DolomitiTrail, avventura in eBike tra storia e natura

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Le nostre belle a Malga Dignàs

Abbiamo pedalato per due giorni seguendo parte del percorso del DolomitiTrail E-Bike Experience, che nasce dall’esperienza maturata dal progetto D-Trail 5.6.

Nato nel 2012, è un tour ad anello da fare in autonomia, a piedi o in mountain bike, attraversando i territori del Comelico, Sappada e Pusteria. Questa è stata la base per sviluppare un prodotto che supportasse la diffusione dirompente delle bici a pedalata assistita. Infatti le eBike hanno creato nuove opportunità per l’incremento del flusso turistico legato soprattutto alla mountain bike, con l’innato e incontestabile vantaggio di dare la possibilità di seguire percorsi a chi altrimenti non sarebbe in grado in condizioni normali, sia per età sia per allenamento.

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Sentiero con vista epica, lungo il Giro delle Malghe della Val Visdende, il primo giorno del tour

Un’avventura elettrificata nel cuore delle Dolomiti

Il DolomitiTrail E-Bike Experience parte dal paese di Padola (BL) e attraversa le valli del Comelico e Sappada passando per la Val Visdende. Sono tutte località situate nel Veneto nord-orientale, raggiungendo luoghi di interesse storico e culturale, teatro di scontri durante la Prima Guerra Mondiale, oltre a transitare per le sorgenti del Piave, fiume sacro alla patria.

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Il rifugio Sorgenti del Piave

Insieme all’aspetto storico/culturale, durante le soste sarà possibile assaporare le tradizioni gastronomiche locali come i formaggi prodotti dalle malghe e i famosi casunziei, un particolare raviolo prodotto in queste zone con ripieno di rape rosse. Non per niente, la prima parte del nostro giro è anche parte del Tour delle Malghe.

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Sosta lungo il Giro delle Malghe della Val Visdende, qui a Malga Antola

A far da cornice all’itinerario saranno i panorami dolomitici delle montagne circostanti con il monte Peralba, il monte Zovo, il monte Quaternà (un antichissimo vulcano spento), e il gruppo del monte Popera che ne fanno da padrone, per citare solo le vette più importanti.

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Serviti e riveriti al Rifugio De Dòo, punto tappa ai piedi del Monte Zovo

Il tour misura 121 km per 4.500 m di dislivello positivo, è può essere percorso in due o tre giorni secondo le esigenze del biker. La ciclabilità è totale, il tracciato è fatto per circa due terzi di sterrato (maggior parte carrozzabile e una piccola parte di singletrack) e il rimanente terzo di asfalto (tra strade secondarie con traffico ridotto e piste ciclabili). Noi abbiamo percorso solo una parte, in ogni caso significativa dell’itinerario, con circa 85 km e 3.300 m di dislivello in due giorni.

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Panoramica dalla Malga Chiastelin

In base ai consigli dell’organizzazione e alla nostra esperienza, ci sentiamo di consigliarlo – per la sua lunghezza e il suo dislivello – ad appassionati con almeno una buona preparazione fisica e un’adeguata base di tecnica di pedalata e di guida della eMTB. Questa può essere una full suspended ma anche una front di ultima generazione, in buone condizioni, con motore e batteria efficienti (lungo il tour ci sono punti per la ricarica).

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Il palato è letteralmente deliziato dalle specialità locali, come la grappa al cirmolo del Rifugio De Dòo

Il tour si sviluppa anche a quote relativamente elevate – tra 911 e 2.320 m – richiedendo l’abbigliamento appropriato per far fronte a eventuali e repentini cambi delle condizioni atmosferiche, nel periodo in cui è consigliato, tra giugno e settembre. Per finire, il tracciato non è tabellato quindi consigliamo di approfittare del (fantastico) servizio di accompagnamento o, in alternativa se si desidera seguirlo in completa autonomia, di chiedere la traccia GPS da utilizzare sul proprio strumento dedicato.

Immersi nelle Dolomiti tra natura e storia

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Il gruppo in partenza alla birreria Alp Stube di Sappada

Le premesse erano ottime e sono state mantenute, in tutto e per tutto. La mente dietro al progetto DolomitiTrail, Michele Festini, è stato il nostro Virgilio per due giorni. Insieme agli altri accompagnatori (tutti affiliati ad AMIBike) che si sono alternati nelle due giornate, abbiamo vissuto un’esperienza dolomitica in eMTB all’insegna del divertimento, scoprendo la storia e le tradizioni locali ma anche nazionali, tra i luoghi e le vestigia della Prima Guerra Mondiale. Lo staff ci ha accompagnato e fornito il supporto per affrontare questo magnifico tour che non è solo mountain bike a pedalata assistita, ma anche è soprattutto un’immersione nelle Dolomiti Patrimonio dell’Unesco, con i loro gusti, tradizioni e paesaggi.

