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Oltre il turismo: all’IMBA Italia Gathering 2026 i sentieri tornano al centro della comunità

di - 29/10/2026

imba italia gathering 2026 - sentieri bene comune - foto di gruppo teatro
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Due giorni di confronto tra associazioni, amministratori e professionisti del trail per ribadire che i sentieri sono un bene comune, capace di generare aggregazione, coinvolgere i giovani e valorizzare il territorio

A volte si parla di mountain bike concentrandosi quasi esclusivamente sui numeri del turismo, sulle presenze o sul potenziale economico di una destinazione. L’IMBA Italia Gathering 2026, andato in scena il 24 e 25 ottobre nelle Valli del Torre, ha scelto invece di partire da una domanda differente: quale ruolo possono avere i sentieri nella vita quotidiana di un territorio e delle sue comunità?

Il tema scelto per la sesta edizione, “Sentieri come bene comune: comunità locali e pratica outdoor per nuove identità territoriali”, ha infatti spostato l’attenzione dalla mountain bike intesa come semplice prodotto sportivo o turistico a una visione più ampia, nella quale i sentieri diventano infrastrutture sociali, luoghi di incontro, strumenti di partecipazione e occasioni di crescita per le nuove generazioni.

imba italia gathering 2026 - sentieri bene comune - intro

Organizzato da IMBA Italia con la collaborazione di Maglia Nera APS, il sostegno della Comunità di Montagna del Natisone e Torre e il patrocinio dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, il Gathering ha riunito partecipanti provenienti da otto regioni italiane e da quattro Paesi europei, confermandosi come uno dei principali momenti di confronto per il movimento trail building italiano.

– Leggi anche: Sentieri, comunità e territorio: IMBA Italia e Maglia Nera a confronto

imba italia gathering 2026 - sentieri bene comune - imba europe
Mark Torsius, direttore di IMBA Europe

Oltre il turismo: il valore sociale dei sentieri

Il filo conduttore emerso durante la conferenza del sabato è stato chiaro: la vera sostenibilità di una trail area non si misura soltanto dal numero di rider che arrivano da fuori, ma soprattutto dalla capacità di generare valore per chi vive quotidianamente il territorio.

L’intervento di Mark Torsius, direttore di IMBA Europe, ha rappresentato uno dei momenti più significativi in questa direzione. Parlando del modello delle Trail Towns, Torsius ha evidenziato come una destinazione bike-friendly non sia definita solamente dalla qualità dei sentieri, ma dalla presenza di una comunità attiva che riconosce nella mountain bike uno strumento di inclusione, accessibilità e partecipazione. Secondo questa visione, i trail non sono il fine, ma il punto di partenza per costruire cultura, senso di appartenenza e opportunità locali.

Un approccio che assume particolare rilevanza nelle aree rurali e montane, dove le pratiche outdoor possono contribuire a contrastare lo spopolamento, favorire il coinvolgimento dei giovani e generare benefici che vanno ben oltre l’aspetto economico, incidendo sulla salute, sulla qualità della vita e sulla coesione sociale.

– Leggi anche: IMBA Italia Gathering 2026: sette voci per ripensare sentieri e comunità

Andrea Holzer di Lake.bike

Comunità locali protagoniste dello sviluppo trail

Tra i concetti più ricorrenti emersi nel corso delle due giornate, quello del coinvolgimento della comunità locale è stato probabilmente il più trasversale.

Dall’esperienza austriaca di Lake.bike fino al caso sloveno di Golovec Trails, i relatori hanno mostrato come i progetti di successo nascano quasi sempre dal basso e si sviluppino attraverso relazioni solide con proprietari terrieri, amministrazioni, associazioni e cittadini.

imba italia gathering 2026 - sentieri bene comune - golovec trails
Tadej Kecavcic di Golovec Trails

L’esempio presentato da Tadej Kekavcic, presidente di Golovec Trails, è particolarmente significativo. L’area di Lubiana ha visto negli anni una progressiva trasformazione della pratica informale in una rete riconosciuta e legale, ottenuta grazie a un dialogo continuo tra tutti i soggetti coinvolti. Un percorso che ha richiesto tempo, fiducia e capacità di mediazione, ma che oggi rappresenta un modello di riferimento per molte realtà europee.

