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Fizik Adaptive, il comfort non è un dettaglio

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Una sella che non presenta una cover omogenea e “tradizionale” è di per se qualcosa di strano, poco comune. La categoria Fizik Adaptive si sviluppa grazie ad un pool di selle con una parte superiore forata, per via di una zona di appoggio attiva e adattativa, costruita utilizzando la tecnologia con stampa 3D Carbon Digital Light Synthesis. Approfondiamo l’argomento anche grazie al nostro test.

Fizik Adaptive, il comfort non è un dettaglio

Fizik Adaptive, qualcosa di diverso

Ci è piaciuta definirla “imperfetta nella sua perfezione”, perché una sella che si presenta piena di buchi è qualcosa che stimola interesse e curiosità, sicuramente è qualcosa di diverso. Al di là della tecnologia utilizzata per dare forma a questa famiglia di prodotti, il nome Fizik Adaptive ben identifica il core concept di queste sella, che hanno come fattore principale la capacità di adattarsi alle differente richieste de ciclista. La zona superiore, quella “del cuscino forato” e dove l’atleta scarica tutto il suo peso, non è al pari di un memory foam, non presenta delle schiume e/o delle imbottiture nascoste dalla classica cover, ma sembra mettere insieme una serie di strati sovrapposti a celle aperte. Potremmo anche definirla come la tela di un ragno, morbida e resistente al tempo stesso, in grado di riprendere la forma originale dopo aver subito delle grandi pressioni.

Inoltre è una sella che permette un’equilibrio nella seduta che è difficilmente riscontrabile nel segmento delle selle con lo scarico centrale. La copertura Adaptive non dà mai la sensazione di creare pressioni ai lati della zona perianale e al tempo stesso limita di molto l’affondamento centrale all’interno del canale.

Fizik Adaptive, il comfort non è un dettaglio
Fizik adaptive Antares Versus Evo R1 a sinistra e R3 a destra.

Il test sulle versioni R1 e R3

Il nostro test e la presa di confidenza con la tecnologia Fizik Adaptive, ha visto l’utilizzo in contemporanea delle versioni R1 (quella con i rails in carbonio) e della R3 (quella con il carro in lega Kium). Abbiamo utilizzato i modelli con una larghezza di 139 millimetri. Queste selle non fanno parte della categoria “selle corte” e hanno una lunghezza di 274 mm.

Dal punto di vista tecnico, le due selle differiscono “solo” per i due binari in materiale differente, che comporta un risparmio di peso (40 grammi circa) a favore della Fizik Adaptive Antares Versus Evo R1. Questa stessa versione però, ha un prezzo di listino di 299 euro, mentre la R3 di 249. Per entrambe lo scafo è in nylon caricato al carbonio e la copertura è appunto in materiale stampato 3D.

Fizik Adaptive, il comfort non è un dettaglio
Il valore alla bilancia rilevato per la R3.

I feedback

Prima di tutto “la qualità del comfort”, parallelo alla piena sfruttabilità della sella dal fronte verso il retro e viceversa. Quando si tende a pedalare in punta e spostare il peso verso il fronte, la Fizik Adaptive non dà mai la sensazione di essere troppo dura. Certo il potere ammortizzante diminuisce, rispetto al centro della sella, dove non è presente l’innesto dei rails. La copertura è tanto soffice, quanto in grado di sostenere in modo equilibrato e al tempo stesso offre l’impressione di distribuire le zone di pressione. La parte centrale e quella posteriore sostengono e non affondano, a tutto vantaggio di una posizione in sella che è sempre ottimale.

Un altro vantaggio arriva dallo spessore del “cuscino Adaptive 3D”, che è maggiorato nel volume, rispetto ad una cover tradizionale di una sella Antares Versus Evo (a prescindere che sia R1 oppure R3). Questo permette di avere un feeling ottimale anche nel lungo periodo, dopo tante ore di sella e limita quella sensazione di contatto con lo scafo.

Fizik Adaptive, il comfort non è un dettaglio

Come è facile immaginare, attraverso la cover Fizik Adaptive 3D passa molta aria e questo offre dei notevoli vantaggi di termoregolazione in un punto molto delicato.

La configurazione con i rails in Kium (quelli in lega) tende a dissipare in modo maggiore le sollecitazioni che arrivano dal basso, in un certo senso è più comoda, mentre la R1 (quella con i binari in carbonio) è più “secca” e meno elastica.

In conclusione

Al di la della tecnologia Fizik Adaptive, le selle che utilizzano la copertura 3D hanno aperto questa categoria a nuove soluzioni e nuove forme. Non dobbiamo dimenticare il fatto che una sella deve essere prima di tutto comoda, andando oltre le preferenze soggettive. Per valutare a pieno la longevità tecnica è necessario utilizzare la sella in differenti contesti e situazioni, al pari delle condizioni meteorologiche. Quello che ci ha colpito in modo estremamente positivo è la capacità della stampa 3D di tornare alla forma originale, senza il minimo segno di pressione e cedimento, anche dopo un’uscita di oltre 5 ore, dove abbiamo affrontato diverse migliaia di metri di dislivello positivo. 

a cura della redazione tecnica, immagini redazione tecnica.

fizik.com

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