Bruno Martini passa a RRD

4 chiacchiere con Bruno Martini sulla sua stagione e il suo ritorno nel team RRD.

26/11/2016
scritto da Fabio Calò

Bruno Martini, local di Torbole sul Garda, ha solamente 23 anni ed è stato uno dei talenti emergenti che si è fatto più notare quest’anno nella stagione PWA Slalom. Diverse volte ha dato qualche zampata importante finendo in finale e ha concluso l’ultima tappa della stagione, quella di Sylt in Germania, con un solido 6° posto con cui ha dimostrato di essere pronto ad entrare nelle posizioni che contano. Il 2016 Bruno lo ha chiuso in 23° posizione, subito alle spalle di un’altro giovane italiano, Malte Reuscher.
Fisico possente, determinato e super veloce. E da pochi giorni è entrato nuovamente nel team RRD. Lo abbiamo raggiunto a Malcesine, dove attualmente vive e si allena con i suoi nuovi X-Fire LTD, per fargli qualche domanda.

Bruno, come è andata la tua stagione agonistica 2016?
Sono contento della mia stagione 2016, non sono mancate delusione e soddisfazioni, ma soprattutto é stata una stagione dove sono riuscito a migliorare molto, sia tecnicamente sia mentalmente, che ad alti livelli è una cosa fondamentale.

A soli 23 anni hai iniziato a dare qualche zampata importante nelle posizioni che contano in gara. Cosa ti manca per essere più consistente?
Sicuramente una cosa fondamentale che secondo me sovrasta pure l’esperienza è la testa, queste due combinazioni vanno a braccetto, cioè con maggiore esperienza riesci a placare la mente ed essere più sicuro di te stesso. Ma sicuramente la testa sovrasta tutto, quindi la differenza è principalmente sulla testa, soprattutto quando si vanno ad affrontare gare lunghe di alto livello. Riuscire a stare concentrato come il primo giorno di regata anche quando si é cotti da una settimana passata a regatare.

È risaputo che sei uno dei rider più veloci del circuito, lo puoi confermare?
Bhe ho sentito dire in giro che molti già mi affermano il più veloce del tour pure. Quello che penso io è che le condizioni cambiano, ma non quelle in acqua, cambiano le condizioni personali dentro di me. Essendo io una persona emotiva, questo può darmi dei vantaggi o degli svantaggi, quando mi sento bene e sono carico vi posso confermare che mi ritengo il più veloce.

Come hai vissuto la stagione al fianco di Matteo Iachino e la sua vittoria?
Tra me e Matteo é stato una bella stagione, ovviamente non solo per la vittoria ma anche perché abbiamo imparato a conoscerci più a fondo l’uno con l’altro fin dagli allenamenti invernali. Non nego che a volte c’é stata dell’invidia o paura reciproca, ma é stata solo d’aiuto a spingere ancora di più. Io devo molto a Matteo perché é l’unico atleta in acqua che é riuscito stimolarmi al massimo.

Parliamo ora del tuo passaggio a RRD, o meglio… del tuo ritorno…?
RRD è una grande azienda dove ho trovato un’accoglienza di famiglia, ho sempre avuto un buon rapporto. Sinceramente non c’é tanto da dire ho provato le tavole e andavano bene.

Che modelli di X-Fire utilizzerai e con quale abbinamento di vele?
Userò il 129 con la 9.2 e 8.6; il 114 con 8.6 e 7.8 e il 98 con 7.1/6.2/5.6.

Hai notato delle differenze tra l’iSonic e l’X-Fire?
No non ho notato grandi differenze, sono delle tavole facili, veloci e strambano bene! Consiglio a tutti le nuove RRD.

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?
Sinceramente nella mia mente non mi impongo più obbiettivi stagionali, preferisco andare alla gare e vincere una prova dopo l’altra, dope di che a fine stagione si vedrà il risultato.

Andrai ad allenarti a Tenerife o altrove quest’inverno?
Questo anno tutto il black team ha intenzione di allenarsi a Lanzarote per diversificare l’allenamento rispetto a tutti gli altri, faremo 6 settimane full power.

Ultima domanda… fino a quando pensi di uscire con la muta a maniche corte al Garda?
Fino a quando ce la farò, comunque non e ancora freddo per battere i denti diciamo.

FOTO Andrea Mochen, Tommy Della Frana

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