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UTLAC 60, la gara di Piergiorgio

di - 03/06/2026

UTLAC Petruzzellis
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“UTLAC, ovvero…9 maggio, 4.30 di mattina, la sveglia suona, il vest è già carico: acqua, gel, un antivento, una frontale — non si sa mai — e all’ultimo aggiungo un piumino leggero. In casa non si muove una foglia, faccio colazione al buio, controllo sul telefono se c’è una bicicletta disponibile e ripasso mentalmente il percorso, alle 5.05 esco di casa, trovo una bicicletta proprio fuori dal portone, la sblocco col QRcode (W la tecnologia!) e parto.”

UTLAC Petruzzellis

Nella foto sopra, il treno per Locarno delle 5:43 del mattino, l’avventura di Piergiorgio nella UTLAC60 sarebbe iniziata da lì a qualche ora.

“Così inizia il mio UTLAC60: 8 km in bici fino in stazione, un treno da Milano a Como, il tempo di ritirare il numero e alle 7.00 si parte per questa avventura. Dopo la pioggia che si è abbattuta sui concorrenti della 250 km a Como l’aria è limpida e la temperatura perfetta, saluto Daniele che mi ha accompagnato gentilmente fino qui e mi butto in griglia di partenza.”

UTLAC Petruzzellis
Piergiorgio, appena dopo il traguardo, stoppa il Garmin che gli ha tenuto fedelmente compagnia e traccia della gara per ben 10 ore, 51 minuti e 52 secondi.

UTLAC60, i miei numeri…

  • 62,5 km
  • 3.885 m D+
  • 10h 51′ 52″
  • Passo medio 10’26″/km
  • 50 g di carboidrati/ora
  • 1 paio di scarpe – La Sportiva Prodigio 2
UTLAC Petruzzellis

Sono passate da pochi minuti le 7 del mattino, aria freddina, spirito altissimo…Piergiorgio ruba uno scatto in griglia poco prima della partenza.

Il Triangolo Lariano

“Via, ci aspettano 60 km e buona parte delle cime del triangolo Lariano. Il tempo di realizzare che sei partito e già inizia la salita per Brunate. Inevitabile qualche intoppo sugli stretti scalini del Sentiero Alda Merini: bisognerà tornarci con più calma per leggere le targhe della poetessa. Per ora ho gli occhiali appannati, il cuore che spinge e troppe gambe intorno alle mie.”

“Dopo Brunate la strada si fa più larga e la pendenza più dolce, il tracciato abbandona di tanto in tanto la carrozzabile per spingerci sulle cime di Bolletto e Bollettone dove il panorama si apre: da una parte la pianura Padana, dall’altra le Grigne.”

“Si procede spediti, alternando corsa e camminata veloce. Le gambe rispondono, sto rispettando il passo medio che mi ero prefissato, mangio regolare, tutto fila come da programma — faccio finta di dimenticarmi dell’ultima salita.”

Mentre il Lago sonnecchia poco più in basso, il dislivello inizia a farsi sentire, ma che spettacolo il lago di Como da quassù!

Piani del Tivano

“Piani del Tivano una breve sosta prima di affrontare la salita per la cima di Monte San Primo. Si sale lungo la ripidissima cresta, un passo dopo l’altro seguendo le impronte sul prato di chi è passato prima. Da un certo punto in poi si vede la vetta, non si arriva mai, bisogna stringere i denti, buona parte della fatica è fatta.”

UTLAC Petruzzellis

UTLAC va vissuta e non raccontata. Esattamente come ha fatto Piergiorgio. 60 chilometri di emozioni e la soddisfazione di arrivare al traguardo dopo una giornata intera su e giù per le montagne attorno al lago di Como

Rifugio Martina

“Discesa tecnica e viscida fino al rifugio Martina e poi via in un bosco bellissimo che a tratti si apre lasciandoci vedere il fondo del lago e le montagne della Svizzera. Dopo una discesa infinita dove vengono confermate le mie scarse doti di discesista, si sbuca finalmente su asfalto. Civenna è il prossimo obiettivo: bramo il ristoro, che è anche base vita per chi sta correndo le distanze più lunghe. All’ingresso del paese una bambina ci accoglie con una scatola di biscotti e caramelle. Il pre-ristoro più bello della mia vita.”

