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Integrated Marketplace non è solo una strategia

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Integrated Marketplace ampliamento e strategia

In un modo o nell’altro, con tempistiche ridotte o maggiormente dilatate, la combinazione di internet con gli effetti portati dal lockdown iniziano a farsi sentire. Specialized ha recentemente comunicato di aver intrapreso ufficialmente la strategia Integrated Marketplace, ovvero di diventare multicanale in termini di veicolazione (e vendita) del prodotto. Eppure le considerazioni e i ragionamenti da fare, hanno un delta molto ampio, che mira anche alla salvaguardia del punto vendita e di una filiera non semplice da gestire.

Integrated Marketplace ampliamento e strategia
Un’immagine del Concept Store Francesconi, per quello che è stato il primo E-Store ufficiale di Specialized. In un certo senso anche questo è Integrated Marketplace. Anche tramite gli store ufficiali e dedicati, il brand aggiunge strumenti di valutazione e potenzialità di vendita.

Integrated Marketplace e i quattro cardini

Li citiamo e li riprendiamo così come è stato fatto in altre pubblicazioni. Ci piace argomentare i vari aspetti e sfaccettature, aprendo con una considerazione: “il mercato è oggetto di un’evoluzione inarrestabile e di un cambiamento esponenziale, una serie di stravolgimenti che negli ultimi mesi hanno subito un’ulteriore e brusca accelerazione”. Ad oggi, una strategia Integrated Marketplace multicanale, è probabilmente l’operazione più corretta da fare da parte di un grosso brand, che genera dei volumi di business davvero importanti” e che storicamente si basa su una filiera operativa complicata, che dallo stesso marchio, scende a cascata fino al punto vendita. Non è da escludere che altre aziende (qualcuna lo ha già fatto, con modalità diverse da Specialized) adottino una strategia simile per il futuro. Tornando a noi, ecco i punti fondamentali di Specialized:

  • Rivenditore Ufficiale.
  • Pick Up In-Store.
  • Rider Direct.
  • Trova nelle Vicinanze.

Integrated Marketplace ampliamento e strategia

Il rivenditore ufficiale

Il negozio e il negoziante non possono e non devono essere sacrificati, in un modo o nell’altro sono un valore aggiunto. Siamo un popolo latino, che al pari di un acquisto e un risparmio economico, mette anche un rapporto umano. Ma, oggi come oggi, il punto vendita deve essere aiutato, in qualche modo alleggerito e il marchio può aiutare il negoziante in un processo di vendita, informativo e anche di gestione dell’utente. L’acquirente di oggi è preparato ed autorevole, lo è in modo maggiore se paragonato a quello di 20 anni a dietro. Il brand ha “l’obbligo” di non lasciare da solo il negoziante e di fornire tutti gli strumenti possibili al cliente (o potenziale tale) per essere correttamente informato.

Pick Up In-Store

Come abbiamo scritto in precedenza, in qualche modo è necessario alleggerire il punto vendita da alcuni obblighi di “acquisto e programmazione”. Grossi brand come Specialized, che oltre alle biciclette, hanno un catalogo davvero ampio, offrono la possibilità di acquistare attraverso il sito ufficiale (il lockdown ha insegnato a molti ad acquistare in rete e le interpretazioni/motivazioni possono essere tante e tutte valide, ogni testa è un mondo e va rispettato così com’é).

Quello che è stato comperato arriva nel negozio vicino a casa. Si salvaguarda il negoziante, l’utente non esce dalla “zona comfort” e la stessa azienda riesce a monitorare una serie di tendenze che gli permettono di avere una panoramica completa del mercato. Inoltre c’é una semplificazione in caso di “ricostruzione” degli stock. Questo e il punto successivo, sono probabilmente gli esempi più limpidi dell’Integrated Marketplace e di una strategia multicanale che va a toccare anche quell’utenza votata e abituata agli acquisti in rete.

Rider Direct

L’acquisto dei piccoli accessori si può effettuare direttamente dalla piattaforma on-line di Specialized (con spedizione diretta a casa) Il ragionamento, in questo caso può diventare parallelo a quello esposto in precedenza. Una strategia che diventa favorevole anche al negoziante che non è obbligato ad acquistare, camere d’aria, oppure minitools e piccoli accessori (facendo alcuni esempi), evitando e/o limitando alcuni sovraccarichi con prodotti più difficili da vendere.

Trova nelle vicinanze

E’ un aspetto davvero interessante, che permette al potenziale acquirente di sapere se quel prodotto è disponibile e dove. L’utente sfrutta le risorse della rete, comode e veloci, ma è propenso ad effettuare l’acquisto in un punto vendita. Anche in questo caso, la stessa azienda, attraverso i diversi strumenti di analisi, ha la possibilità di valutare le tendenze del mercato (tipologia di utenza, trend in quella zona, preferenze etc.).

Integrated Marketplace ampliamento e strategia

In conclusione

Le chiavi di lettura sono e possono essere davvero molte. Siamo sicuri che una strategia come quella adottata da Specialized per il suo Integrated Marketplace (non dimentichiamo che siamo in Italia e gli acquisti on-line oriented, con tutto quello che comportano, anche in termini di sviluppo della rete, sono cosa recente) diventa una sorta di linea che sarà ripresa da altri. Inoltre:” un’azienda deve generare del business e non dobbiamo dimenticarlo”. Tutto quello che è successo in questo ultimo anno è anche il risultato dei nostri (come utenti del mercato) comportamenti, ma le conseguenze, positive o negative non hanno tardato ad arrivare. Per la prima volta e in modo ufficiale, una strategia di vendita e di business mette insieme il mondo in etere e quello fatto di cose che si possono toccare.

a cura della redazione tecnica, immagini della redazione tecnica e Specialized.

specialized.com

 

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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