Perché usare un casco da bici dotato di MIPS

Mips è la società leader nel settore della protezione e sicurezza, strettamente legata ai caschi da bici di con elevati standard di sicurezza.

17/04/2019
scritto da Alberto Fossati

Oggi molti appassionati ciclisti identificano un prodotto, un casco di qualità proprio grazie a Mips. Mips è un’azienda svedese leader nel settore della protezione e sicurezza, un brand che collabora attivamente con l’università di Stoccolma per la ricerca continua di nuove e innovative soluzioni in termini di safety program (non solo nello sport, non solo nel ciclismo ma anche in tutte quelle attività legate al mondo del lavoro, militare etc.). Non solo, Mips è impegnata attivamente nello studio delle conseguenze che possono avere gli impatti sul cervello dell’uomo, dei danni celebrali e del valore che ha un sistema di protezione.

Questa immagine mostra uno strumento utilizzato per la valutazione del protocollo Mips ma anche degli effetti che possono avere gli impatti.

Nel mese di Settembre 2018 abbiamo avuto l’opportunità di visitare Mips, la sede di Stoccolma e poter toccare con mano quello che dietro ad un simbolo che è diventato una sorta di icona in fatto di prevenzione e protezione. Un simbolo, un bollino giallo applicato sui caschi che è sinonimo di qualità.

Bollé e Mips, uno sguardo alla sicurezza

Indossare il casco oggi, quando si pedala, non è più solo una pratica che ha il compito di proteggere la testa e il suo contenuto. Il casco è diventato uno strumento d’immagine, che completa la dotazione del ciclista: i caschi moderni hanno delle belle forme, sono gradevoli e gratificanti, hanno un peso leggero e in molti casi, una volta indossati, diventano quasi impercettibili. Nel corso degli anni i caschi si sono evoluti, abbinando le forme all’efficienza, senza dimenticare il comfort, sempre con l’obiettivo primario di proteggere. Le aziende hanno investito ingenti risorse nella ricerca e sviluppo, sono nate leggi e normative che regolano la costruzione dei caschi e l’impiego dei materiali. Sono nati dei marchi che hanno come core aziendale la costruzione di sistemi di sicurezza da applicare al casco e che offre un valido aiuto allo sviluppo del prodotto finito.

Nella sede di Stoccolma e grazie all’università si eseguono in modo costante delle prove e dei test sugli effetti negativi che possono avere gli impatti sul cervello. E’ valutata inoltre, la natura degli impatti stessi.

È il caso di Mips, un protocollo che ha stravolto i concetti di sicurezza, protezione ed effetti negativi che possono avere sul cervello. Non solo il risultato di un colpo negativo ma anche la natura e le dinamiche, il tutto rivolto a contrastare, in un certo senso anticipare e assecondare, migliorare lo strumento di protezione. Oggi identifichiamo Mips come la “gabbia gialla” ancorata all’interno del casco, una sorta di sistema di sicurezza attivo applicata al sistema di sicurezza passivo per eccellenza dedicato al ciclista: il casco. Oggi Mips, nelle configurazioni più moderne, ha diverse forme e design.

Un esempio è il casco Bollé Furo

Quello che noi vediamo in un casco da bici, quel bollino giallo applicato ai lati identifica il protocollo BPS (brain protection system), che aumenta l’efficacia protettiva e offre una migliore prevenzione contro gli eventuali traumi da movimento rotatorio. Quindi, parliamo anche di traumi che possono interessare la zona cervicale, non solo la testa! In caso di urto le forze negative si dividono in radiali e tangenziali, impatto diretto piuttosto che angolare. Quelle radiali, eseguire durante un test specifico, in un certo senso dimostrano la capacità del casco di proteggere il cranio. Un test specifico per le forze tangenziali dimostra la capacità di prevenire potenziali lesioni cerebrali. Nel secondo caso entra in gioco il movimento rotazionale per cui è stato concepito Mips, un vero e proprio piano di scorrimento di 10/15 mm progettato per ruotare all’interno del casco, che ha l’obiettivo di ridurre gli effetti dell’azione rotatoria. Non esistono degli standard di sicurezza in questa categoria ma ci sono diversi studi che mettono in luce gli effetti negativi che gli impatti possono avere su cervello e colonna vertebrale, molti di questi prendono vita proprio dagli oltre 22000 test che Mips ha condotto nel suo laboratorio.

Un altra macchina che fornisce dati sui caschi e sugli effetti negativi dei colpi da differenti direzioni.

link utili: mipsprotection.com

bolle.com

a cura della redazione tecnica, foto della redazione tecnica e di jonas@jonaskullman

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