Gran Canaria in bici pedalando nella Biosfera

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Gran Canaria in bicicletta nella Biosfera
gran canaria

Gran Canaria è una meta ambita per ciclisti e sportivi in genere, per chi vuole svernare, ma anche per chi vuole godere di un contesto ambientale unico nel suo genere. L’Unesco ha dichiarato Gran Canaria Riserva della Biosfera.

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Aulaga, mentre nella foto di apertura la Finestra del Nublo.

Per quali ragioni la Natura di Gran Canaria merita questo riconoscimento da parte dell’Unesco?

Prima di tutto: l’isola di Gran Canaria è un parco tematico dove spicca la rara e magica flora della Macaronesia. Inoltre, la metà del territorio fa parte della Riserva della Biosfera e comprende anche sei paesini rurali, che sussistono grazie ad attività tradizionali.

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Drago

Riserva della Biosfera

Il termine è utilizzato per indicare gli arcipelaghi dell’Oceano Atlantico situati al largo delle coste africane. Le isole della Macaronesia fanno parte del Portogallo (Azzorre e Madeira), della Spagna (Isole Canarie) e di Capo Verde. Il nome Macaronesia deriva dal greco, e significa Isole Fortunate, espressione utilizzata dagli antichi geografi greci per riferirsi ad alcune isole che si trovavano al di là dello Stretto di Gibilterra. In tali isole si riteneva che fossero accolti dagli dei gli eroi e i mortali che vantavano una natura straordinaria. Il clima delle isole varia da subtropicale a tropicale. Le Azzorre e Madeira hanno generalmente un clima più fresco e piovoso rispetto alle Canarie e a Capo Verde.

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Un’immagine che ritrae i mandorli in fiore
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Cardones (Euphorbia canariensis)

Tra oceano, Mediterraneo e Africa

Le isole hanno una biogeografia unica: ospitano infatti alcune specie endemiche di animali e piante. Nessuna delle isole della Macaronesia ha mai fatto parte di un continente, cosicché le piante e gli animali qui presenti non hanno raggiunto le isole attraverso una dispersione a lunga distanza. Le foreste di alloro, chiamate laurisilva, albero dell’era terziaria, si estendevano un tempo in gran parte delle Azzorre, Madeira, le Selvagge e parte delle Canarie. Queste foreste assomigliano a quelle antiche che coprivano il bacino del Mediterraneo e dell’Africa nord-occidentale prima dell’aridità e del freddo delle ere glaciali.

Quasi la metà del territorio è un parco naturale

Il disboscamento per ottenere legna da costruzione o da ardere, lo sviluppo dell’agricoltura e l’introduzione di specie esotiche di piante e animali da parte degli uomini hanno poi ulteriormente distrutto o fortemente ridotto molta della vegetazione originaria, specialmente la laurisilva. Come risultato di ciò, gran parte del bioma endemico delle isole è adesso in serio pericolo o estinto. Proprio per queste ragioni, più del 46% del territorio di Gran Canaria è da considerarsi come un parco naturale che conserva un patrimonio di piante e fiori cresciuti in modo completamente diverso dal resto del pianeta. Si tratta di un mondo naturale a parte che si è conservato per secoli grazie anche alla morfologia del territorio molto accidentata.

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Rotta Miradorde Jinamar

UNA SPECIALE CONFIGURAZIONE GEOMORFOLOGICA CHE ARRIVA FINO A 1949 METRI DI ALTITUDINE

Un’immensa depressione d’origine vulcanica, la Caldera di Tejeda, sorge nel centro dell’isola e dà origine a una rete di drenaggio di acque pluviali che scorrono lungo i canaloni fino a sboccare nel mare. Nell’insieme Gran Canaria può essere considerata un massiccio che si alza sopra il livello del mare fino a un massimo di 1.949 metri d’altitudine, raggiunti dal Picco de Las Nieves. Le montagne dell’isola e la conformazione morfologica, particolarmente scoscesa, favoriscono l’esistenza di una moltitudine di microclimi e habitat diversi.

Bicicletta e unicità ambientale

In particolar modo si distingue la zona sudoccidentale di Gran Canaria, che per secoli ha mantenuto ancora intatto il suo paesaggio naturale. Qui si trovano grandi boschi di pino canario, un albero dalle caratteristiche particolari che lo rendono unico al mondo. Il pino canario ha un’altissima resistenza al fuoco, quindi, in caso di incendi, la sua linfa vitale interna rimane pressoché intatta, bruciando solo all’esterno. Questo ha permesso alle foreste di Gran Canaria e del resto dell’arcipelago un recupero relativamente veloce dopo gli incendi.

D’altro canto, le attività umane sul territorio sono state graduali e rispettose dell’ambiente, per cui è difficile distinguere gli elementi introdotti dai lavori tradizionali dell’uomo dal paesaggio originale dell’isola. Le due cose si fondono in un mosaico paesaggistico molto peculiare, che viene salvaguardato e tramandato alle future generazioni.

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Pino Canario
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Tajnaste Rosso

UN’ISOLA DI CONTRASTI

Anche guardando la costa, si capisce immediatamente che Gran Canaria è un’isola di contrasti. Dal litorale fino a un’altitudine di 300 metri dominano gli ambienti aridi e molto aridi con cardoni e tabaibas (euphorbia atropurpurea). I canaloni e le valli sono ricoperti da palmeti, tamerici e salici.

La costa comprende ampi delta sommersi, colate vulcaniche sul fondo del mare, grandi scogliere e distese di sabbia. Tutto ciò si traduce nella ricchissima biodiversità di un ambiente abitato dalla tartaruga boba, il tursiope e il grampo (due specie di delfino). Diversissimi climi coesistono insieme a migliaia di specie animali formando uno spettacolo unico al mondo su un’isola che è Riserva della Biosfera.

Di Silvia Donatiello || foto: Promotur Turismo de Canarias

grancanaria.com

 

 

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