Dal sentiero alla strada bianca: una guida essenziale per scoprire il gravel se arrivi dalla MTB
Se pedali in MTB, il gravel non è un territorio sconosciuto: strade bianche, forestali, singletrack… li hai già affrontati. La differenza è che una gravel ti permette di farlo più a lungo, più velocemente e con meno fatica. È un modo per esplorare, allenarti meglio e scoprire nuovi percorsi senza rinunciare al divertimento.
Negli ultimi anni il gravel è ovunque: nei racconti degli amici, nei video che scorrono sui social, nelle nuove bici che affollano i negozi. Eppure, per molti mountain biker, resta una zona di confine difficile da definire. È una moda? Un’alternativa all’allenamento? O un modo diverso di vivere la bici, senza l’ossessione della tecnica e la rigidità dell’asfalto?
La verità è che il gravel non ti chiede di scegliere una disciplina. Ti invita a esplorare. A uscire dai soliti trail, a collegare territori, a scoprire quanto lontano puoi andare con una bici che non eccelle in una sola cosa, ma ti permette di farne molte. Per chi arriva dalla MTB, è un cambio di prospettiva che apre possibilità nuove senza rinunciare allo spirito dei sentieri.
Questa guida nasce proprio per questo: aiutarti a capire cosa aspettarti dal gravel, come iniziare, quali bici considerare e come sfruttare ciò che già sai fare per divertirti ancora di più.
– Leggi anche: Kona Libre CR G2, una gravel a misura di biker

Cos’è davvero il gravel biking
Il gravel è pedalare su tutto ciò che sta tra l’asfalto e il singletrack:
- strade sterrate
- forestali
- strade asfaltate secondarie
- sentieri facili da MTB
Una gravel non è specializzata in un’unica cosa, ma ti permette di affrontare tutto con efficienza.
Geometrie più rilassate rispetto a una bici da strada, pneumatici larghi, stabilità sullo sconnesso e la possibilità di montare borse e accessori la rendono una bici “tuttofare”.

MTB vs Gravel: cosa cambia davvero
La differenza non è tanto nella bici, quanto nel terreno e nel ritmo.
Quando la gravel è meglio
- Lunghe distanze su asfalto o sterrato scorrevole
- Esplorazione e avventure di più giorni
- Allenamenti di resistenza
- Collegamenti tra un trail e l’altro
Quando la MTB resta imbattibile
- Discese tecniche
- Terreni molto sconnessi
- Trail ripidi e impegnativi
- Situazioni in cui servono sospensioni e freni potenti
Molti rider montano manubri da corsa sulle hardtail XC o manubri flat sulle gravel: i confini sono sempre più sfumati. Conta lo spirito, non l’etichetta.

Serve una bici gravel dedicata?
No, ma aiuta.
Una gravel costruita apposta è più efficiente, più comoda e più veloce su strada. Se hai una hardtail leggera puoi iniziare anche con quella, ma una gravel dedicata offre:
- posizione più comoda sulle lunghe distanze
- geometrie ottimizzate per stabilità e controllo
- spazio per pneumatici larghi
- attacchi per borse e accessori
- trasmissioni pensate per salite lunghe e terreni misti

Come scegliere la tua prima gravel
Dipende da cosa vuoi farci.
Se vieni dalla MTB e vuoi divertirti sui sentieri facili
- geometrie più aperte
- pneumatici larghi (45–50 mm)
- manubrio flare per più controllo
Se vuoi macinare chilometri
- posizione più efficiente
- pneumatici scorrevoli
- peso contenuto
Se vuoi fare bikepacking
- tanti attacchi per borse
- telaio robusto
- ampio spazio per gli pneumatici
– Leggi anche: Pinarello Grevil MX, ai confini del gravel







Modelli gravel adatti ai mountain biker
- Evil Chamois Hagar: aggressiva, lunga, la più MTB tra le gravel
- Cotic Cascade: in acciaio, stabile, ideale per gravel tecnico e avventuroso
- Santa Cruz Stigmata: equilibrata, veloce, perfetta per avventure miste
- Kona Libre CR G2: versatile, stabile, nata per pedalare veloce e a lungo
- Mondraker Arid: gravel moderna e aggressiva, pensata per chi arriva da una MTB
- Trek CheckOut Carbon: biammortizzata capace e versatile, studiata per avventure senza limiti
- Salsa Wanderosa: e-gravel full suspended confortevole, stabile, pensata per lunghe esplorazioni

Pro e contro: gravel vs MTB
Vantaggi della gravel
- più veloce su strada
- più efficiente sulle lunghe distanze
- perfetta per esplorare
- ottima per il bikepacking
- ti fa migliorare come rider in entrambe le discipline
Limiti della gravel
- meno performante in discesa
- nessuna sospensione (a parte soluzioni dedicate/ibride)
- richiede più tecnica sullo sconnesso

Perché un mountain biker dovrebbe provarla
Perché amplia le tue possibilità. Ti fa scoprire nuovi percorsi. Ti allena in modo diverso. Ti ricorda che la bici è libertà, non categorie.
Il gravel è esplorazione, curiosità e crescita personale. E sì, ti renderà un rider migliore.

Oltre i confini della disciplina
Alla fine, il gravel non è una fuga dalla mountain bike né un ripiego per chi vuole fare meno fatica. È un’estensione naturale del modo in cui viviamo la bici: curiosità, esplorazione, voglia di andare oltre il solito giro. È un invito a rallentare quando serve, a spingere quando ne hai voglia, a scoprire cosa c’è dopo quella curva che di solito ignori.
Non serve scegliere una disciplina e abbandonare l’altra. Serve solo la disponibilità a mettersi in gioco, a cambiare ritmo, a lasciarsi sorprendere.
Ogni volta che provi qualcosa di nuovo in bici, torni a casa un po’ diverso – e spesso un po’ migliore.
Se arrivi dalla MTB, il gravel può aprirti strade che non avevi mai considerato. E se già pedali su ghiaia, la mountain bike continuerà a ricordarti da dove viene tutto questo. In mezzo, c’è un mondo intero da esplorare.
Pedala, sperimenta, divertiti. Il resto verrà da sé.
[foto apertura: Kona]







