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I ciclisti, esilaranti, strani e senza mutande

di - 09/06/2021

i ciclisti

Ogni disciplina sportiva ha le sue manie, ha i suoi riti ed abitudini, tutti gli sport vengono identificati con una sorta di francobollo. Il segno distintivo dei ciclisti è il fatto che non portano le mutande. I ciclisti però sono molto di più di un fondello che protegge le parti intime, di una gamba depilata e di una pipì urgente a bordo strada. Bene o male, odio e amore, ma anche amatore, pummarola pro e/o semplice pedalatore. Chi sono i ciclisti?

granfondo del penice 2021

I ciclisti e quel paradosso green

Il ciclismo e la bicicletta sono presi ad esempio come i portabandiera della nuova mobilità e per una mobilità sostenibile. Nascono le piste ciclabili dentro e fuori le città. Gli hotel, gli agriturismo e i centri di ricezione puntano su un turismo sostenibile e proprio sul mezzo a due ruote, a prescindere dalla sua natura. Tradizionale (la bicicletta muscolare non esiste, ci sono la e-bike e la bicicletta) oppure la e-bike, insomma la bici è un messaggio positivo che molti stanno imparando ad usare.

Poi ci sono gli agonisti, i ciclisti pummarola pro e quelli che fanno le gare; gente guasta. Ma avete mai provato a passare sulle strade dopo che questa è stata percorsa da una granfondo? Carte e cartacce, involucri e plastica, naturalmente le borracce (vabbé, magari queste cadono per le botte che si prendono quando l’asfalto fa schifo). Ma allora il ciclismo non è uno sport che rispetta la natura, non è green e sostenibile. Il ciclista è il simbolo di se stesso, cioé, è un porco e non porta le mutande! Bah. Sarà, ma talvolta le imprecazioni che ci mandano dall’esterno, che ci arrivano al di fuori della nostra lobby, le meritiamo tutte.

i ciclisti

Sacrifici, fatica e andare sempre oltre

La bicicletta non è solo agonismo, che sia esso amatoriale, professionistico e/o giovanile. Andare in bicicletta non è una cosa sola, sono tante variabili messe insieme e una serie di compromessi che si fondono tra loro. Razza strana i ciclisti e nel calderone ci finiscono anche le nonnine (senza di loro manca un pezzo) che sulla salita di fianco alla chiesa del paese fanno le SFR. Bici da 87 kg fatte con i tubi di ghisa pieni. E noi agonisti che diamo la colpa al grammo quando scolliniamo sul cavalcavia e abbiamo quella sensazione da cuore in gola. Borse della spesa da 20 kg ciascuna, gonna e ciabatte, borsetta a tracolla! Talvolta sul portapacchi dietro, c’é anche qualche bottiglia di acqua. Mai scomposte, pedalata rotonda e perfetto sfruttamento delle zone più larghe della sella. Alla faccia della biomeccanica e della potenza normalizzata. Strana la gente in bici!

granfondo del penice 2021

Loro fanno fatica tanto quanto l’amatore lamentone “che è sempre colpa degli altri se ho fatto merdesimo assoluto”. Anzi, le nostre nonne ne fanno di più (e non si lamentano) e come il pummarola pro cercano di andare sempre oltre le sue possibilità. Le nonne però, portano le mutande e quindi sono meno zozze rispetto al ciclista tutto depilato e con la tutina aderente, il casco e gli occhiali da insetto. La bicicletta comporta una certa disciplina e rigore, se la vuoi sfruttare al pieno delle sue potenzialità.

granfondo del penice 2021

L’equilibrio e la malattia

“La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”. Una cazzata? Chi l’ha detta sta roba. Un povero pirla di nome Albert Einstein, l’ultimo arrivato!!! Eppure “lo strumento bicicletta” è da sempre usato per comparazioni, accostamenti e ossimori. L’equilibrio è il primo tra i sensi ad essere stimolato, poi gli altri e il bello della bicicletta è che non dà mai la sensazione di aver raggiunto il limite.

Il ciclismo con i suoi ciclisti è anche una malattia. Se il ciclismo ti entra nella pelle, fa parte di te e del tuo DNA, pure i ciclisti sono al pari di uno sciame di cavallette. Se a noi ciclisti dovessero attaccare anche solo un terzo degli insulti degli automobilisti fermi agli incroci, sarebbe già estinto l’intero universo con le sue galassie. Eppure i ciclisti ci sono e ci saranno. Equilibrio e malattia per l’appunto, ma anche perseveranza.

I ciclisti sono come la Panda

Se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Se non esistessero la vita sarebbe più monotona anche per quegli automobilisti che poi si ritrovano per 37 minuti alle spalle di un trattore che va a 8 all’ora (e fategli il pelo se ne avete il coraggio).

Sono fiero di essere un ciclista e sono orgoglioso di far parte di questa enorme famiglia e di essere nella pancia del gruppo. Mi gratifica, mi rende partecipe e mi permette di osservare il mondo. Cerco di fare le cose giuste per me e non voglio fare torto agli altri. Talvolta in compagnia, molte volte da solo e i ciclisti sono tra i pochi che stanno bene anche con se stessi. Con le loro paturnie, problemi e pensieri, con le autoconvinzioni ed esautorazioni. Disordinati, scoreggioni e amanti dei social, si vendono anche per quello che non sono! Ciclisti forever.

Ah dimenticavo: ho provato a pedalare con le mutande, ma porto i segni sulle natiche ancora oggi, dopo oltre 30 anni di bicicletta. Un buon pantaloncino con una buona imbottitura; sinonimo di comfort, protezione e altro segno distintivo del ciclista, dei ciclisti!

a cura della redazione tecnica, immagini Sara Carena e Andrea Cogotti.

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.