Ci sono molti aspetti da approfondire quando si parla di geometria e dimensioni del manubrio e dello stem, ecco una guida pratica per orientarsi nella scelta e ottenere il cockpit ideale per il proprio stile di riding
Ultimamente ho riflettuto molto sul setup della piega e dell’attacco manubrio – merito anche del test del combo Leatt – e su come questi possano influire in modo determinante sulle prestazioni di una bicicletta. Si tratta di un argomento complesso che può influire notevolmente sulla guidabilità della mountain bike.
Purtroppo, non basta acquistare il miglior manubrio per MTB e montarlo sulla tua bici. Diverse forme e larghezze si adattano a diverse applicazioni e configurazioni della bicicletta, quindi ci sono molti aspetti da considerare.
Approfondiamo l’argomento del setup del cockpit della MTB, passo dopo passo.
– Leggi anche: Come modificare la geometria della mountain bike

Le dimensioni contano… ma non come si pensa
In breve, non sempre più largo e più corto – per manubrio e stem – è sempre meglio, anche se era vero qualche tempo fa. Chiunque abbia iniziato a pedalare nei primi anni 2000 – ma anche prima – potrà testimoniare quanto sia stato rivoluzionario passare da pieghe da 600 mm e attacchi da (almeno) 70 mm a manubri da 720 mm e stem da 50 mm su una bici “tutto fare” (all’epoca le Trail Bike propriamente dette non esistevano ancora). La guida ha immediatamente raggiunto un nuovo livello di stabilità e il controllo supplementare era fuori dal comune sui terreni tecnici.
Il cielo sembrava essere l’unico limite, dato che i marchi continuavano a produrre attacchi più corti e manubri più larghi. Ora che il mercato è invaso da pieghe di oltre 800 mm e stem da 30 mm, sta diventando chiaro che la larghezza ottimale del manubrio per la maggior parte dei ciclisti è in realtà compresa tra 720 mm e 780 mm, abbinata a un attacco manubrio da 35 mm a 50 mm (per impieghi dal Cross Country non competitivo al Gravity).
La maggior parte delle nuove Trail Bike ed Enduro monta di serie manubri da 800 mm, il che significa che molti ciclisti ora girano con cockpit molto larghi, forse troppo? Le bici da Cross Country hanno tradizionalmente utilizzato manubri più stretti e attacchi più lunghi, anche se stanno iniziando a cambiare, con le bici da XC più progressive dotate di una configurazione 760×60 mm.
– Leggi anche: Come scegliere la corretta larghezza del manubrio da mountain bike

Soluzioni da pro, ma solo per pro… capito bro?
Due situazioni hanno dato il via alle mie riflessioni sul cockpit: la prima è stata in occasione del test del manubrio ergonomico SQLab 30X Carbon, dalla geometria alquanto radicale: larghezza di 780 mm, rise da 15 a 55 mm, Upsweep di 5° ma soprattutto un enorme Backsweep sino a 16°, accoppiato a uno stem lungo 45 mm. La seconda ha riguardato il trend in Coppa del Mondo Enduro e Downhill a utilizzare manubri con rise sempre più alto. Con il bonus del test del cockpit formato dal kit manubrio Launch Control 6.0 e dallo stem Gravity 6.0 di Leatt, come anticipato.
Il trend, fotografato da un sondaggio di Pinkbike, restituisce risultati molto interessanti: larghezza media di 752,7 mm, rise di 31,6 mm, lunghezza media dello stem di 41,7 mm, e per finire una leggera prevalenza del carbonio sull’alluminio per il manubrio insieme al dominio – o quasi – dello standard da 35 mm (75%), di fatto più rigido ma meno “permissivo”.
Il sondaggio è da prendere con le pinze, includendo – come dovrebbe essere in ogni caso – atleti uomini e donne, il che potrebbe aver influenzato il risultati considerato che le seconde in genere usano manubri più stretti. Detto questo, solo quattro atleti usavano pieghe più larghe di 770 mm, e tre invece da “soli” 740 mm.

Un altro importante aspetto da considerare sul setup del cockpit della MTB riguarda il fatto che parliamo di bici da pro per i pro, che necessitano di setup pensati per spingere al massimo su ogni terreno, alla ricerca del tempo migliore. Senza considerare la forma fisica al top dei migliori interpreti delle discipline Gravity. Tuttavia è significativo osservare una tale tendenza verso manubri che sarebbero considerati stretti dalla maggioranza degli appassionati.
Lo stesso si può dire per la lunghezza dell’attacco manubrio, intorno ai 40 mm, con un range compreso tra 30 e 50 mm.
La domanda sorge spontanea: perché tanti di noi utilizzano manubri molto larghi con attacchi molto corti?


Non tutti i manubri sono uguali
Tutti sanno che il cockpit ha un effetto enorme sulla guidabilità della bici, dopotutto è letteralmente la parte che si gira per sterzare. Detto questo, la scelta del manubrio e dello stem è un argomento molto più complicato di quanto si possa pensare.
Le misure del manubrio vengono considerate utilizzando quattro parametri di base. Le due metriche su cui la maggior parte delle persone si concentra sono la larghezza e il rise (quanto sono sollevate le estremità del manubrio dalla sezione centrale su cui si fissa l’attacco manubrio). Queste sono importanti, ma lo sono altrettanto la il Backsweep e l’Upsweep, rispettivamente gli angoli con cui le estremità del manubrio puntano verso il retro e verso l’alto. La larghezza e il rise sono importanti per un posizionamento corretto sulla bici, ma non bisogna sottovalutare il ruolo svolto da Back e Upsweep.
Tutti questi numeri sono solitamente forniti dal produttore, quindi è possibile scegliere esattamente ciò che si desidera, giusto? Beh, purtroppo è qui che le cose si complicano, perché è possibile che due manubri con le stesse identiche dimensioni abbiano posizioni delle mani completamente diverse. Ciò dipende da come sono collocati rise, Backsweep e Upsweep.

