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Stefano La Mastra, il cavaliere oscuro del ciclismo e il suo Everesting

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Stefano LA, questo è l’abbreviativo che usa Stefano La Mastra è un ciclista appassionato dall’approccio molto moderno, in un certo senso lontano dagli schemi classici e tradizionali. Stefano è un atleta eclettico che, con i suoi tatuaggi, il suo approccio, la sua preparazione fisica, il suo modo di affrontare le salite e le sfide è un punto di riferimento per molti ciclisti.

Il suo percorso ciclistico ha inizio nel 2011, un colpo di fulmine che ha portato Stefano ad affrontare e scalare le salite più importanti del continente europeo, alternando competizioni ad uscite in bici in solitaria.

L’appuntamento di domani, sabato 15 Luglio: proprio la passione così smodata porta Stefano a cimentarsi nella pedalata più intensa: Everesting, Salire e scendere il SuperGhisallo fino a quando il suo altimetro segnalerà 8848 metri di dislivello, pari all’altitudine della vetta più alta al mondo, l’Everest. Una sfida, fisica e mentale, conosciuta come Everesting che, ad oggi, meno di un migliaio di ciclisti hanno portato a termine.

“Ho deciso di affrontarla percorrendo il SuperGhisallo 11 volte, per il suo valore affettivo e in quanto salita di riferimento per i ciclisti di tutto il mondo. Il 15 luglio partirò all’alba da Bellagio guardando in faccia 244 km di salite e discese. Perché lo faccio? Perché amo la montagna, le salite e le sfide.”

Nessuna linea d’arrivo o medaglia. Solo Stefano LA e la sua bici. E, se saremo fortunati, il suo nome nell’albo dei ciclisti che hanno affrontato questa impresa.

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