UTLAC Petruzzellis

La parte più bella, ovvero…Nelle gare di trail capita spesso di trovare lungo il percorso altri concorrenti con cui si condividono panorami incredibili, a volte momenti di fatica e tante sane chiacchiere di paese…

E poi…

“Dopo Civenna inizia un tratto per me del tutto sconosciuto. So che si sale, ma senza riferimenti la stanchezza pesa il doppio. La salita è discontinua, non riesco a trovare il ritmo. Siamo sempre nel bosco, attraversando minuscoli alpeggi e case isolate di cui non avrei mai immaginato l’esistenza.”

Discesa fino a Valbrona, penultimo ristoro, manca l’ultima salita poi è fatta, sono in linea coi tempi e mi faccio prendere dall’ansia di ripartire, col senno di poi qualche minuto di riposo sarebbe servito.

Due momenti della stessa salita. Nella foto di sx impegnato a testa bassa a far girare i metri di dislivello del suo Garmin, in quella di dx la soddisfazione di arrivare in cima.

Rifugio SEV

La salita fino al rifugio SEV è veramente dura, sapendo cosa mi aspetta fa anche più paura, ma in un modo o nell’altro in cima si arriva. Arraffo della fantastica mortadella a contrastare i 10 gel che ho ingollato fino ad ora e mi tuffo in discesa, mi sono tuffato anche nel fango, ma questa è un’altra storia.

UTLAC Petruzzellis

Un altro degli scatti di Piergiorgio in gara, che immortala uno dei concorrenti, pochi metri davanti a lui.

Malgrate e traguardo

“Malgrate, ultima passerella sulle rive del lago, dei ragazzini si tuffano dal molo, coppiette ben vestite passeggiano e noi corricchiamo sudati e sporchi verso il traguardo.”

“Attraverso il ponte sull’Adda che mi sembro Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi, evito di cadere a 200 mt dall’arrivo dopo aver inciampato in una transenna e mi faccio mettere al collo una meritata medaglia. Alla fine di tutto, non mi resta che dire grazie UTLAC, una bellissima giornata e un’organizzazione impeccabile.”

Ancora alcuni scatti di Piergiorgio dall’alto. Protagonista indiscusso di tutta la gara il lago di Como, che si è lasciato ammirare da angoli sempre diversi.

UTLAC Petruzzellis

Alcuni appunti sparsi

“Il vero protagonista di questa storia è il Lago di Como. Una storia che inizia nell’era quaternaria, quando il grande ghiacciaio dell’Adda si mette in testa di scavare, modellare e riempire d’acqua uno dei laghi più belli del mondo. UTLAC celebra tutta questa bellezza con cinque distanze diverse, per permettere davvero a tutti di attraversare boschi e creste meravigliose e di portarsi a casa panorami che restano dentro.”

“Tra le cinque opzioni disponibili, usando il cervello per una volta nella vita, ho scelto la 60 km. Organizzazione senza sbavature, sito ricco di informazioni e panorami da cartolina per tutta la durata della gara.”

La piena soddisfazione di Piergirogio pochi minuti dopo il suo arrivo nel centro di Lecco. Oltre 10 ore di gara con ai piedi le La Sportiva Prodigio 2, che gli hanno dato ottime sensazioni.

La Sportiva Prodigio 2

“Per non farla troppo facile, ho corso l’intera gara con ai piedi le La Sportiva Prodigio 2 — scarpe indossate per la prima volta prima di partire, che mi hanno accompagnato per 11 ore senza il minimo problema e consigliate anche a chi, come me, le vuole indossare per la prima volta il giorno di una gara...Ma voi non fatelo!)

“La mattina dell’UTLAC 60 ho tirato fuori dalla scatola le La Sportiva Prodigio 2 per la prima volta. Nessun rodaggio, nessun test, nessuna scusa ragionevole. Solo la fiducia — un po’ incosciente, lo ammetto — che avrebbero fatto il loro lavoro.”

“Sentieri viscidi dopo la pioggia, creste ripide, discese tecniche nel fango, boschi del triangolo Lariano da Como a Lecco: le Prodigio 2 hanno attraversato tutto questo senza una sbavatura. Nessuna vescica, nessun cedimento, nessun momento in cui i miei piedi abbiano rimpianto la scelta.”

“Quando, dopo quasi 11 ore di corsa, ho attraversato il ponte sull’Adda verso il traguardo di Lecco, le gambe erano a pezzi — le scarpe, no.”

Foto finale non poteva che essre quella dell’ultimo metro prima del traguardo. Per Piergiorgio un’altra esperienza vissuta in diretta e per noi di 4running un’altra avventura da raccontare a tutti voi.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”