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Tante sterrate, sia in ambiente boschivo sia all’aperto tra i pascoli

Come anticipato, siamo nell’area di Comelico e Sappada, un’area di confine tra Veneto, Friuli Venezia Giulio, Trentino e la confinante Austria, respirando comunque l’evidente retaggio di memorie condivise.

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Qui nasce il Piave

Partiamo dalla Birreria Alp Stube di Sappada, dopo il breve ma completo briefing della nostra guida Michele, in direzione delle sorgenti del Piave. Le raggiungiamo dopo poco meno di 10 km su ripido asfalto, godendo nel tratto finale della magnifica vista su una delle vette che ci accompagnerà in questa due giorni dolomitica, il Monte Peralba, di cui ammireremo diversi versanti. La sua particolarità è di essere formata da roccia calcarea dal caratteristico colore bianco (tipica delle Alpi Carniche Occidentali), da qui deriva il suo nome che, tradotto dal dialetto locale, significa “pietra bianca” (Peralba in veneto e La Peralbe in friulano).

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All’interno del rifugio alle sorgenti del Piave

Proseguiamo, tra sterrato e asfalto, aggirando il Col della Varda e inoltrandoci nella valle del Rio Lavazei, dove assistiamo nuovamente – dopo il nostro tour di luglio Dolomiti Bike Safari – alle tragiche conseguenze per la natura della tempesta Vaia, con milioni di alberi abbattuti.

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I danni della tempesta Vaia sono ancora evidenti…

Il paesaggio è in ogni caso idilliaco, seguendo per lo più sterrate, con qualche breve tratto di sentiero, lungo quello che è anche noto come Giro delle Malghe in Val Visende: tocchiamo tra le altre Malga Antola, Malga Chiastellin, Malga delle Drotele, Malga Manzon, Malga Campobon, per giungere al nostro punto tappa per il pranzo, Malga Dignàs, che prende il nome dalla valle in cui è collocata.

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Adotta una mucca alla Malga Dignàs

È una vera è propria struttura a “km 0”, producendo tutto quello che si degusta sul posto, con la particolarità di poter adottare una mucca di Costalta (info su www.adottaunamuccacostalta.it). Ci godiamo un lauto pranzo con prodotti locali, reidratandoci con le immancabili birre e chiudendo con un bis di liquori artigianali… che spettacolo!

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Il primo tratto boschivo della lunga ascesa al Monte Zovo

È tempo di ripartire, in veloce discesa per il fondovalle dove si trova la confluenza tra il Giau Dignon e il Torrente Londo. Seguiamo il corso del secondo, sino alla confluenza con Torrente Corvevole, ricominciando a salire poi, tra asfalto e sterrato, per la meta di giornata, il Rifugio De Dòo, collocato alle pendici del Monte Zovo che sovrasta il territorio di Santo Stefano di Cadore.

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L’ultimo sforzo per raggiungere i pratoni sommitali del Monte Zovo

La salita è difficile nell’ultimo tratto, con un fondo fangoso che non perdona, ma una volta usciti dal bosco, dopo aver costeggiato il Colle dei Pradetti, il terreno ritorna compatto, con il premio di giornata rappresentato dalla vista a 360° dal pianoro erboso sommitale dove sorge il caratteristico totem. Foto di rito, complimenti a tutti indipendentemente che abbiano raggiunto il totem in bici o a piedi, e poi bella discesa su sentiero prativo sino al rifugio.

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Il caratteristico totem in legno del Monte Zovo

Siamo ancora una volta coccolati dalle guide e dal personale del rifugio, che non ci fa mancare nulla in una struttura moderna e funzionale a chi ama l’outdoor, che sia trekking a piedi o in mountain bike non è importante.

Giorno due: una passaggiata, o quasi

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L’alba al Rifugio De Dòo

Arriva il secondo giorno, più semplice di un primo che ci ha visti pedalare per circa 46 km e 2.000 m di dislivello. Alla fine la seconda tappa, ridotta per questioni di tempo non passando per Malga Nemes in Val Pusteria e il Passo Monte Croce Comelico come previsto in origine, sarà di 37 km con un’ascesa pedalata di poco meno di 1.300 metri.
Si scende di circa 250 m di quota per poi proseguire su un percorso mangia & bevi, perdendo altri 100 m sino a incrociare nuovamente il Torrente Digon.

