha preso la testa già a La Thuile, ha attraversato la prima notte senza dormire e ha costruito un vantaggio che ha oscillato ma non si è mai spezzato. Schindler ha provato a rientrare più volte, soprattutto tra Pontboset e il Colle della Vecchia, quando il distacco era sceso sotto la mezz’ora. La scelta di Zhao di dormire solo a Gressoney ha trasformato la seconda parte della corsa in una resistenza lucida, fatta di gestione e di una forza mentale che lui stesso ha rivendicato all’arrivo, raccontando quel momento in cui l’anima sembra uscire dal corpo e la gara diventa una questione di volontà più che di gambe.

Schindler: una strategia diversa, un risultato di valore

Jonathan Schindler è arrivato un’ora dopo, alle 4.55, con un tempo che entra comunque nella top five di sempre. Ha corso con una strategia più attenta al recupero, convinto che la freschezza potesse fare la differenza nella terza notte. Ha trovato pubblico ovunque, ha trovato energia, ma non ha trovato il varco per chiudere il gap. La sua è stata una prova solida, coerente, che conferma la qualità del movimento svizzero sulle lunghissime distanze.

Katharina Hartmuth, vittoria a suon di record

Katharina Hartmuth ha trasformato il TOR330 in una vicenda molto personale… Terza assoluta in 67h10’09″, prima donna con un record che non è un semplice miglioramento: è una demolizione.

Tor330 photo credits Stefano Coletta - Zzam Agency

12 ore sotto al record precedente

Dodici ore in meno rispetto al suo tempo del 2024, e soprattutto un podio generale che nessuna atleta aveva mai raggiunto in sedici edizioni. Ha corso sempre a vista dei primi due, con appena quindici minuti di sonno in tre giorni, gestendo una seconda giornata complicata dai piedi e dalle vesciche, ma mantenendo una continuità di passo che ha reso evidente la sua maturità agonistica.

Un’edizione che amplia il concetto di resistenza

Il TOR330 si conferma un luogo dove la resistenza diventa narrazione a dir poco epica. Dove la gestione del sonno, del dolore e delle notti in quota costruisce distanze che non sono solo chilometriche, ma ispirazionali. Zhao e Hartmuth hanno riscritto la storia della corsa, ognuno facendo la propria gara, e Courmayeur ha assistito a una delle edizioni più dense degli ultimi anni, in cui la geografia del trail mondiale si è allargata ancora un po’, dimostrando che le armi narrative di questo sport vanno ben oltre la performance.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”