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Come Mavic Crossmax UST hanno cambiato la storia delle ruote MTB

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Mavic Crossmax UST 1999 coppia - cover
Mavic Crossmax UST, correva l'anno 1999

Le ruote Crossmax UST di Mavic hanno fatto la storia del marchio francese ma anche e soprattutto quella della mountain bike, introducendo per la prima volta l’idea di un insieme ruota e pneumatico a tenuta stagna, eliminando la camera d’aria.

Mavic - sito
La pagina del sito Mavic dedicato alla lunga storia del marchio francese. In evidenza l’anno 1999, in cui vennero introdotte le tecnologie UST e Fore sulle nuove ruote Crossmax

La maggior parte delle cose non sono altro che iterazioni di altre cose, ma di tanto in tanto salta fuori qualcosa che scatena un cambiamento completo. Come gli smartphone per la fotografia, il carbonio per la costruzione dei telai e non solo, e il lattice per la configurazione tubeless di ruote e pneumatici.

Le Mavic Crossmax UST sono una di queste cose, legata a filo doppio con il liquido sigillante di Stan’s. Il costruttore francese ha il grande merito di aver contribuito in modo fondamentale alla creazione e all’affermazione del sistema tubeless UST per la mountain bike.

mavic catalogo 2000
La pagina del catalogo Mavic 2000 che introduce la tecnologia UST

UST Tubeless: game changer

Sono passati poco più di vent’anni dall’introduzione sul mercato (correva l’anno 1999), ma ci sono aspetti delle prime Crossmax UST che sembrano ancora attuali. Il primo fra tutti? Il cerchio completamente sigillato al suo interno, senza la necessità di usare il nastro.

Altri aspetti invece mostrano in modo inequivocabile la provenienza da un’altra era del mountain biking. La sezione stretta (19 mm!) e la pista frenante. Ma a parte questo, sembrano straordinariamente moderne. Non per nulla, nel 2021 la tecnologia UST è ancora la stessa delle origini.

Mavic ha avuto l’intuizione geniale di creare un cerchio tubeless sbarazzandosi dei fori per i raggi sulla parte interna del cerchio, creando una naturale tenuta stagna. Un tizio di nome Stan Koziatek ha poi scoperto che si può semplicemente applicare un nastro adesivo sui fori dei raggi per sigillarli. Il marchio francese non si è accontentato di una soluzione così semplice, puntando alla perfezione.

Di fatto, a oggi Crossmax UST è ancora la forma d’esecuzione più pulita di una ruota tubeless. In due decenni nessun altro produttore è stato in grado di creare un sistema senza camera d’aria più essenziale e funzionale dell’originale. Sono arrivati i cerchi hookless (senza il classico uncino che “artiglia” il tallone – NDA), ma è ben poca cosa.

mavic Crossmax XLS - cerchio
Il cerchio delle attuali Crossmax XLS, che condivide con le Crossmax UST originarie le stesse tecnologie, ovviamente aggiornate nel tempo

Tecnologie longeve

L’originale tecnologia Fore per la lavorazione del cerchio e la lega d’alluminio Zycral impiegata per i raggi e i nippli hanno resistito al passare del tempo. Il motivo? Semplice, si sono rivelati forti, leggeri, affidabili, e semplici. Portando alla costruzione di ruote veloci da assemblare e più facili da mantenere rispetto a quelle tradizionali. Il tutto mentre si realizzava l’obiettivo di sigillare la parete interna del cerchio.

Il sistema era in grado di sostenere tensioni dei raggi molto più elevate rispetto alle ruote tradizionali, consentendo di ottenere un insieme più robusto e rigido con meno raggi. Non era raro avere un set di ruote Crossmax UST senza allinearle per un periodo relativamente lungo di tempo. Di questi tempi è un luogo comune, ma all’epoca è stata una vera novità. Mavic è stato il primo marchio a costruire ruote super affidabili – a parte i mozzi, ma questa è un’altra storia, NDA – ed è anche la ragione per cui oggi ci sono negozi di biciclette che non sanno più – o quasi – costruire ruote decenti.

Queste tecnologie – i cerchi filettati dall’esterno e i raggi in alluminio – sono state tutte sviluppate per creare un cerchio ermetico per il primo sistema di ruote tubeless per il ciclismo off-road, ma si sono rivelati progressi così grandi che Mavic li ha impiegati sulle sue ruote da strada di alta gamma per oltre un decennio prima che arrivare il setup senza camera d’aria anche in questo mondo. Il discorso è semplice: Mavic non solo è riuscita a fare le prime ruote tubeless, ma nel processo, ha sviluppato tecnologie che si sarebbero rivelate preziose oltre il tubeless. Di fatto, le ruote in alluminio di alto livello utilizzano ancora queste stesse tecnologie.

