In anteprima la nuova Lapierre Aircode DRS

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Lapierre Aircode DRS nasce senza mezzi termini dalla collaborazione tra l’azienda francese e il Team Groupama-FDJ. L’obiettivo era quello di sviluppare una bici veloce, leggera, stabile e confortevole, con richieste specifiche da parte degli atleti.

Gli highlights

Il marchio francese fa evolvere la sua piattaforma aero. La Aircode adotterà il suffisso DRS, un progetto di cui abbiamo visto le prime immagini e le prime indiscrezioni proprio in questi brevi scorci di 2020. Le notizie in merito alla nuova Aircode DRS sono ancora frammentarie. Conferme e precisazioni, riguardo alle geometrie, taglie e allestimenti, disponibilità e ulteriori dettagli, sono attesi tra le fine della primavera e l’estate. Si parla di una bici più efficiente in termini di aerodinamica, rispetto alla precedente versione. Confortevole, grazie ad una ottimizzazione del carbonio e di una ulteriore evoluzione dei foderi obliqui posteriori slegati dal piantone. Non in ultime le geometrie, completamente riviste.

Avevamo scattato questa foto durante la presentazione della Xelius SL ultima versione. Il telaio, pur essendo full carbon monoscocca, prevede un procedimento di costruzione unico nel suo genere. Le indiscrezioni ci parlano di un procedimento simile, che viene e verrà adottato anche per la Aircode DRS.

Full carbon e disc brakes

Le immagini allegate a questa anticipazione ufficiale, ci mostrano un framekit con telaio e forcella in carbonio UD. Viene utilizzata la tecnologia monoscocca per tutto il triangolo principale, unito al triangolo posteriore sviluppato grazie al know how Lapierre. Inoltre il progetto si inspira al concetto Gravity Logic Project, che prende forma dal segmento e-mtb e che permette di ottimizzare le masse. Quindi, non solo una costruzione taglia per taglia ma anche una gestione differente delle masse per ogni misura. Aircode DRS nasce per i freni a disco. Perni passanti da 100×12 mm anteriore, 142×12 mm posteriore.

Quello che vediamo dalle immagini

La Aircode DRS si mostra muscolosa e al tempo stesso non eccessivamente ingombrante. I volumi delle tubazioni sono mediamente contenuti. Lo sterzo conico è piatto nella parte bassa, così come la testa della forcella. Quest’ultima ha i foderi che spanciano nella sezione centrale con l’obiettivo di penetrare lo spazio e di offrire tanta stabilità.

Tubo sterzo dedicato

La parte alta dello sterzo, leggermente ribassata rispetto alla linea dell’orizzontale, adotta degli spessori appositi. Questi permettono di integrare il passaggio di cavi e guaine in modo ottimale. Inoltre è corretto sottolineare che questa soluzione permette di usare uno stem e una piega tradizionali, così come un cockpit integrato. Quella bassa ha una vistosa nervatura che prosegue verso l’obliquo, con integrazione del becco posteriore della forcella.

Foderi obliqui slegati

Non c’è il triangolo triplo nei pressi del nodo sella. I foderi obliqui sono sfinati e slegati dal seat-tube. Il reggisella ha un design specifico per questo progetto. La scatola del movimento centrale, presumibilmente da 86,5 mm d larghezza e nativa press-fit è muscolosa e ingloba piantone (che si allarga a cuneo) e i foderi bassi, allargati in senso verticale.

a cura della redazione tecnica, foto Lapierre ©Groupama-FDJ, Nicolas Gotz

lapierrebikes.it

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