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Abbiamo provato la trasmissione Shimano XTR 12v

di - 25/07/2019

Shimano XTR M9100, era da un po’ che rincorrevamo questa prova, il test di uno dei prodotti simbolo della mtb, la trasmissione XTR di Shimano 12v presentata ufficialmente nell’estate 2018. Lo abbiamo fatto utilizzando una delle biciclette full xc più moderne, la BMC Fourstroke, simbolo di una disciplina che si evolve e cambia pelle. In un certo senso l’XTR di nuova generazione segue proprio questo filone: dalla tecnica estremizzata, abbina alla leggerezza la robustezza, l’affidabilità e una serie di soluzioni che permettono di avere un prodotto che, nonostante non ci sia elettronica, riesce ad assecondare in tutto e per tutto l’atleta durante la competizione.

Il focus? Il cambio deve essere sempre efficiente, in grado di garantire la sua azione che si pedali su un percorso piatto e compatto tanto quanto su una discesa con rocce e drop, sotto sforzo e con frizioni minimizzate, in modo che il pilota non si debba confrontare con i limiti della tecnica e della tecnologia. Una guarnitura con corona singola da 34 denti, un pacco pignoni con scala 10/45, impianto frenante con dischi da 160 mm di diametro (anteriore e posteriore).

Abbiamo utilizzato la Fourstroke con la trasmissione Shimano in contesti molti diversi tra loro, anche in competizione, e abbiamo cercato di focalizzare al meglio ogni sfaccettatura.

IN SALITA

Partiamo dal presupposto che l’XTR a 12v è totalmente differente dalla precedente generazione, sia per l’aggiunta di un pignone, sia perché si rivolge maggiormente all’impiego della corona singola anteriore, limitando al tempo stesso gli spazi vuoti (ci riferiamo allo sviluppo metrico) tra i pignoni posteriori, ma anche a una funzionalità del sistema completamente stravolta. A colpire è l’estrema fluidità dal pignone più basso, fino al 45: lo sforzo necessario per attivare la leva del cambio è il medesimo.

Da sempre le trasmissioni mtb sono state caratterizzate da una certa durezza negli ultimi due pignoni, tale aspetto è stato quasi totalmente bypassato. Non solo, non è più necessario alleggerire la pedalata per far risalire la catena, si può continuare a spingere con forza, anche su terreni particolarmente esigenti, rocciosi, e la cambiata non risente minimamente dei continui saltellamenti che arrivano dal basso. Rispetto a una cassetta XTR 11v old generation, la nuova 12v che abbiamo provato a tratti è più rumorosa, probabilmente per via della combinazioni di materiali differenti e di una struttura più magra di ogni pignone. Nel complesso, invece, tutto il sistema cambio ci è parso più silenzioso rispetto al passato, anche nei momenti in cui ci siamo trovati a fare i conti con fango, pioggia e terreni rocciosi. Con la leva per la risalita della catena si possono cambiare fino a quattro rapporti con una sola azione, ognuna di queste separata e percepibile dalla precedente e dalla successiva per via dello scatto del selettore interno. La leva per la discesa permette di agire su un rapporto alla volta. Questa, a nostro parere, può risultare piccola e necessita di un posizionamento corretto, con giusta angolazione al manubrio: da sottolineare però che funziona in due direzioni, avanti e indietro.

Con questa soluzione di rapporti ci siamo trovati a nostro agio, anche se, a nostro parere, la corona doppia ha sempre molti lati positivi. Un paio di uscite con il fango ci hanno rovinato la livrea delle pedivelle in alluminio, struttura che invece è sembrata immune a colpi, sassi e colpi contro le radici.

IN DISCESA

Molto simile il nostro giudizio in discesa, anche quando si “scarrella” verso il basso in modo violento: la catena ingaggia nell’immediato i pignoni, fino al 10, il più piccolo. Proprio in questo caso, rispetto ad altre trasmissioni presenti sul mercato, presupponendo una corretta lunghezza della catena, il bilanciere non si arriccia su se stesso, è sempre in tensione con una linea catena ottimale tra pignoni e corona.

La struttura del cambio è rigidissima (molto importante anche in ottica di impiego su mtb full), lo si vede e percepisce; il suo movimento è ben protetto per via di un braccetto che sporge – non troppo – al di fuori del frame della bici. Durante le ore di sella e i tanti km percorsi la catena non è mai uscita dalla corona e dalle pulegge, segno di un supporto ottimale del design dei denti. Siamo favorevoli all’impiego di una guida (chain device), un aiuto in più che non guasta ai fini della sicurezza. Menzione di merito per la lunghezza e il grip delle leve del cambio, facili da raggiungere a prescindere dall’inclinazione, con i punti di contatto dove è difficile perdere il grip, aspetto che diventa di primaria importanza quando si affrontano single track esigenti e lunghi. Rispetto a un manettino con leve lisce, questo XTR è decisamente superiore in termini di feeling.

IN CONCLUSIONE

Il bilanciere posteriore della trasmissione Shimano XTR M9100 non perde un colpo, in salita, in discesa, sui terreni smossi, la catena sale e scende anche quando è sotto il massimo sforzo, non è più necessario alleggerire la pedalata durante le fasi di cambiata. A questo aggiungiamo che le dodici velocità con una corona singola anteriore permettono di avere una gestione ottimale dei rapporti per situazioni molto differenti tra loro. XTR 12v è una trasmissione di generazione superiore, che dai sistemi precedenti eredita il nome, l’affidabilità della trasmissione dell’impianto frenante, un design tanto elegante quanto aggressivo, facendo evolvere le prestazioni. Un’affermazione banale? No, perché quello che cambia rispetto al passato – e lo si percepisce nei frangenti più difficoltosi – è la creazione di un prodotto che sfrutta tanti piccoli dettagli in modo che il biker abbia tutto a portata di mano.

La trasmissione e il suo funzionamento si sono adeguate alle esigenze del pilota, e non il contrario. XTR 12v ha raggiunto un grado di personalizzazione e configurazione difficilmente riscontrabile sul mercato (nella categoria trasmissioni meccaniche), dove la precisione non è più il valore aggiunto ma parte integrante del pacchetto. Qualcuno l’ha definito rumoroso nella porzione del retrotreno (pignoni), si in parte ma è anche necessario tenere conto del materiale con cui sono costruiti i pignoni e il modo costruttivo della cassetta stessa. Potrebbe essere identificato come un rumore metallico, che a nostro parere subisce una sorta di amplificazione (quasi una cassa di risonanza) in quanto ci sono molti spazi vuoti, una lavorazione mirata ad eliminare quanto più materiale possibile.

a cura della redazione tecnica, con il contributo di Sergio Viola, foto di Matteo Malaspina

shimano.com

Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.