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Granfondo Via del Sale, il nostro racconto

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La Granfondo Via del Sale di Cervia raggiunge le 22 edizioni, un evento che si conferma bacino dei grandi numeri. Ecco il racconto del nostro Enrico Monti.

I commenti degli addetti ai lavori dopo lo spostamento di Cervia da aprile a maggio erano stati i più disparati. Dallo scetticismo totale (non verrà nessuno) al miraggio di ciclisti che si sarebbero fermati per una o due settimane in nome di un trittico intrigante: Granfondo Via del Sale per l’appunto, Granfondo degli Squali Carrera di Cattolica-Gabicce Mare e naturalmente la Nove Colli di Cesenatico.

Alla fine con buona pace di tutti nessuno ha avuto ragione e il risultato sta nel giusto mezzo. Ci pare che gli arrivi abbiamo ricalcato i numeri del 2017, poi non conosciamo i numeri delle manifestazioni di contorno alla GF (come la pedalata Gourmet). Il nostro occhio ha comunque visto una bella gara, ben partecipata, ben preparata e seguita, con la solita cura e il solito spirito di accoglienza e servizio che ha reso celebre nel mondo la Romagna e, aggiungiamo di uno spirito gogliardico del Fantini Club.

Un solo grosso neo da matita rossa, la presenza di numerose auto in senso contrario pochi chilometri dopo il via nella zona delle saline, con un gruppo quasi compatto che abbracciava l’intera carreggiata come è normale in questa fase della gara. Non sappiamo se è stata una svista, un malinteso, l’errore di un singolo, certo però che in altri casi l’utilizzo di motostaffette ha eliminato questi problemi obbligando gli automobilisti a sostare fuori carreggiata fino al passaggio della totalità delle bici. Pacco gara decisamente “leggero” ma sappiamo bene e concordiamo che a questo livello numerico è preferibile sul benessere post gara che in gadget inflazionati.

La macchina organizzativa di Fantini è una garanzia e anche in questo caso veramente pochi gli scontenti. Diversi i Circuiti di appartenenza (Alè, Zero Wind, Inbici, Prestigio, Campionato ACSI e diversi Campionati professionali). Questo probabilmente il segreto dell’aver garantito un battente di partecipanti che permette la programmazione annuale come è obbligatorio per un evento che vuole essere di livello nazionale.

La modifica del percorso dovuta allo scivolamento del calendario è generalmente piaciuta e il temuto Monte Petra ha fatto meno danni dei successivi strappi sulla strada che sarà misurata tra 15 giorni alla Nove Colli. Il meteo ha fatto il suo, con qualche goccia prima del via dato su strade umide e viscide e un bel temporale tra l’Oriola e Paderno nel Lungo.

A proposito di strade: impegnative è il termine corretto, con discese infide che i ciclisti romagnoli purtroppo ben conoscono in questo lato d’Italia senza pace geologica. Nel finale anche l’emozione della “Foresta di Aremberg” a pochi chilometri dall’arrivo, con la classica volatona onnipresente. Ben strutturato il dopo gara nei locali del Fantini Club dove i grandi numeri non si sono avvertiti per la buona organizzazione. Che cosa ci riserverà il 2019? La gara è già a calendario nel medesimo periodo, aspettiamo eventuali decisioni in merito a percorsi e novità.

a cura di Enrico Monti, ph credits MMM Monti

granfondoviadelsale.com

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