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DT Swiss GR 1600 Spline gravel e tanta sostanza

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Abbiamo provato il modello DT Swiss GR 1600 Spline, un pacchetto ruote che nasce con un indirizzo specifico per il gravel. Alcune peculiarità di questo prodotto: sostanza e versatilità, abbinate alle soluzioni tecniche più recenti e tecnologie moderne. Affidabilità e facilità di manutenzione, che collimano con un eccellente rapporto tra la qualità e il prezzo.

ruote dt swiss gravel
Le abbiamo testate su due differenti biciclette e sempre con gomma tubeless. Prima sulla BMC URS, più corsaiola come approccio. Poi sulla Trek Checkpoint ch vedete nell’immagine di apertura, più votata al gravel vero e proprio , oltre che al bike packing.

Nel gravel il valore alla bilancia non deve essere un obiettivo primario

Le ruote con cerchio in carbonio entrano di prepotenza anche nel segmento gravel. Le prestazioni che si ottengono con un pacchetto full carbon sono indiscusse, principalmente in termini di risparmio di peso e spesso abbinate a montaggi di altissimo livello, con un naturale aumento del costo.

È necessario considerare che non tutti hanno la possibilità di spendere migliaia di euro per le ruote con cerchi in carbonio, pur trovando stimoli positivi negli upgrades della bicicletta. Ecco che un pacchetto come questo di DT Swiss, le GR 1600 Spline ci viene in aiuto.

Noi abbiamo provato il diametro da 700

Si tratta di un prodotto disponibile con i diametri da 700 (quelle in test) e 650b, con cerchio in alluminio alto 25 mm, largo 28 millimetri in totale con un canale interno da 24. La predisposizione alle gomme tubeless è totale (il cerchio è fornito con il tubeless tape, già montato, oltre al kit valvole presente nella confezione).

dt swiss spline gravel
La dimensione e il design del cerchio è moderno e comunque facile da gestire, adatto a supportare un’ampio range di pneumatici

Cerchio in alluminio DT Swiss, sempre una garanzia

Ha un design arrotondato, armonico e poco complicato, che facilità le operazioni in caso di manutenzione dei raggi e della loro tensione. La raggiatura è eseguita con profilati DT Swiss Aero Comp, con incrocio in seconda, per ambo i lati e per entrambe le ruote. Il nipples è esterno al cerchio. I mozzi invece sono gli Spline (12×100 mm anteriore e 12×142 posteriore) con livrea silver. Il meccanismo interno è sulla base della versione 350 con Rachet System 18. Questo sistema azzera l’impiego di chiavi e strumenti per la manutenzione, anche nel caso di cambio del corpetto dei pignoni. Il prezzo di listino è di 558 euro.

mozzo spline
Ecco un’immagine del meccanismo interno Rachet System di DT Swiss. Semplice, grazie alle due ruote dentate contrapposte, scorrevole e ben sigillato. Nonostante la sua semplicità, anche dopo molte ore di utilizzo, fango, umidità e sporco in genere, il blocco interno risulta pulito e non necessita di interventi particolari.

LE NOSTRE IMPRESSIONI

Pur essendo un prodotto gravel con cerchio in alluminio, il peso è contenuto: 1800 grammi la coppia, rilevati e con tubeless tape già montato. Una cifra, quella del valore alla bilancia, che abbinata al prezzo di listino, permette di avere una coppia di ruote con un eccellente rapporto tra la qualità che offre e il prezzo, senza mai dimenticare l’affidabilità DT Swiss.

Un pool di prestazioni che si adattano a tutti

Sono ruote piuttosto veloci, scorrevoli e soprattutto stabili (noi le abbiamo utilizzate nella sola configurazione tubeless, con pneumatici dalla sezione di 40c). Sono facili da direzionare, anche nel momento in cui è necessario superare degli ostacoli e non hanno paura di qualche colpo proibito.

Per nulla nervose, facili

L’anteriore in particolare, non è nervosa e non alleggerisce in modo eccessivo, aspetto che invece caratterizza (di solito) le ruote con cerchio in carbonio: eliminare una certa nervosità sullo sterrato è un bel vantaggio, anche e soprattutto pensando a chi interpreta il gravel come un puro divertimento e sfogo.

Cambiare il corpetto è un gioco

Una manutenzione limitata: questo è uno dei vantaggi e pregi dei mozzi con sistema Rachet System. Un punto di forza che si riflette in modo positivo sulla longevità e su un comparto (l’interno del mozzo e tutto il meccanismo rotante) che resta pulito per molto tempo. Ci vogliono alcune ore di lavoro per far si che la sua scorrevolezza raggiunga livelli ottimali. Noi le abbiamo usate con una doppia veste, con corpetto Shimano e Sram. La ruota libera è su a pressione e la sua sostituzione necessita pochi secondi.

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Il cerchio con il tape

Il tubeless tallona nell’immediato

La tallonatura dei tubeless al cerchio è semplice e molto dipende dalle caratteristiche delle gomme. In merito però, il design della parete del cerchio e la qualità del tape facilitano le operazioni. È necessario porre la giusta attenzione quando si avvita la piccola ghiera della valvola, in caso di tubeless. L’anello di chiusura va avvitato e ben serrato, facendo attenzione a non far sprofondare la valvola all’interno del nastro, operazioni comunque semplici e a portata di mano per chi ha dimestichezza con il concetto tubeless.

A chi si rivolgono

Queste Spline si rivolgono ad un pubblico già esperto in materia di bici gravel, che pur sfruttando un buon upgrades non si svuota completamente il portafoglio, anche in considerazione di un pacchetto che ha una longevità molto elevata e con una resa tecnica decisamente superiore a molte ruote con cerchio in carbonio, dotate di mozzi di dubbia provenienza. Ruote come queste, da usare in differenti contesti, dimostrano come a volte sia un bene sacrificare qualche grammo a favore di equilibrio, affidabilità e resa nel medio/lungo periodo.

A cura della redazione tecnica, foto redazione tecnica e Sara Carena

dtswiss.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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