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Bianchi Oltre XR4

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L’immagine che apre la presentazione di questo prodotto di casa Bianchi, è voluta, ricercata, un contrasto che a nostro parere è il segno dei tempi diversi, della tecnologia che è entrata di prepotenza nel mondo della bicicletta.

La nuova Oltre XR4 è un mezzo dagli elevati contenuti tecnici e tecnologici, mezzo da competizione sviluppato nella galleria del vento e con protocolli riservati “solo” ad alcuni progetti di F1 (come descriveremo in seguito): la Bianchina, alle spalle della Oltre XR4 è stato il simbolo degli anni 60, del “movimento di massa”, dei tempi che stavano cambiando.

Andiamo a descrivere questa top di gamma della casa di Treviglio, presentazione completa che troverete anche sul numero cartaceo di Agosto di 4granfondo, nei prossimi giorni a disposizione.

Continua con successo la collaborazione, iniziata nel 2012, tra il brand celeste e l’agenzia americana MSC (Materials Science Corporation), partnership che ha permesso di creare e sviluppare una nuova generazione di biciclette: performanti, confortevoli e tecnicamente longeve.

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Sotto il profilo estetico possiamo definire la Oltre XR4 come la naturale evoluzione della XR.2, progetto versatile con forte vocazione all’erodinamica. Infinito CV, bicicletta votata all’endurance, mezzo utilizzato nelle corse del nord e sulle pietre del Belgio.

Specialissima CV, la superleggera e ora la Oltre XR4 ( la sigla CV è applicata al solo telaio ma il nome corretto è Oltre XR4), piattaforma che completa la famiglia Countervail. Prima della effettiva messa su strada però, la Oltre XR4 ha dovuto passare le analisi CFD (Computational Fluid Dynamics), i test nella galleria del vento di Magny Cours in Francia, senza dimenticare alcune soluzione tecnologiche normalmente dedicate alle macchine da F1. In particolare per quest’ultimo punto, un volta portata la bicicletta all’interno della galleria del vento, al frame sono state applicate del vernici fluorescenti per sottolineare l’azione dei dei flussi aerodinamici.

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La Oltre XR4, comparata alla XR2, porta un guadagno quantificato in 20 watt.

Andiamo nel dettaglio: il frame è un carbonio monoscocca con membrana Coutervail, dal peso di 980 grammi nella taglia 55. La Oltre XR4 sarà proposta in sette misure, dalla 47 alla 61, con angoli del piantone che vanno dai 74,5° fino ai 72,5°, mentre quelli dello sterzo andranno da 70,5° della più piccola, fino ad arrivare ai 73° della 61.

Lo sviluppo dello sterzo, design ( ispirato al modello crono Aquila CV) e misure sono state studiate per l’alloggio del manubrio aero integrato di Vision Metron 5D: le sedi dello sterzo sono 1”1/8 per 1”1/4. Può essere utilizzato anche uno stem e curva tradizionali. I cavi sono totalmente interno alle tubazioni.

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La scatola del movimento centrale è larga 86,5 millimetri, di natura press fit con sedi dei cuscinetti dal diametro di 41 mm. I forcellini posteriori sono in carbonio e sfruttano una sorta di design integrato nei foderi orizzontali ma al loro interno trova posta una placca metallica che assicura longevità e azzera il rischio di danni.

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Gli stays bassi hanno misure che variano in base alle misure, dai 400 millimetri della 47, ai 411 della 67. Il seat-post è dedicato a questa piattaforma con profilo aero e la brugola di serraggio è posta nella porzione superiore del tubo orizzontale. Il reggisella permette di variare l’offset, da 25 a meno 10 millimetri.

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Il freno posteriore è di tipo direct mount. Ridisegnata in toto l’asola per l’alloggio del deragliatore, dettaglio capace di influire positivamente sull’impatto aerodinamico e completamente amovibile tramite una chiave a brugola. La forcella si ispira all’Aquila CV, integra la fibra viscoelastica, è full carbon con un peso di 370 grammi e adotta forme ( una sorta di shape curvo) e geometrie proprie. Cinque le colorazioni disponibili per otto allestimenti differenti, con trasmissioni meccaniche oppure elettroniche dei vari Shimano, Campy ma anche con il nuovo Sram e-Tap, alcuni dei quali ( a richiesta) personalizzabili con il power meter Rotor InPower 3D+.

LE PRIME IMPRESSIONI

Sono giusto le prime impressioni, quello che abbiamo percepito e la bici ci ha trasmesso dopo poco meno di 100 kilometri, 900 metri di dislivello positivo, percorsi nei dintorni del Lago d’Iseo. Sicuramente superiore alla media per stabilità, guidabilità e fluidità anche su manto stradale sconnesso; superiore alla media, perché in linea di massima le biciclette che fanno parte di questo segmento sono caratterizzate da un nervosismo marcato che in molti casi si traduce (viene percepito) in instabilità. Bella da pedalare anche in salita, accompagna bene il gesto atletico nel momento in cui si decide di spingere con forse rilanciando sui pedali. Speriamo di averla presto a disposizione per poter effettuare il test completo.

 

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