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Bottecchia e la mancata partecipazione al Giro

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Bottecchia e la mancata partecipazione al Giro
Milano Sanremo 2020 - 111th Edition - Milano - Sanremo 305 km - 08/08/2020 - Mattia Bais (ITA - Androni Giocattoli - Sidermec) - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2020

Non riteniamo opportuno, anche e soprattutto per rispetto del Team Androni-Sidermec, argomentare le decisioni di RCS, in merito all’esclusione del sodalizio di Gianni Savio dal prossimo Giro d’Italia. Attraverso i vari canali di comunicazione è stato detto molto e il dibattito non è ancora chiuso. Ma al tempo stesso ci sembra dovuto comunicare il messaggio che arriva da Bottecchia, con un comunicato ufficiale.

Bottecchia e la mancata partecipazione al Giro
Simon Pellaud già vittorioso in questo inizio di 2021

COMUNICATO STAMPA BOTTECCHIA

Quando nel 2017 in Bottecchia abbiamo scelto di legarci al team di Gianni Savio, lo abbiamo fatto consapevoli di sposare un progetto di qualità indiscussa. Un progetto che nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio notevole nel cuore degli appassionati. Questo progetto ha saputo forgiare uomini – atleti – che stanno scrivendo la storia del ciclismo moderno: si pensi a Fausto Masnada, a Egan Bernal e Ivan Sosa. Un progetto che ha dentro tanta Italia e, noi da azienda e da brand italiano siamo sempre stati orgogliosi di sostenerlo condividendone i principi e i valori. Le dimostrazioni di affetto e di sostegno che in questi giorni stanno arrivando, ne sono evidentemente la prova concreta. La concretezza è da sempre una delle cifre che distinguono il team Androni Sidermec: una squadra che ha sempre parlato con i fatti.

I risultati a volte non bastano

Noi – come tutti voi – siamo sempre stati consapevoli che alla base dell’assegnazione delle wild card vi fossero, oltre a quelle sportive, anche delle componenti di carattere economico/politico. Tuttavia in Bottecchia abbiamo sempre riposto grande fiducia in quello che consideravamo l’elemento più importante di una manifestazione come il Giro d’Italia, ovvero il merito sportivo. Purtroppo abbiamo dovuto scontrarci con l’amara realtà la quale ci ha messo davanti ad uno scenario diverso: uno scenario dove i risultati frutto del duro lavoro, della passione, e della tenacia non occupano i primi posti nelle categorie di valutazione.

La delusione non deve essere nascosta

Amiamo il Giro d’Italia e amiamo il ciclismo, e forse è proprio per questa ragione che questo – quantomeno inaspettato – mancato invito ci addolora ancora di più. Ci addolora vedere infranti i sogni di una squadra che si è guadagnata sul campo il rispetto e la stima di tutti gli appassionati di ciclismo. Sempre all’attacco, con tenacia, dando spettacolo, non arrendendosi mai, i nostri ragazzi avevano lasciato alla strada il compito di giudicarli; e la sentenza data dalla strada è lì, scritta nella Ciclismo Cup 2020, ma è scritta soprattutto nel cuore e nella mente delle migliaia di tifosi per i quali la tenacia e l’ambizione sono – come per noi – le categorie più importanti per giudicare questo sport.

Sarà molto triste quest’anno non poter vedere le nostre biciclette lì davanti, a onorare la Corsa Rosa; e ci dispiace che quest’anno il nostro tradizionale colore Rosso RedLab non potrà essere quel punto di riferimento per tutti gli appassionanti e gli amanti di un ciclismo votato all’attacco sempre e comunque, come lo è stato nelle ultime edizioni del Giro.

Bottecchia sarà sempre dalla parte di chi non molla.

immagini courtesy Bottechia

bottecchia.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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