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Si inizia a salire seriamente per il Col Quaternà, su sterrato dal fondo a volte tecnico, dopo Malga Silvella

Qui inizia il “calvario” di giornata, la lunga ma appagante ascesa – sia per panorami sia per memorie storiche del primo conflitto mondiale – per la sella al di sotto del Monte Quaternà, con i primi 5 km correndo lungo il corso d’acqua e poi inerpicandosi su una bella carrozzabile di montagna, transitando per la Casera di Silvella (punto acqua).

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Ambiente spettacolare con vista unica salendo al Col Quaternà

Da qui la vista è magnifica, potendo ammirare a ovest le cime di Padola, il Gruppo del Popera, la Croda Rossa di Sesto e i Tre Scarperi, mentre a est i Frugnoni, il monte Cavallino, il Palombino e i Longerin. Dal versante nord-orientale del monte nasce proprio il torrente Digon, tributario del Padola.

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Saluti dal Col Quaternà!

Questa vetta, come ci ha ricordato la nostra guida Michele Festini, è famosa perché durante la Prima Guerra Mondiale è stata un ottimo punto di osservazione per le truppe italiane, che dominavano le Dolomiti di Sesto da questo colle. Infatti sulla sua cima sono ancora oggi presenti diversi resti di fortificazioni e trincee dell’epoca. Il secondo motivo d’interesse arriva da una data precisa, il 13 luglio 1987, quando Papa Giovanni Paolo II transitò su uno dei sentieri che conduce alla cima del monte.

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A fine discesa sul versante settentrionale del Col Quaternà, da qui si prende per Malga Coltrondo

Ci prepariamo per la lunga, divertente e veloce discesa lungo il versante nord-occidentale, seguendo prima una comoda carrareccia tra i pascoli e poi deviando, tra boschi infestati di radici e prati acquitrinosi, sino alla Malga Coltrondo, proseguendo per asfalto sino al Rifugio Rinfreddo, dove pranzeremo. Altri prodotti tipici locali, con un eccezionale piatto di polenta, funghi e formaggio scottato alla piastra, innaffiato dalla solita ottima birra.

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Ottimo pranzo il secondo giorno al Rifugio Rinfreddo

Si riparte e si ritorna alla Malga Coltrondo, bellissima struttura immersa nella natura con i suoi caratteristici Yak al pascolo, per un veloce caffè. Da qui possiamo affermare che le fatiche della giornata sono finite, ci attende infatti una velocissima discesa asfaltata, costeggiando alla fine il Torrente Padola, tra ciclabile e sterrate, sino alla sede di DolomitiTrail – MP Go Bike Rent, a Padola di Comelico.

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Fauna locale a Malga Coltrondo

Arriva purtroppo il momento dei commiati, preceduto dalla premiazione di ogni partecipante con il trofeo DoloMitiCo, creato in legno secondo l’arte locale, e con la consegna del Back Pack, un sacchetto di iuta con prodotti tipici a km 0, come salamino, formaggio e miele.

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Il trofeo DoloMitiCo donato a ogni partecipante insieme al Back Pack con i prodotti tipici a km 0

La nostra avventura dolomitica è finita, un’esperienza indimenticabile fatta di natura, storia, tradizioni ma soprattutto condivisione.

Video: DolomitiTrail E-Bike Experience

Info

L’offerta di DolomitiTrail E-Bike Experience comprende pernottamento per 2 notti con trattamento di mezza pensione e il servizio di accompagnamento. Se non avete una eBike è a disposizione il servizio di noleggio e, se non vorrete pedalare in autosufficienza, anche il trasporto bagagli. Per la ricarica della batteria della vostra eBike non ci saranno problemi, potrete farla lungo il percorso mentre state assaporando i piatti tipici del luogo oppure quando arrivate a destinazione per la notte.

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La mappa del percorso integrale di DolomitiTrail E-Bike Experience

La sede di DolomitiTrail – MP Go Bike Rent è a Padola di Comelico Superiore, zona Ski Area al piano sottostante la Pizzeria Skay, in Via Rodolfo Martini.
Tel. + 39 334 1919 137 – Web dolomititrail.it

Gli altri Info Point
Camping Park Sappada – Borgata Cima, Località Eirl, 32047 Sappada (BL)
Tel: +39 340 63 53 354 – mail info@campingparksappada.com

Rifugio De Dòo – Loc. Monte Zovo a Costa di San Nicolò di Comelico (BL)
Tel. +39 320 8355928 – Web www.rifugiodedoo.it – mail info@rifugiodedoo.it

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