DT Swiss PRC 1400 Spline 35 Disc il nostro test

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La categoria PRC di DT Swiss fa parte della gamma Performance, prodotti sviluppati per garantire un equilibrio ottimale su tutti i terreni. Le ruote Performance si posizionano nel mezzo tra la categoria Aero e quella Endurance. La PRC 1400 Spline Disc 35 è la quarta generazione di una ruota che non conosce tempo e limiti d’impiego, con cerchio tubeless ready.

dt swiss prc 1400 spline 35 disc
L’immagine del canale interno, già munito di flap per i tubeless e di valvola, che può essere rimossa a piacere.

Quattro generazioni di ruote

Era il 2013 quando DT Swiss ampliava la famiglia delle ruote con cerchio full carbon. L’obiettivo era quello di offrire un prodotto prestazionale ma non estremo, versatile e accattivante in termini di impatto estetico, affidabile e accessibile. Nasceva la RC38 Spline, una delle prime ruote disponibili nella doppia versione, rim brakes e disc. Questa ruota fu molto utilizzata anche in ambito pro, in combinazione con la serie Dicut. Ricordiamo ad esempio i team Acqua&Sapone-Caffè Mokambo e dalla I’M Cycling. Da allora si sono sviluppate quattro generazioni di ruote, fino ad arrivare alla attuale PRC 1400 Spline 35 Disc.

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Una ruota è da sempre come il vestito della bici.

Sempre Spline ma tanto diversa

Questa PRC assume delle connotazioni ben precise, con soluzioni proprie e una tecnica costruttiva spesso copiata da altri, ma senza mai perdere i suoi core principali: robustezza, affidabilità, versatilità e scorrevolezza. Il cerchio è un full carbon (fibra di carbonio continua e senza interruzioni) con un’altezza di 35 mm e un canale interno da 18 mm, per una larghezza totale di 25. Il cerchio è tubeless ready. I raggi sono incrociati in seconda per entrambe le ruote e sono differenziati: DT Aerolite (più sottili) per l’anteriore e Aero Comp (con spessori maggiorati) per la posteriore, 24 per entrambe.

Mozzi DT Swiss Spline con una bella livrea

I mozzi sono Spline 240s di ultima generazione. Oltre ad una pregiata finitura esterna il meccanismo interno adotta dei cuscinetti sigillati e il meccanismo d’ingaggio RachetSystem (ruota libera del mozzo posteriore). Consiste in due ruote dentate contrapposte che azzerano il lasco e preservano il mozzo da un’eccessiva usura. Il peso dichiarato della coppia è di poco inferiore ai 1500 grammi, per un prezzo di listino al di sotto dei 2000 euro (1958 euro di listino per la precisione).

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Il canale interno da 18 mm di larghezza non è una cosa usuale in una categoria che vede la misura da 19 mm come standard attuale, ma che man mano si sposta verso la misura dei 21 mm. Eppure la ruota, anche grazie allo shape del cerchio si adatta molto a gommature fino a 25 mm di sezione.

Le nostre impressioni

Questa ruota è realmente per come si mostra, uno strumento che è capace di sorprendere in salita e dotata di una guidabilità eccezionale in discesa. E’ scorrevole e fluida quando c’è da tenere la velocità elevata, nei tratti di trasferimento pianeggianti e leggermente vallonati, facilissima da rilanciare. Il profilo da 35 nella configurazione Disc è ottimale, non eccessivo e adatto a differenti utilizzi, per diversi stili di guida e percorsi. Il suo canale da 18 mm di larghezza è più piccolo rispetto a standard attuali che vedono un incremento verso 19 e 21 millimetri, eppure anche tubeless da 25 calzano alla perfezione.

Shape del cerchio da 25 mm di larghezza totale

Questo perché la larghezza totale da 25 mm permette ai lati dello pneumatico di essere perfettamente in linea. Facciamo un esempio: non di rado, nelle ruote di ultima generazione troviamo canali interni da 19 mm (la misura ora ritenuta una sorta di standard), con sezioni del cerchio totali da 25 mm (quindi uguali alla nostra PRC, o al massimo di 26 mm). La gommatura ottimale, a nostro parere rimane compresa tra i 23 e 25 di sezione, con la preferenza verso la seconda e in configurazione tubeless. Lo pneumatico tubeless, usato con la pressione corretta permette di sfruttare ancor di più il pacchetto PRC, in particolare l’avantreno.

La gomma tubeless porta ulteriori vantaggi alla performance

La ruota davanti, molto leggera (pesa meno di 650 grammi) se consideriamo il segmento disco è anche molto veloce negli inserimenti repentini e cambi di direzione particolarmente veloci. Una gomma tubeless permette di copiare ancora meglio il terreno e la traiettoria, con la possibilità di sfruttare ancor meglio il grip sui lati. La manutenzione per il mozzo anteriore è praticamente assente, per il posteriore è limitata e comunque semplificata.

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Quest’immagine mostra il meccanismo interno, RachetSystem, del mozzo posteriore.

In conclusione

Sperando di poterle utilizzare quanto prima in gara! La DT Swiss PRC 1400 Spline 35 Disc è una ruota versatile e trasversale, per utilizzo e anche per tipologia di utente ma a nostro parere è comunque una ruota che rende al meglio quando genera prestazione. E’ molto più che una ruota per ciclisti evoluti: è uno strumento per ciclisti agonisti. E’ gratificante da usare in salita, non è eccessivamente rigida ed ha una buona reattività. La sua scorrevolezza e fluidità fanno la differenza, caratteristiche che se combinate con le precedenti la rendono un’arma per le lunghe e lunghissime distanze, con tanto dislivello positivi e negativo. Non è una ruota stancante e non deve essere guidata a braccia tese. E’ praticamente immune alle folate di vento laterale. Ha una manutenzione praticamente assente e anche questo è un fattore da tenere ben presente. La meccanica Spline e le raggiature DT Aero si confermano una garanzia, concetto utilizzato anche da numerosi marchi che hanno implementato il reparto ruote all’interno dei rispettivi listini: Bontrager e Specialized per fare due esempi.

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dtswiss.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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