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Briko Superleggero, ecco la nostra prova

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Presentato alla fine del 2017, il Superleggero di Briko è uno degli occhiali più leggeri del mercato, moderno grazie ad un telaio minimalista, capace di equilibrare il campo visivo totale. L’occhiale, disponibile con differenti colorazioni delle lenti, ha queste ultime di due forme: standard e le maggiorate XL, con una superficie più ampia e avvolgente.

 

Briko Superleggero con lente XL

Briko Superleggero con lente standard

Superleggero è costruito grazie alle due aste indipendenti in Grilamid TR90, materiale molto resistente ed elastico al tempo stesso, in modo da adattarsi al meglio alle diverse forme del viso. Questa soluzione minimizza anche i fastidi e gli spostamenti che possono derivare dal sistema di chiusura del casco.

Le due aste si innestano direttamente nella lente, all’interno di due asole appositamente studiate. Non è presente nessun tipo di frame, superiore e inferiore, in modo che non ci siano interferenze nel campo visivo, anche in posizione aerodinamica. Il nasello è piuttosto rigido nel punto in cui s’innesta sulla lente, con un terminale in Megol che si sdoppia nella parte posteriore. Quest’ultimo si adatta alle forme del naso. Le lenti sono in policarbonato: disponibili polarizzate, photo e standard.

 

LE NOSTRE IMPRESSIONI

Un occhiale che a nostro parere è un pò il simbolo delle moderne richieste degli atleti, a tutti i livelli, che al peso ridotto vogliono associare anche la performances visiva, senza ingombri e disturbi.

Uno dei segreti di Briko Superleggero è la totale assenza del telaio (aste laterali a parte), con una sorta di taglio delle lenti che ben si adegua alle forme del viso, in entrambe le versioni, standard e XL. Oltre a questo, abbiamo notato lo smorzamento della luce, proprio nelle zone in cui la lente ha il suo confine, aspetto di primaria importanza ma non sempre scontato: tra la parte centrale della lente e il bordo, la luce viene filtrata in modo equilibrato, senza riflessi e variazioni di intensità, per la versione con larghezza “normale” e per quella extra large. Una volta indossati, la lente standard avvolge bene ma lascia la parte inferiore dello zigomo più libera, mentre la XL è decisamente più coprente. Nella parte superiore, a prescindere dal casco utilizzato, i due modelli si integrano quasi perfettamente e senza recare fastidi: anche quando si è in movimento. La lente più grande ha anche un potere protettivo maggiore, aspetto che può tornare utile a quel corridore che è sensibile all’aria (per esempio alle alte velocità che si raggiungono in discesa). La nostra preferenza va proprio nei confronti del design XL, perché diventa una sorta di maschera, quasi impercettibile anche dopo tante ore di attività. Il nasello è piuttosto compatto nella porzione che si innesta nella lente, morbido e modellabile nella sezione interna. Il cambio della lente (la confezione prevede due lenti, una colorata e una quasi neutra per le condizioni di poca luce) è semplice, sicuro ma implica (almeno la prima volta) la lettura delle istruzioni.

briko.com

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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