Boa e Rapha per un concetto fitting diverso

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Boa e Rapha, dal loro estro creativo e dalla capacità di sviluppare tecnologia nasce la calzatura Pro Team.

Boa e Rapha non solo design

Boa Fit System ha collaborato a stretto contatto con Rapha per la creazione e lo sviluppo delle nuove calzature Pro Team, ridefinendo il concetto di fitting. La scarpa di Rapha è caratterizzata da tre tecnologie specifiche per ogni comparto della calzatura: la tomaia, la chiusura con doppio rotore IP-1 e la suola. Le prime due sono combinate tra loro in maniera molto stretta, l’una è stata sviluppata per sfruttare al massimo le potenzialità dell’altra.

I due rotori Boa IP-1, posizionati in obliquo sul lato esterno della Pro Team, hanno un tiraggio differenziato dei cavi. Quello superiore è diretto e ha l’obiettivo di assicurare la scarpa al piede. Il secondo ha il cavo incrociato per regolare il volume e permettere alla tomaia di adeguarsi all’estremità corporea.

Rotazione uguale da ambo i lati

La rotazione dei Boa è speculare, per i lati destro e sinistro. La tomaia è un pezzo unico senza cuciture che prende il nome di Powerwave. Consiste in un tessuto 3D che garantisce supporto, traspirabilità, fit flessibile e assenza di attriti. Inoltre il tessuto subisce un trattamento idrofobo, per certi versi immune ad incamerare l’umidità. La termoregolazione è ottimale.

La suola ha predisposizione ai tre fori ed è full carbon. Il peso dichiarato della Rapha Pro Team è di 250 grammi (tg.42). il prezzo di listino è di 310 euro e le taglie vanno dalla 37 alla 47. Tre le colorazioni disponibili: black, gray e pink.

boafit.com

rapha.cc

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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