Mavic Crossmax - raggio e nipplo
Raggio Mavic in Zycral con nipplo filettato

UST, Universal System Tubeless

Il discorso è però un altro: l’impatto del tubeless sul mondo della mountain bike.

UST (Universal System Tubeless) è stato creato da Mavic insieme ad altre due aziende francesi, Hutchinson e Michelin. I tre marchi hanno lavorato insieme per sviluppare l’interfaccia e le specifiche di montaggio per rendere possibile l’utilizzo di pneumatici senza camera d’aria. Questo che hanno ottenuto non era perfetto, ma era abbastanza funzionale perché l’idea prendesse piede.

Ricordo di aver fatto il passaggio al tubeless tra il 2003 e il 2004, con le prime Deemax UST e le storiche gomme Schwalbe e Hutchinson d’ispirazione gravity. Tutto d’un tratto sono riuscito a girare con pressioni più basse, dimenticandomi o quasi del rischio di pizzicare, e ottenendo livelli di trazione impensabili prima dell’avvento di questa piattaforma tecnologica. Forse, per la prima volta nella storia della mountain bike, ruote e pneumatici hanno fatto la differenza più che qualsiasi altra parte della mountain bike. Un setup di questo tipo all’epoca era un vero e proprio “game changer” per qualsiasi tipo di bici, e per certi versi lo è ancora adesso, nell’epoca del tubeless ready.

Mavic ISM 4D
Sezione di un cerchio Mavic con la più recente lavorazione ISM 4D, in cui si notano i fori filettati per i raggi e la gola interna sigillata

Ascesa e caduta

Solo qualche anno più tardi si è scoperto che il sistema UST era un po’ troppo “complicato” e comunque poco accessibile. Con la piattaforma tecnologica promossa da Mavic, il tubeless era accessibile solo ai biker che potevano investire cifre relativamente importanti su ruote speciali. Come produttore di ruote, l’unico modo di ottenere una certificazione UST, era quello di creare un cerchio senza fori interni per i raggi, cosa non facile. Inoltre, perché uno pneumatico fosse UST, doveva essere in grado di trattenere l’aria da solo, senza l’uso di un liquido sigillante, che ovviamente non esisteva all’epoca (almeno come lo conosciamo adesso).

Alla fine, Stan Koziatek di Stan’s No Tubes ha semplificato il tutto. Con i suoi ingegnosi kit di conversione per i cerchi, il lattice dedicato, contribuì in modo fondamentale allo sviluppo da parte del mercato del sistema “tubeless ready”. Questo permetteva di avere pneumatici che funzionavano senza camera d’aria a patto di usare un liquido sigillante al loro interno, oltre a cerchi opportunamente nastrati. Così il tubeless venne finalmente portato alla massa dei biker. Ma non solo: le gomme potevano essere più leggere e i cerchi potevano essere realizzati in modo tradizionale.

A oggi, i raggi Zycral e il sistema di foratura Fore del cerchio non possono essere applicati su un cerchio in fibra di carbonio. L’ossessione del mercato per la nobile fibra è almeno in parte responsabile della “caduta” di UST e di Mavic come principale produttore di ruote tubeless. Ma forse le cose sono andate diversamente. Forse, è stata la testardaggine di Mavic che ha spalancato la porta a menti geniali come Stan per portare avanti modi più semplici per ottenere un risultato analogo.

Mavic - laboratori Annecy
Il processo di creazione dei cerchi Mavic riassunto in un’immagine

Crossmax UST entrate nel mito

L’incessante ricerca della perfezione che ha reso possibile queste ruote che hanno cambiato l’industria della mountain bike, è stata la stessa che ha limitato la capacità di Mavic di adattarsi e cambiare insieme al mercato. Ma è impossibile pensare a una coppia di ruote che ha avuto un impatto più drammatico in un colpo solo come l’originale Crossmax UST.

Nei decenni successivi, ci sono stati un sacco di cerchi e ruote sorprendenti, ma la Crossmax UST originaria rimane una delle ruote tecnologicamente più avanzate nella storia.

[foto: Mavic]

Come il lattice ha cambiato il mondo degli pneumatici

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