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Bollé Furo Mips, il casco due in uno sempre aero

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E’ uno dei caschi più versatili del panorama, una sorta di due in uno che unisce aerodinamica e le la ventilazione di un casco tradizionale. Bollé Furo Mips non è un peso piuma, ma raggiunge livelli elevati di protezione e cura del dettaglio. La gabbia interna Mips è costruita appositamente per questo modello. La sezione posteriore del Furo è disegnata grazie al concetto Kamm, utilizzato nella galleria del vento.

bollé furo mips

Bollé, tutto in un casco

Bollé Furo Mips è un casco aerodinamico. Bollé Furo Mips è anche un casco tradizionale, con feritoie e abbondanti asole di ingresso per l’aria. Questo casco è un simbolo di versatilità, aggettivo spesso utilizzato, ma che qui trova una delle sue massime espressioni, fattore che gli permette di essere utilizzato anche in più discipline. Un casco comodo ed efficiente anche per l’impiego gravel? Decisamente lo è. L’utilizzo delle cover può implementare il concept di protezione in caso di brutto tempo.

Come è fatto

Tecnicamente si tratta di un casco costruito con la tecnica In-Mold che integra una gabbia interna di rinforzo (roll cage). Tutta la calotta esterna non è un pezzo unico, ma è costruita con diversi pannelli in base alle zone. Qui ci sono i tre inserti amovibili, i due laterali più lunghi, quello centrale che sembra una goccia. La parte interna è scavata e rastremata per dare spazio ai canali di aerazione e distribuzione dell’aria, con ampio spazio per l’ancoraggio del sistema Mips.

test casco bollé furo mips
Qui abbiamo lasciato montate solo le cover laterali

Le imbottiture del casco Bollé hanno un design complicato, spessori e densità differenziate. Decisamente particolari, seguono il Mips e lo tengono sollevato dalla testa. Offrono comfort e limitano l’accumulo di calore e sudore. Il pacchetto di ritenzione Fit System 360 comprende la chiusura perimetrale regolabile con il rotore posteriore, il cui supporto è regolabile anche in altezza. A questo vanno aggiunte le fibbie e il buckcle classico. Furo Mips è disponibile in tre taglie S (52-55), M (5-59) e L (59-62), con un prezzo di listino di 200 euro.

test casco bollé
In quest’immagine abbiamo tolto le cover aerodinamiche

Le nostre impressioni

Non è la prima volta che proviamo questo modello di Bollé, casco che nel corso delle ultime stagioni ha modificato alcuni dettagli e per fortuna non la sostanza. Si tratta di un casco ben confezionato, con un design sviluppato grazie a Bollé, Mips e ai feedback ricevuti dalla galleria del vento.

testa casco bollé furo mips

Bollé, Mips e il wind tunnel

L’azienda svedese (Mips) ha contribuito a far collimare un elevato grado di sicurezza alle forme, mentre il wind tunnel lo ha reso efficiente. Con le cover montate protegge anche dagli agenti atmosferici, forse uno degli aspetti che più contano quando piove e fa freddo, perché l’utente medio ha difficoltà a quantificare l’efficienza in termini di penetrazione dello spazio. Senza gli inserti aerodinamici è un casco ben aerato e lo è anche nella parte superiore, quella che talvolta è sacrificata. Il suo peso, una volta indossato, non si percepisce, perché è ben sollevato dalla testa e non crea pressioni in nessuna zona della testa. E’ ben sollevato anche sulle orecchie e nella coda. Ha una struttura importante ed è spesso, ma non disturba mai l’orizzonte.

In conclusione

Il Furo di Bollé è un casco che copre e incontra diverse esigenze. Si sviluppa grazie ad un concept molto “stradale”, che vede l’efficienza aerodinamica in primo piano. La sua versatilità è sotto agli occhi e percepibile una volta indossato. Non si tratta solo delle cover aerodinamiche che vengono rimosse a piacere, ma anche nella maniera in cui calza, ben impostato e ben saldo alla testa. Anche per questo motivo abbiamo fatto sconfinare il suo utilizzo anche in ambito gravel off-road.

a cura della redazione tecnica, immagini redazione tecnica e Sara Carena.

bolle.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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