Introdurre intelligenza, minimizzare i compromessi

La tecnologia è tutto quello che vediamo, facciamo e immaginiamo: difficile pensare ad un futuro senza tecnologia. Minimizzare i compromessi e sfruttare la performance massimo è l’obiettivo finale.

11/06/2018
scritto da Alberto Fossati

La tecnologia è in tutto quello che vediamo e che facciamo, in tutte le cose che utiliziamo: difficile pensare ad un domani senza progresso tecnologico, anche nel ciclismo. Con riferimento specifico alla bicicletta, il mezzo meccanico, tutti i suoi componenti e più in generale l’intera categoria, sono al centro di ricerche e sviluppi che vanno ben oltre l’immaginario collettivo. Quello che l’utente vede è solo il risultato di un processo che coinvolge differenti settori, direttamente interessati al bici, oppure che forniscono intelligenza, conoscenza e materiali per il development.

Si parla di elettronica, di idraulica, di applicazione delle fibre composite, senza dimenticare tutto quello che riguarda lo studio in fatto di design e aerodinamica. In un certo senso ci piace definire la categoria della bicicletta, non solo un cantiere aperto ma una sorta di start-up che da poco ha festeggiato (in modo ufficiale) i 200 anni di età. La costruzione di una bici, significa anche osare, andare contro corrente, proporre qualcosa di nuovo che possa avere un senso oppure: talvolta l’importante è, averlo pensato e fatto per primi. La prima bici con l’ammortizzatore posteriore attivo, che è parte integrata nella bici e parte integrante, fondamentale nella ricerca della performance?

Si, tutti hanno presente la Pinarello K10s, utilizzata nella campagna delle pietre (Fiandre e Roubaix) in Belgio ma forse non tutti sanno che, questa tecnologia prende vita in Italia. La sospensione di cui parliamo nasce nei laboratori di HiRide (ESAS, acronimo di Endurance Smart Adaptive Suspension), azienda che fa parte di E-Novia con sede a Milano, un pool di start-up che sviluppano tecnologia nei settori dell’automotive in genere, della robotica, dello sport e tanti altri. HiRide ha il merito di aver creato e fornito alla bicicletta la prima sospensione attiva, con anima elettronica. In cosa consiste e come funziona: il pacchetto (il medesimo presente sulla Pinarello K10s e disc) HiRide comprende una sospensione posteriore con corsa di 1,1cm, con elastomero, gestita elettronicamente da un cervello e al tempo stesso battery-pack, oltre ad una centralina che sul frame Pinarello è posizionata sulla tubazione obliqua.

La sospensione è adattiva e personalizzabile, si aziona in modo automatico quando riconosce un terreno smosso e in tutte quelle situazioni dove lo smorzamento diventa fondamentale per garantire una performance. Configurabile con un gps Garmin, tramite IQ Connect, il device stesso supporta una schermata studiata per gestire la sospensione su tre funzioni: Tourism, Racing e manuale, ognuna con le sue caratteristiche. L’impiego della sospensione ESAS obbliga il costruttore a studiare una piattaforma del telaio apposita, per design e impiego dei materiali.

L’OBIETTIVO: il risultato finale ha il concept di offrire un mezzo performante, su cui il comfort diventa una conseguenza, da cui ovviamente si può e si deve trarre beneficio. Il ciclista può continuare a pedalare anche in condizioni difficili, sul pavè, su un terreno come le strade bianche, su asfalti malmessi, con una bicicletta che minimizza gli effetti dei saltellamenti grazie ad un grip maggiore rispetto ad una bici totalmente rigida. Questo si traduce in un’azione più equilibrata e costante, dove le variazioni muscolari non sono così negative rispetto all’utilizzo di una bici con carro rigido. E quando la strada è in buone condizioni? La sospensione rimane bloccata e l’atleta non disperde energie.

SE NON PROVI NON CI CREDI: ad oggi la tecnologia ESAS è dedicata al segmento endurance ma nessuno immagina quali possono essere gli sviluppi in futuro, immaginare questa soluzione nel segmento top level, su bici super leggere, non è per nulla utopia. Gravel? Mtb? Assolutamente si, perché se nel secondo caso è facile accostare i due prodotti, il gravel è un universo nuovo ma molto aperto alle innovazioni e su cui molti produttori puntano forte. Se non si prova e non si tocca con mano è difficile immaginare, quanto la sospensione posteriore, che comunque ha una corsa limitata, possa diventare uno strumento utile e favorevole alla pedalata, alla prestazione atletica. Il pacchetto ESAS, così come lo abbiamo approcciato noi ( in attesa di un vero test a lungo termine), ha un peso inferiore ai 400 grammi: facile immaginare una bici dalle performances elevate, di poco al di sopra dei 7 kg. La sospensione posteriore può aumentare la resa dei freno a disco, delle gomme e delle ruote? Secondo noi si, proprio come succede nel mondo delle due ruote in genere.

Il sito ufficiale? eccolo

hiride.bike

 

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