Conosci i tuoi rulli vivi meglio e più a lungo

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In questi giorni noi ciclisti abbiamo rapidamente ripristinato i rulli. Ripristinato si, perché un inverno particolarmente mite ci aveva concesso di archiviare, di lasciarli nascosti ed impolverati. E poi dobbiamo considerare chi si è precipitato ad acquistare un rullo di qualsivoglia genere prima di questo periodo di emergenza. Abbiamo già trattato come sia importante il giusto approccio all’attività indoor che può essere molto impegnativa. In questo articolo ci rivolgiamo a chi normalmente interpreta la bici come” sola” attività da fare all’aperto.

Anche il rullo è una valvola di sfogo

Premesso che pedalare ora non è la priorità, è anche vero che proprio in momenti come questo l’attività fisica costituisca una utile valvola di sfogo. Relativamente pochi problemi per chi è abituato a dedicare parte della preparazione stagionale al training indoor. Qualche disagio in più invece per chi intende la bici quasi esclusivamente come attività all’aperto. Vogliamo rivolgerci a questa seconda categoria di utenti che potrebbero cogliere l’occasione per un approccio diverso alla pratica dei rulli. Pur senza volersi buttare nell’arena di Zwift o non disponendo di piattaforme particolarmente evolute in grado di semplificare la gestione di un allenamento.

Si sono anche verificati casi di corsa al rullo

Le potenzialità di base del rullo sono importanti

È importante però conoscere almeno le caratteristiche basiche dell’unità di cui si dispone. Ad esempio, molti rulli entry level o di media fascia, sono basati sull’utilizzo di magneti permanenti. Durante l’esercizio il rullo si scalda, molto. Questo ha un effetto diretto, tangibile, sulla resistenza che viene applicata dai rulli che diminuisce al crescere della temperatura (questo avviene anche su sistemi più costosi). In pratica, supponendo ad esempio di voler pedalare a sforzo costante per un periodo abbastanza lungo, con un’intensità tale da non risentire dell’affaticamento, noteremo una certa tendenza ad aumentare la cadenza di pedalata. Questo perché riscaldandosi il rullo oppone una resistenza inferiore.

Consideriamo l’inerzia

Ci confrontiamo con appassionati che, abituati a vivere la bicicletta come sola attività outdoor hanno approcciato le sfide on-line un “pò alla leggera”. Alcuni non hanno fatto le giuste valutazioni e considerazioni, non conoscendo il prodotto. Da considerare prima di qualsiasi altra cosa è l’assenza di scorrevolezza (o minima ed inferiore rispetto alla bici su strada): il rullo non può contare sulla stessa inerzia che si genera pedalando all’esterno. Questo aspetto (fondamentale e per nulla secondario) migliora nel momento in cui si fanno elle sfide virtual real, dove il sistema, interfacciato con un video si adatta (in parte) a variazioni di pendenza, pavé etc. Uno dei risch per chi non ha mai pedalato al chiuso oppure la ha fatto in modo saltuario? Finirsi e strapparsi via la prima pelle dopo un’ora (anche meno).

Non dimentichiamo che le parti meccaniche vanno gestite e assecondate

Similmente, nel caso si voglia affrontare una serie di ripetute ad intensità più elevata, ma stavolta a cadenza costante, facilmente affronteremo la prima serie ad un’intensità superiore all’ultima. E questo senza nemmeno rendercene conto perché saremo comunque stanchi. A meno di non disporre di un qualche riferimento di potenza.

A confronto due intervalli svolti con il medesimo rapporto e cadenza che differiscono di 10W

Molto importante quindi eseguire una adeguata fase di riscaldamento iniziale. Non solo per il nostro fisico ma anche per assecondare le caratteristiche termiche e meccaniche del sistema di allenamento. In effetti rulli poco più che basici, alcuni della categoria Smart, dispongono di sistemi che stimano la potenza e tengono anche conto della deriva termica. Attenzione però, si tratta di semplici stime, non di misure vere e proprie. Infatti, chi ha la bici con power meter noterà delle differenze, a volte esponenziali che si dilatano ulteriormente quando le rpm si alzano. Anche in questo caso ci sono delle tolleranze, dei range ottimali di lavoro e precisione. Attenzione dunque a voler inseguire un preciso target di potenza.

Può essere d’aiuto lavorare nella zona target

Molto meglio limitarsi ad agire all’interno della zona di allenamento che fra l’altro va correttamente rimodulata, al ribasso, tenendo conto delle differenti condizioni di allenamento. Paradossalmente in questi casi risulta utile avere un feedback dalle proprie sensazioni che, indoor, è più facile percepire senza le distrazioni dell’ambiente esterno.

a cura della redazione tecnica e Davide Sanzogni, foto di e Sara Carena e Paolo Vittozzi.

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