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Gomme e cerchi sempre più larghi

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La campagna del pavé offre da sempre spunti importanti sotto il profilo della tecnica, per lo sviluppo di prodotti e bici “che verranno” e “che vedremo in futuro”, evoluzioni che nelle ultime stagioni sono state riportate anche “alle bici tradizionali”.

Prendiamo ad esempio il settore pneumatici, categoria che è oggetto di un importante cambiamento.

Cerchiamo di entrare nello specifico di questo approfondimento tecnico:

lo pneumatico rimane il punto di contatto principale con il suolo e la prestazione della gomma diventa un aspetto fondamentale, per la sicurezza e il buon esito della gara. Lo sviluppo, la crescita e i risultati della categoria road disc (biciclette con i freni a disco) sul mercato, dipende anche dal settore pneumatici.

 

Mai come in queste ultime stagioni gli pneumatici ricoprono un ruolo fondamentale nella crescita del mercato ciclistico, non solo in termini di vendite e numeri ma anche per quello che concerne lo sviluppo di nuove categorie di prodotti: una su tutte le bici con impianto frenante a disco. Il segmento road disc, lanciato ufficialmente, presentato a tutti i livelli ma con numeri di crescita ancora limitati (con riferimento diretto alle bici complete), ha dato modo ai produttori di componentistica di evolvere e sviluppare prodotti che, in un certo senso, erano rimasti nel cassetto. Pensiamo alle ruote di ultima generazione (anche ai modelli con pista frenante standard), con canale interno sempre più largo, con profili alti e differenziati a tutto vantaggio di stabilità, penetrazione aerodinamica, rigidità, reattività ma anche comfort. Prendiamo in considerazione gli pneumatici, che in poco più di dieci stagioni sono passati da misure standard di 19 mm, alla sezione che ormai è il riferimento per tutti, amatori e professionisti, quella da 25 millimetri ( che diventano 24 o 25 millimetri per i tubolari, in base ai diversi marchi). Eppure la sensazione è quella di una crescita ulteriore dei numeri, per gomme e ruote.

L’aumento dei volumi ha paradossalmente azzerato i compromessi in fatto di tecnica, aumentando (anche grazie allo studio su nuovi design e mescole) la scorrevolezza, il potere dissipante, il comfort, la durata, la sicurezza e l’aerodinamica, sfruttando (in base alle diverse categorie di prodotto) e massimizzando ogni aspetto complice della prestazione. Il risultato finale invece, il successo di quella copertura o ruota, arriva proprio dal miglior compromesso e combinazioni di fattori, dove è necessario far collimare ogni aspetto prestazionale. Ci piace fare un esempio: prendendo come soggetto una bicicletta di ultima produzione, da competizione con i freni a disco, proviamo a montare un paio di ruote con canale interno da 17 millimetri ma con pneumatici clincher 21c (modello di alta gamma di qualche anno a dietro). La bici diventa secca e nervosa, a tratti inguidabile, con l’impianto frenante che manda in crisi tutto il comparto ruote e gomme. Lo pneumatico è il punto di contatto tra la bicicletta e l’asfalto, fondamentale per la resa tecnica del mezzo meccanico, come della performance del corridore.