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Ciclismo agonismo e la voglia di normalità

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campionato italiano giornalisti senigallia 2020

Questo articolo prende spunto dal week end tricolore che si è appena concluso in terra marchigiana, a Senigallia. L’occasione è quella del Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti, con la prova in linea del sabato e la cronometro della domenica. Il ciclismo e quella voglia di mettersi in gioco, la bicicletta e la volontà di misurarsi con se stessi e con gli altri. Il lavoro, la quotidianità e l’agonismo che permette di sfogare la passione. Si, anche i giornalisti vanno in bici e sanno anche andare forte.

Le fasi della partenza della rassegna tricolore riservata ai giornalisti, edizione condizionata dall’emergenza sanitaria in corso. Qui la partenza dal borgo di Scapezzano, Senigallia, dall’Hotel Bel Sit.
Uno scorcio e panorama che offre l’hotel marchigiano. Davanti il mare Adriatico, alle spalle un turbinio di colline poco traffiche e parco giochi per la bici in tutte le sue forme. Una location e un territorio magnifici.

Ciclismo e motivazione

Benché l’idea di questo approfondimento nasca dal fine settimana appena trascorso, ci piace estendere le nostre considerazioni a tutto il mondo ciclistico amatoriale: permetteteci di farlo. Prima però è necessaria una premessa, perché, forse non tutti sanno che il Campionato Italiano Giornalisti Ciclisti è la più antica competizione nazionale di arti e mestieri. Mica poco.

Come nel ciclismo agonistico di un qualsiasi fine settimana, anche la parte gogliardica ha il suo peso.

Una gara di ciclismo amatoriale è un momento di ritrovo e condivisione (almeno così dovrebbe essere), dove i valori in campo sono esponenzialmente diversi tra loro. Trovi il super allenato e dotato di una bicicletta da capogiro, attrezzato ed equipaggiato, depilato, oliato e con un polpaccio da far invidia ad un pro. Ma trovi anche il ciclista appassionato, magari un pò in sovrappeso, con i peli, la bici NON in carbonio, una divisa poco aderente (e poco aerodinamica), che sembra aver improvvisato l’appuntamento; così come si è alzato dal letto. In mezzo a questi due c’è un mondo di teste, ognuna con il suo obiettivo, con il suo modo di vivere il ciclismo l’agonismo e la competizione; ognuna con una maniera tutta sua di vivere la vita. Beh, è il bello del ciclismo amatoriale.

La rassegna tricolore riservata ai giornalisti ciclisti, è stata caratterizzata dalla gara in circuito del sabato e dalla prova contro le lancette della domenica. Qui una fase del sabato: circuito esigente, di circa 50 km totali, per poco meno di 1000 mdsl.
Qui invece uno dei podi di categoria della cronometro che si è svolta alla Domenica, sul lungomare di Senigallia.

Obiettivi diversi

Gli obiettivi sono un punto di arrivo e uno stimolo dal quale ripartire. L’obiettivo di vincere, di competere per il gradino più alto del podio e di giocarmi la gloria del momento. Ma l’obiettivo è anche quello di fare parte del gruppo, con la volontà di dare il massimo e tenere duro fino a quando il motore regge, pur cosciente che sarà impossibile competere per la vittoria assoluta.

L’obiettivo è anche quello di passare delle giornate in compagnia, avvolto e coinvolto nella passione che mi porto dietro fin da quando ero ragazzo. Tutti hanno ragione in questo e nessuno può affermare il contrario. Proprio come in una gara amatoriale aperta a tutti, che sia a circuito o una granfondo, dove spesso (troppo spesso) l’agonismo sfocia nella maleducazione e nell’esagerazione, prende la via del pericolo e si perde il gusto del divertimento. Si perde di vista l’obiettivo.

Anche l’avvocato Claudio Pasqualin ha preso parte al Campionato Italiano in questione. Per molti è il volto noto e procuratore di sportivi, campioni dello sport, come ad esempio Pozzato e Del Piero, solo per fare due esempi.

La considerazione e il piedistallo

Il lunedì si torna a lavorare (per fortuna) e tutti tornano allo stesso livello, perché la maglia rosa è indossata e da Almeida, perché il Giro delle Fiandre l’ha vinto MVDP. Noi comuni mortali torniamo tutti sul Pianeta Terra, con i nostri problemi, le bollette da pagare e quei muscoli che stridono quando ti alzi la mattina, dopo che il giorno prima hai fatto uno sforzo intenso. Con la consapevolezza che il mezzo secolo è li a pochi centimetri e le occhiaie non sono quelle dei bagordi serali!

Eppure c’è qualcosa che fa parte di noi tutti, è parte integrante dello sport e della passione, è uno dei motori che ci fa andare avanti sempre e comunque: i complimenti e le considerazioni degli altri, quella sorta di spettacolo e divertimento che si è in grado di offrire, nonostante tutto e tutti, in barba al periodo Covid. Lo sportivo, a prescindere, si sente su una sorta di piedistallo e difficilmente vuole scendere. Non è presunzione, non è malizia e supponenza, è un modo di vivere ed interpretare quella porzione di vita.

Sulla riviera marchigiana anche questo è possibile.

Quella voglia normalità

Tre giorni passati in compagnia, a ridere, scherzando e prendendosi per i fondelli. Tre giorni a criticare per cercare di migliorare, per trovare una soluzione e per dare un senso a tutto quello che facciamo. Un fine settimana che ci dà il senso della normalità e che in molte occasioni lasciamo in un angolo. Un fine settimana con la famiglia e vicini alle famiglie degli altri, con le mascherine e con quel distanziamento sociale che ormai è uno status symbol!

Il ciclismo, l’agonismo e la competizione, possono convivere con la normalità e la vita di tutti i giorni, semplice da dire e da scrivere, non così scontato se pensiamo all’attualità.

Appuntamento al 2021, senza mai perdere di vista l’obiettivo.

Vivere l’esperienza

Non è scontato chiederlo, ma in quanti sono capaci di portare con se un’esperienza del vissuto? Raccontare e argomentare, trasmettere un messaggio e veicolare le frasi oltre le evidenze? Manca. A molti di noi manca il senso di quello che facciamo e abbiamo fatto e a posteriori, ci accorgiamo di aver “artefatto” il nostro stesso vissuto, anche quello che è parte integrante della nostra passione.

Un enorme grazie

Un grazie immenso va a tutti quelli che si spendono per costruire e confezionare un evento sportivo a prescindere dalla caratura: il lavoro che c’é alle spalle è enorme, forse non tutti se ne rendono conto e il periodo storico attuale non aiuta (proprio come succede per creare una manifestazione grafondistica o una gara a circuito). Vi abbiamo menzionato il Campionato Italiano Ciclisti Giornalisti di Senigallia, reso possibile dal Gruppo Sportivo Pianello, grazie al Comune di Senigallia, Hotel Bel Sit a Scapezzano (Ancona) e ad una serie di persone appassionate coinvolte nell’Associazione Giornalisti Ciclisti.

a cura della redazione tecnica, foto di Sara Carena.

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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