La stessa centralità delle relazioni è emersa nei casi italiani presentati durante il Gathering. Sia Sirino Gravity sia Bernadia Trail Area – con i rispettivi interventi di Pietro Ielpo e Max Misdaris – hanno raccontato percorsi costruiti attraverso eventi, attività condivise, lavoro volontario e collaborazioni con le istituzioni, fino ad arrivare a forme di riconoscimento ufficiale e a una gestione più strutturata delle reti sentieristiche.

imba italia gathering 2026 - sentieri bene comune - tavola rotonda
La tavola rotonda moderata da Edoardo Melchiori e Luca Bortolotti di IMBA Italia

Dai trail alle relazioni: perché i sentieri sono infrastrutture sociali

Uno degli aspetti più interessanti emersi dai diversi interventi riguarda il cambiamento di prospettiva sul concetto stesso di sentiero.

Non più soltanto una traccia da percorrere in bicicletta, ma un’infrastruttura capace di mettere in relazione persone, scuole, associazioni, volontari, imprese locali e amministrazioni.

In questo senso, il Gathering 2026 ha lanciato un messaggio preciso: la mountain bike può diventare un elemento stabile della vita di un territorio soltanto quando riesce a generare benefici percepibili anche da chi non pedala. La manutenzione condivisa dei percorsi, la valorizzazione del patrimonio naturale, le attività educative, le iniziative rivolte ai giovani e gli eventi comunitari diventano quindi parte integrante della stessa strategia di sviluppo.

Non a caso, durante la tavola rotonda conclusiva, una delle domande centrali ha riguardato proprio la capacità del movimento MTB di diventare parte della quotidianità di un territorio, delle sue scuole, delle sue amministrazioni e delle sue nuove generazioni, superando la percezione di semplice prodotto turistico o sportivo.

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Luca Bortolotti, a sinistra, durante il workshop sui sentieri di Bernadia Trail Area

Workshop, ITRS e trail building nella Bernadia Trail Area

Il confronto non è rimasto confinato alla sala conferenze. La giornata di domenica ha portato partecipanti e relatori sui trail della Bernadia Trail Area, accompagnati da workshop dedicati all’International Trail Rating System (ITRS) – con Edoardo Melchiori di IMBA Italia – e al trail building. Un’occasione concreta per approfondire strumenti e metodologie necessarie alla realizzazione e gestione di reti sentieristiche sostenibili, sicure e condivise.

Anche questa parte del programma riflette il messaggio emerso durante l’intero evento: la qualità dei sentieri non dipende soltanto dalla costruzione o dalla manutenzione, ma dalla capacità di creare una responsabilità diffusa e condivisa attorno alla loro gestione.

– Leggi anche: Il futuro della mountain bike non è in montagna

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Il padrone di casa Max Misdaris, co-fondatore e presidente di Maglia Nera APS

Il futuro della mountain bike passa dalle comunità

Il bilancio del Gathering 2026 è positivo non soltanto per la partecipazione registrata, ma soprattutto per la maturità del dibattito emerso. Più che parlare esclusivamente di trail, bike park o promozione turistica, il movimento della mountain bike italiana ha mostrato la volontà di confrontarsi su temi più ampi: governance, inclusione, partecipazione, educazione e sviluppo territoriale.

Il messaggio che arriva dalle Valli del Torre è chiaro: il futuro della mountain bike passa certamente attraverso sentieri ben progettati e gestiti, ma soprattutto attraverso comunità coinvolte, giovani partecipi e territori che riconoscono nei trail un patrimonio condiviso. Un bene comune, appunto, da costruire e custodire insieme.

[foto: ©GpS Studio / IMBA Italia]

4bicycle - ritratto Cristiano Guarco

La bici è il mio modo di leggere il mondo. Dalla mountain bike al ciclismo in tutte le sue forme, da oltre 20 anni trasformo la passione in professione, raccontando avventure, tecnologia e sport outdoor. Tra sentieri e parole condivido storie che uniscono adrenalina, innovazione e libertà.