I moderni manubri in standard 35 mm presentano un’ulteriore complicazione, poiché il diametro maggiore dell’area centrale può alterare ulteriormente la geometria, rendendo difficile il confronto con una piega in standard 31,8 mm (quello più diffuso). Tutto questo senza considerare il cosiddetto “bar roll”, in altre parole il processo di rotazione del manubrio in avanti o indietro durante il montaggio per trovare la posizione ottimale sulla propria bici.
Il migliore consiglio che posso dare è di acquistare insieme manubrio e attacco, poiché la particolare geometria del primo, insieme al “bar roll”, influenzano naturalmente la lunghezza – ma anche la geometria – del secondo per ottenere la posizione e il feeling di guida desiderati. Le pieghe più larghe sono compensati da stem più corti, mentre un maggiore Backsweep – come nel caso del manubrio SQLab 30X Carbon – accorcia effettivamente il secondo (nel caso specifico, con 12° di Backsweep la lunghezza effettiva passava da 45 a 30 mm). Un rise maggiore porterà a un effetto “bar roll” più evidente.
Cosa ne risulta? Non considerare il sistema cockpit nel suo complesso può spesso portare a configurazioni più estreme del previsto e differenze significative nella guidabilità e nel controllo della bici.

Non è finita qui. Perché il setup del cockpit della MTB, insieme all’altezza dello Stack, possono avere un enorme effetto a catena sulla geometria, sulla posizione del corpo e quindi sulla distribuzione del peso sulla bici, a cascata anche sulla configurazione delle sospensioni.
Non c’è bisogno di disperarsi e fasciarsi la testa prima di essersela rotta, in ogni caso l’ottimizzazione del setup del cockpit offre molti vantaggi. Tuttavia, non è semplice trovare la giusta configurazione schioccando le dita, e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra. Poiché spesso dipende dal terreno, dalla configurazione della bici, dallo stile di guida, e dalle preferenze personali, che rendono il tutto molto complicato.
Sarà molto utile dedicare un po’ di tempo a provare alcune configurazioni, quindi ecco alcuni utili consigli su come sperimentare con il tuo attuale cockpit per trovare quello che funziona meglio per te.

Trova la soluzione ottimale per te
C’è molto spazio per sperimentare con l’attuale setup del cockpit della tua MTB per aiutarti a perfezionare la tua posizione o aiutarti a capire cosa funzionerebbe meglio per te.
Se parti da zero, il consiglio è di impostare il manubrio con il rise in linea con l’angolo sterzo. Se piega/stem hanno indicatori impressi su di essi, prendi nota della posizione iniziale e prova diverse regolazioni in avanti e indietro per vedere come influiscono sul feeling nella guida. Non dimenticare di riposizionare in modo corretto le leve dei freni, il comando del cambio e quello dell’eventuale reggisella telescopico.
La rotazione del manubrio non influirà solo sulla posizione delle mani e sul comportamento dello sterzo, ma anche sulla posizione complessiva del corpo, modificano il Reach reale, oltre a influire sull’aderenza della ruota anteriore e sulla guidabilità della bici.
Se non riesci a trovare una posizione comoda o sicura, potrebbe valere la pena provare una forma o una larghezza diversa del manubrio. Passare a uno più largo renderà la sterzata più lenta, aumenterà la leva utile e ti darà una posizione di guida più ampia, favorendo potenzialmente la stabilità. Una piega più stretta renderà la guida più precisa e svelta, dando anche maggiore libertà di movimento sui terreni tecnici.
Un manubrio più alto, invece, è solitamente preferibile per i terreni più ripidi, poiché favorisce una posizione di guida più centrale, mentre uno più basso orienterà il corpo sulla ruota anteriore per favorire la trazione. Per ulteriori informazioni al riguardo, leggi il nostro approfondimento sull’altezza del manubrio da MTB.
Il Backsweep è legato alla posizione naturale delle mani, che varia da persona a persona, anche se ho riscontrato che i manubri più larghi richiedono un’angolazione superiore per evitare l’affaticamento di mani, polsi e avambracci.
Sono molti gli aspetti da considerare, ma una volta scelta la posizione del manubrio, puoi provare diverse lunghezze dell’attacco per perfezionare la propria postura. Gli stem più lunghi rendono la guida più svelta e spostano il peso sull’avantreno della bici, mentre quelli più corti offrono una maggiore stabilità.
– Leggi anche: Altezza manubrio della MTB, il ruolo della geometria

Un nuovo inizio
Se stai acquistando un nuovo cockpit, il manubrio e l’attacco devono essere considerati come un unico sistema. Ti consiglio di scegliere la larghezza, il Backsweep e il rise che preferisci, e poi di scegliere un attacco manubrio della lunghezza giusta per le tue esigenze. Se preferisci una superiore angolazione posteriore, potresti aver bisogno di un attacco manubrio leggermente più lungo per mantenere le mani nella posizione corretta rispetto agli altri appoggi della bici (pedali, e sella quando si pedala da seduti).
Lo stesso vale per il rise del manubrio: angoli sterzo più rilassati e/o attacchi manubrio più lunghi aumenteranno effettivamente l’altezza della posizione delle mani. Aggiungere o rimuovere distanziali può rimediare a questo problema, anche se ciò può influire sui valori di Reach e complicare le cose.
A meno che non tu non abbia già un’idea chiara di ciò che funziona per te, probabilmente vale la pena provare diverse configurazioni prima di investire in un nuovo cockpit.
[foto apertura: Red Bull Content Pool]